La Spagna del basket volta pagina. Dopo l’era lunghissima e ricca di successi di Sergio Scariolo, la Federazione ha scelto il suo erede: sarà Chus Mateo a guidare la nazionale maschile. Una decisione che apre un nuovo capitolo per “La Familia”, chiamata a ritrovare entusiasmo e risultati dopo un EuroBasket 2025 al di sotto delle aspettative.
Mateo, 56 anni, non è certo un volto nuovo per gli appassionati. A Madrid ha scritto pagine importanti, portando il Real Madrid a vincere l’Eurolega e collezionando trofei in patria, dalla Liga alla Copa del Rey. La sua carriera, segnata da una lunga gavetta e da esperienze come assistente tecnico, è il simbolo di un allenatore che conosce bene il movimento spagnolo e la sua mentalità.
Il suo contratto con la Federazione avrà durata fino al 2029: un progetto di medio-lungo periodo che comprenderà i Mondiali 2027 e soprattutto la corsa alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Un orizzonte temporale ampio, che gli permetterà di programmare con calma un ricambio generazionale ormai inevitabile.
Le sfide, però, non mancano. Dopo anni di gloria, la Spagna è chiamata a ritrovare solidità e competitività a livello internazionale. Mateo dovrà integrare i giovani che spingono per un ruolo da protagonisti, mantenendo al tempo stesso la leadership dei veterani. Non sarà semplice trovare il giusto equilibrio, ma la sua esperienza nella gestione di spogliatoi complessi come quello del Real Madrid potrà tornare utile.
La sua nomina è, in fondo, un segnale di continuità e fiducia nel lavoro “di casa”. Non un colpo a sorpresa, ma una scelta razionale: puntare su chi ha già dimostrato di saper vincere e conosce a fondo la cultura cestistica spagnola. Ora toccherà al parquet dire se Mateo riuscirà a far rivivere a “La Selección” i fasti del passato recente

