Phoenix Suns: una stagione di transizione e pochi obiettivi
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Phoenix Suns: anno sabbatico

Phoenix Suns

Phoenix Suns: anno sabbatico

“La stagione del fallimento è il momento migliore per piantare i semi del successo” (Paramahansa Yogananda), in questa frase espressa dalla filosofa si descrive perfettamente la situazione attuale della squadra dell’Arizona: i Phoenix Suns. La squadra dovrebbe prendere questa riflessione, farla propria e attuarla subito, nel loro caso a maggior ragione. Questa stagione è stata completamente opaca, tuttavia alcuni elementi, se messi insieme tra loro, potrebbero essere d’aiuto per il futuro.

Dopo un’annata deludente il GM dei Phoenix Suns Ryan McDonough ha cercato di migliorare la qualità della rosa anche sacrificando qualche suo giocatore e puntando alle superstar sul mercato dei free agent. Il tutto senza riscontrare successo. Quindi la squadra stessa ha intrapreso un percorso di transizione, con molte ombre e poche luci.

PHOENIX SUNS: IL GIOCO

La corsa è d’obbligo: il sistema di gioco dettato dal coach Jay Triano (subentrato ad Earl Watson) infatti si basa prettamente su transizioni e sui ritmi alti. Uno dei deficit della manovra offensiva è stato il tiro da tre, vero e proprio elemento mancante della stagione dei Suns, dove il 73% delle conclusioni sono arrivate da dentro l’area.

I giocatori non hanno sempre rispettato molto le indicazioni date dal coach, preferendo sempre di più gli isolamenti, azioni senza ritmo, e perdendo spesso e volentieri palla (la media di turnover a partita è di 13.9). Le statistiche della squadra rispecchiano molto l’andazzo dell’attacco dei Phoenix Suns,appunto per quanto riguarda l’offensive rating (103.5), la percentuale dal tiro dall’arco (32%),e la percentuale da dentro l’area (49.5%).

Non meglio è andata la fase difensiva, che ha visto i giocatori completamente disinteressati a svolgerla,quasi svogliati, non comunicando nemmeno tra loro. Ciò che ha comportato questo è stata l’assenza dei cambi di marcatura o degli scivolamenti necessari, subendo punti in maniera inesistente. Di fatto la squadra ha racimolato il peggior rating difensivo di tutta la lega. ovvero 112.8, una cifra eloquente.

Queste abitudini negative dei giocatori li hanno portati ad essere la squadra con la più alta differenza negativa tra punti concessi e punti segnati (-9,4), con 103.9 punti segnati 113.3 concessi.

 

Obiettivi stagionali e situazione attuale

La franchigia di Phoenix, dopo le vicende riguardanti il mercato, ha dovuto farsene una ragione. Si è  puntato tutto sui giovani, per farli crescere e riflettere già su futuro, in primis sulla stella Devin Booker, anche se di tenera età. Questa strategia attuata dal GM non ha portato grandi frutti dato i ragazzi,in una franchigia  perdente, senza obiettivi, e con un clima non ottimale per la loro crescita, non sono esplosi come ci si aspettava. Nell’appena archiviata regular season i Phoenix Suns, come tante altre franchigie, hanno puntato al cosiddetto tanking, in modo da ottenere uno dei primi posti alla lottery del draft NBA, a tal punto da arrivare a un record negativo di 21-61 (il peggiore della lega).

Col mancato ingaggio di nomi importanti e la presenza in squadra di molti giovani, il team dell’Arizona può godere di un grande spazio salariale, che sarà impiegato per coprire le lacune del roster. I Phoenix Sun in diversi ruoli hanno dei buchi da coprire o per lo meno ricoperti malamente .

Phoenix Suns lineup 2017/2018:

  • Elfrid Payton/Tyler Unnis
  • Devin Booker/Troy Daniels
  • Josh Jackson/T.J.Warren
  • Dragan Bender/Marquese Chriss
  • Alex Len/Tyson Chandler

Facendo un po’ il punto della situazione attuale e di quali sono i ruoli in cui il GM dei Phoenix tenterebbe in estate di migliorare, troviamo:

Partendo dal ruolo di playmaker, con l’approdo di Bledsoe ai Milwaukee Bucks i Phoenix Suns hanno cercato di ricoprire il buco, non essendoci riusciti con l’innesto di Elfrid Payton, un giocatore dotato di grandi qualità ma non di molta costanza, non riuscendo ad apportare quella intelligenza cestistica che a tratti si è vista ad Orlando.  Con un Payton non sempre affidabile quindi le chiavi dell’attacco in molti momenti di partita sono dovute passare tra le mani di Booker, costringendolo a creare gioco o a fargli prendere spesso tiri forzati abbassando spesso le sue percentuali.

