Mondiali FIBA 2019 preview, quarti di finale: USA-Francia | Nba Passion
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Mondiali FIBA 2019 preview, quarti di finale: USA-Francia

Mondiali FIBA

Mondiali FIBA 2019 preview, quarti di finale: USA-Francia

In molti potevano immaginare un quarto di finale di così alto grido, vedendo il calendario del Mondiale FIBA 2019 e constatando la netta differenza qualitativa tra la prima parte del tabellone e la seconda. Ecco perchè, dal momento in cui è stata ufficializzata la nuova formula del torneo, uno dei quarti di finale poteva tranquillamente risultare una finale anticipata.

Circa 6 mesi dopo, a Dongguan, USA-Francia rappresenta la conseguenza inequivocabile di questo scenario. Due dei migliori 5 roster della manifestazione si sfidano per un posto in semifinale, contro l’Argentina di Luis Scola e Facundo Campazzo. Una dei migliori match-up che questa manifestazione possa offrire non varrà neanche una medaglia: le aspettative, per questo, sono altissime. Perchè, per entrambe, una mancata Final Four sarebbe un fallimento epocale.

 

Mondiali FIBA: qui USA

Dopo un inizio di Mondiali FIBA stentato, il Team USA di Gregg Popovich sembra aver trovato la quadratura perfetta: rotazioni consolidate, attacco molto più mobile e capace di attaccare costantemente una zona, difesa forte sui portatori di palla e raddoppi preventivi. Insomma, i caratteri distintivi del mantra cestistico di Pop.

La nota negativa che permane dalla partita inaugurale contro la Repubblica Ceca è il tiro e le percentuali in questo fondamentale: nonostante la chimica offensiva e il fluido ball-movement mostrato nelle ultime due gare contro Grecia e Brasile, gli USA non hanno convertito neanche la metà dei canestri wide-open in questa manifestazione. Un fondamentale che, da questo momento in poi, rappresenterà uno degli indicatori decisivi al fine del risultato finale. Il Team USA è la squadra che, in media, tira più di tutte (73.5 tiri di media a gara), ma le percentuali non sono così confortanti: 44% dal campo, 33% dall’arco, 75% ai liberi. Ottimizzare i possessi, creare un tiro a più alta percentuale: dictat che Gregg Popovich chiederà al suo attacco in questa e nelle prossime, in caso di passaggio del turno.

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Il Team USA è il settimo attacco della FIBA WC con 87.4 PPG

Uno degli accorgimenti principali applicati dal coach dei San Antonio Spurs riguarda le rotazioni: prendendo ad esempio la gara contro la Grecia, con Jayson Tatum ancora out, possiamo avere una percezione di quello che potrebbe accadere nella fase finale del torneo. In quella gara, il lungo più utilizzato è stato Harrison Barnes (26 minuti di utilizzo), di cui almeno i 2/3 impiegato da ‘5′ con Jaylen Brown da ‘4’ e Kris Middleton da ‘3’. Un playtipe che si potrebbe ripetere con la Francia per stanare Rudy Gobert e costringerlo ad uscire dalla sua comfort zone difensiva. In questo senso, comunque, avere a roster due dei migliori lunghi NBA per volume e % dall’arco come Brook Lopez e Myles Turner gioca chiaramente a vantaggio degli States.

Il 50% dei possessi saranno gestiti da Kemba Walker, Donovan Mitchell e da Derrick White, sempre meno dodicesimo uomo di questa Nazionale. Possibile la staffetta tra quest’ultimo e Marcus Smart su Evan Fournier, uno dei migliori scorer dei Mondiali finora. Punto di riferimento primario dell’attacco statunitense è e rimane Kemba che, oltre ad essere il miglior realizzatore della squadra con i suoi 14.6 punti di media, è anche il miglior ball-handler sui P&R dell’intera manifestazione: situazione che vedremo ripetersi tantissimo, soprattutto nella gara contro i francesi. Coinvolgere i lunghi transalpini nel pick-n-roll e sfruttare il consueto drop di Gobert per attaccarlo e andare in lunetta: ecco un altro tassello importante della gara, soprattutto visto che gli USA sono la squadra che tira meno a cronometro fermo tra le 8 qualificate ai quarti (15.4 tentativi di media a gara).

