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L’NBA apre al mercato delle scommesse

di Mattia Ciancarella

Scommesse NBA ci siamo qualcosa sta finalmente cambiando. Rispetto a cosa? E’ l’ormai lontano 1992 e, gli Stati Uniti d’America sotto la presidenza di Goerge H. W. Bush (aka Bush Senior) promulgano il “Professional and Amateur sport protection act” .

Questo testo rende sostanzialmente illegale, per i singli stati federali, l’organizzazione di un sistema lecito di scommesse. Solo Delaware, Montana, Oregon e Nevada che già avevano organizzato un sistema legale di betting sono risultati esenti da questo atto.

Ad oggi, se non si è residenti in uno di quei stati, è possibile scommettere solo tramite Bookmaker OffShore ma le cose stanno per cambiare profondamente.

Da poche settimane si è raggiunto uno storico accordo di partership tra NBA e MGM (una delle più importanti catene alberghiere degli states). Ovviamente una partership non può rendere legale le scommesse ma andiamo per ordine.

Scommesse NBA: le novità

Verso la fine del mese di Maggio, la corte suprema degli Stati Uniti ha posto il primo passo volto alla legalizzazione delle scommesse sugli sport in America. La corte suprema ha infatti stabilito che ogni stato dovrà prendere la sua “personale” scelta in materia facendo cadere il velo posto nel 1992.

Mentre gli stati prendono le loro decisioni gli esperti hanno stimato in circa 5 miliardi di dollari entro 5 anni, il valore potenziale del mercato del “gambling” sugli sport americani e, l’NBA, risulta essere la prima lega ad aver cominciato a muovere i primi passi.

Adam Silver diventa sempre più un manager rivoluzionario, dimostrando la grandissima capacità di far confluire molti interessi e denaro nelle casse delle franchigie e della lega stessa in maniere sempre diverse.

Aumento della partite all’estero volto ad aumentare l’appeal della lega e rendere possibile a tutto il mondo la possibilità di toccare e vedere dal vivo i nostri supereroi preferiti in azione

L’introduzione degli sponsor sulla maglia un altro passo verso quella che rischia di diventare a tutti gli effetti una vera e propria rivoluzione sportiva.
Se la scelta di inserire lo sponsor, come i global games, andavano verso una direzione di internalizzazione del brand e di cooperazione tra brand globali, questa va incontro al mercato locale.

Ma, se come detto questo accordo non garantisce la possibilità di piazzare scommesse, quel’è l’oggetto del contratto stipulato? Da un lato, MGM si riserva  in esclusiva i diritti sui loghi di squadre e lega, highlights, accesso ai dati ufficiali della lega e la possibilità di essere riconosciuto come uno dei partner strategici della lega (NBA e WNBA).

Questo a fronte di un corrispettivo di circa 35 milioni di dollari da versare in 3 anni nelle casse della lega di pallacanestro. Somma che può risultare quasi insignificante ma, il vero valore di questo business, come il vaso di Pandora, deve ancora essere scoperto soprattutto se pensiamo all’importanza che rivestono nel mercato italiano ed europeo le aziende di betting.

Dal punto di vista dei ricavi la lega punta a strappare una piccola fee, anche sotto l’1%, sul valore totale  delle scommesse che verra piazzato. Questo non può essere oggetto di discussione visto che per poter stipulare un accordo di questo tipo è necessario che il sistema sia interamente legalizzato.

Adam Silver 2024-Scommesse NBA

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Scommesse NBA: cosa tenere in considerazione? 

Oltre a tutte le implicazioni possibili per il brand MGM, ciò che è veramente inestimabile è il data feed che condividerà con NBA. Incalcolabile il valore di un numero cosi elevato di informazioni di altissima qualità, utilizzabile sia per il mercato in oggetto che per quello degli altri sport.

Insomma, MGM pone un passo molto decisivo ed importante in ottica futura, un passo che gli potrebbe permettere di gestire circa la metà di quei famosi 5 miliardi di valore del mercato.

Una volta legalizzato e disciplinato il mercato del betting, il guadagno economico non sarà ad appannaggio esclusivo della lega. Infatti, secondo il contratto che lega NBA, franchigie e giocatori infatti, la metà del valore generato dalle proprietà deve essere ridistribuito nell’ordine del 50% agli atleti.

Insomma, un sistema di cui a breve potranno beneficiare tutti le parti in causa, incluso il salary cap visto che questo è correlato ai ricavi delle franchigie.

Ad oggi gli analisti non credono in un’espansione del cap come quella di 3 estati fa ma comunque una certa crescita ci sarà. Adam Silver continua la sua opera di ri-creazione della NBA, sempre più moderna e all’avanguardia della tecnologia e del business. Questa lega è sempre all’avanguardia e, sotto la sapiente amministrazione Silver, potrebbe riuscire nello storico sorpasso ai danni dell’NFL.

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