Il ruolo di guardia è l’unico al 100 % ricoperto da un signor giocatore, dove i Phoenix Suns non cercano minimamente di cambiare rotta. Devin Booker è ormai diventato un nome affermato, essendo stato protagonista di una stagione da 24.9 punti, 4.5 rimbalzi e 4.7 assist: la sua costante crescita potrebbe continuare con l’innesto di un elemento più esperto.

Per quanto riguarda la posizione di ala piccola, grazie alla chiamata al draft NBA di Josh Jackson , i Phoenix hanno risolto alcuni problemi riguardanti la difesa, trovando nel rookie un ottimo marcatore con ottimi margini di miglioramento anche in attacco .Certo, il giovane ha alcune lacune offensive il cui sostituto T.J.Warren copre, avendo un reparto offensivo più ampio ma in una squadra ben impostata potrebbe fare meglio il suo lavoro e portare a casa grandi soddisfazioni.

Un’altro ruolo da migliorare necessariamente è quello di ala grande, ricoperto al momento dal giovane Dragan Bender e da Marquese Chriss, entrambi buoni giocatori ma ancora dotati di alcuni difetti. Jay Triano li ha intercambiati sempre,  appunto per la mancata costanza da parte di entrambi. Forse risulta essere una delle posizioni con un bisogno maggiore rispetto alle altre di un nuovo apporto.

– La posizione di centro è occupata dall’ucraino Alex Len e dal veterano Tyson Chandler. In particolare il classe 1993 non sembra aver ottenuto quei miglioramenti che i Suns si aspettavano. Serve un radicale cambio di rotta.

Conclusioni: che ne sarà dei Phoenix Suns? 

In mezzo a tanti aspetti negativi di questa stagione possiamo anche racimolarne di positivi, come la probabile presenza dei Phoenix tra le prime posizioni al Draft NBA e il grande spazio salariale, tasselli fondamentali per la ricostruzione della squadra. Dopo tanti anni una delle prime scelte sarà dei Suns; Questo permetterà di avere l’opportunità di arruolare in squadra tra i migliori giovani del basket internazionale.

Partendo dall’NCAA con giocatori come Deandre Ayton,Trae Young, Marvin Bagley e prospetti del basket professionistico come il fenomeno sloveno Luka Dondic.

Tutti giovani dal futuro prospero che potrebbero affiancare a Booker e ai nuovi innesti cercati dai Phoenix, per arrivare, dal primo anno della ricostruzione, in alto tra le migliori squadre della Lega e magari poter puntare all’anello.

Analizzando tutti gli aspetti di questa stagione si può dire che la squadra dell’Arizona dovrebbe essere completamente rifondata, a partire dal roster per finire allo  staff tecnico, essendo una squadra piena di incognite, accompagnata dalle continue scelte sbagliate, ad eccezione del colpo di fortuna ottenuto con la scelta dell’ex Kentucky, Devin Booker. Sicuramente alla fine dei playoff vedremo il GM Ryan McDonough impegnato al massimo sul mercato per raggiungere finalmente, dopo l’addio di Steve nash, i così tanto sperati playoff in cui questa squadra  era abituata ad arrivare in passato prima di questi 8 anni di siccità.

Enrico Nolfo
enrico1997tp@libero.it

Ciao, Il mio nome è Enrico Nolfo. Sono un ragazzo con origini siciliane, con precisione provengo da Trapani. Adesso sono uno studente fuori sede a Milano. Il mio primo interesse da 7 anni a questa parte è il basket e questa mia passione principalmente si approfondisce nel mondo NBA, in cui inizialmente mi innamorai di una squadra, i "Miami Heat", di LBJ ,Wade, e Chris bosh, seguendo ogni loro partita e da lì iniziai a seguire l'NBA a 360 gradi, fino a sembrare quasi un'ossessione!

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