Probabile una rotazione a 11 così impostata: Walker/White; Mitchell/Smart; Middleton/Brown/Harris; Tatum (da vedere il minutaggio)/Barnes; Turner/Lopez. Difficile che Mason Plumlee possa mettere piede sul parquet.

 

Mondiali FIBA: qui Francia

La Francia di Vincent Collet è reduce da una spettacolare gara contro l’Australia, in cui i transalpini hanno mostrato tutte le loro potenzialità e i propri punti deboli. Come detto in precedenza, parlando degli States, una fetta importante del quarto di finale odierno passa dalla prestazione di Rudy Gobert e dal suo utilizzo. Il confronto con Aron Baynes ha messo in luce i problemi difensivi che, in molte occasioni, si erano denotati negli ultimi playoff NBA nel primo turno contro gli Houston Rockets. Nonostante una interior defense impareggiabile, almeno in questo torneo, il due volte DPOY della Lega ha dimostrato di avere grossissime difficoltà nel seguire l’uomo fuori dal pitturato, soprattutto quando il suo avversario è un buon tiratore dalla media. Per questo, sarà importante limitare il suo minutaggio, evitando una continua situazione di foul trouble come contro gli Aussie.

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Evan Fournier è la quarta guardia per punti realizzati del torneo con 20.8 PPG

Fondamentale, quindi, l’apporto di Vincent Poirier, finora poco impiegato e, da questo momento in poi, preziosissimo per le rotazioni e gli schemi di Collet. Il roster transalpino è il migliore del torneo in termini di percentuali finora, con il 52% dal campo ed un formidabile 47.4% da 3: inutile ribadire che, se lo shooting continuasse ad essere così efficace, sarebbe improbabile vedere i transalpini fuori dal match dopo 30-35 minuti. Evan Fournier e Nando De Colo sono i fari dell’attacco francese: la guardia degli Orlando Magic viaggia a 29 punti di media per 36 minuti (20.8 PPG in quasi 26 minuti di impiego), tirando con circa il 43% dall’arco e ha messo in mostra tutto il suo repertorio offensivo in queste prime due fasi del Mondiale. La nuova guardia del Fenerbahce è nettamente il miglior sesto uomo di questo torneo, risultando l’unico giocatore a segnare 15+ punti in 3 occasioni partendo dalla panca. Dalle sue mani passano almeno il 20% dei possessi transalpini: il suo minutaggio, finora ben controllato da Collet, potrebbe aumentare esponenzialmente.

Altro punto focale per i francesi è l’intensità difensiva e il ruolo e le responsabilità dei comprimari come il capitano Nicolas Batum, autore di un Mondiale perfetto finora, e l’ex Virtus Bologna Amath M’Baye. Per loro, l’arduo compito di limitare Jayson Tatum e Kris Middleton e di aiutare i 5 in caso di cambi sistematici forzati dall’attacco americano. Il risultato di questa gara dipende molto dal loro apporto difensivo: fisicamente hanno tutti i mezzi per limitare e sovrastare i loro avversari. Per il resto, rotazioni abbastanza definite con Albicy back-up di Ntilikina e De Colo, Toupane e Lessort a dividersi i minuti in cui Batum dovrà rifiatare.

Una classica del basket FIBA come antipasto delle sfide per le medaglie. Unico rammarico: godercela troppo presto. Anche se, a questo punto della manifestazione, lo spettacolo e le emozioni, vista la posta in palio, potrebbero regalarci una gara da annali dei Mondiali.

 

 

Pierluigi Ninni
luigi.bucket23@gmail.com

23 anni, laureato in Economics and Business Administration. Tifoso dei Cleveland Cavaliers e della Happy Casa Brindisi, assiduo spettatore del basket FIBA (senior e giovanili).

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