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Storia del Darussafaka: la squadra che sfida i giganti

di Luca Grassetti

Passare nel giro di 3 anni dal disputare i playoff della seconda lega nazionale a quelli della massima competizione continentale parrebbe utopia anche per i più ottimisti. Qualcuno invece, sorprendendo tutti, ci è riuscito. Stiamo parlando del Darussafaka Dogus.

Appartenente alla polisportiva turca Darussafaka nata nel 1914, la società cestistica viene fondata nel 1951 e disputa per quasi tutti e 70 anni di storia il massimo campionato turco. L’Ayhan Sahenk Arena ospita i match casalinghi di campionato, mentre per gli impegni europei è utilizzata la più capiente Wolkswagen Arena (5240 posti).

Dopo decenni di alti e bassi nella massima lega nazionale il Darussafaka conosce il suo periodo più buio nel 2010 quando viene relegata per tre anni nella serie cadetta turca.

 

L’era Dogus

La recente, e più nota, storia del club inizia nel 2013. Il fondo Dogus decide infatti di investire prepotentemente nella pallacanestro. Nel giro di due anni vengono siglati accordi di sponsorizzazione prima con il Darussafaka e poi con l‘Eurolega stessa. La partnership con i turchi risulta talmente solida da modificare sia la denominazione del club che il suo logo ufficiale, in cui attualmente compare il marchio Dogus.

Le intenzioni della holding sono chiare: portare il club ai massimi livelli ed aumentarne la popolarità in una città che annovera squadre ben più note come Fenerbache, Galatasaray, Efes e Besiktas.

Alle parole seguono immediatamente i fatti. Grazie alle ingenti somme di denaro messe a disposizione dallo sponsor, la squadra torna immediatamente nella massima serie e pochi mesi dopo ottiene una wild card, per la partecipazione all’Eurolega, confermata poi per l’anno successivo.

 

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Scottie Wilbekin in azione contro Bogdanovic

 

 

Il Roster

Dopo i primi due anni di assestamento ad alti livelli, i dirigenti turchi quest’anno hanno deciso di dare una svolta grazie ad una prestigiosa e ricchissima campagna acquisti estiva. Se negli anni precedenti avevano indossato la canotta bianco-verde giocatori di esperienza come Manu Markoshvili, Jamon Gordon e Rinaltas Seibutis, da agosto 2016 il Darussafaka presenta nomi di appeal e fama senz’altro maggiori, a partire dalla scelta del coach.

L’ingaggio milionario di David Blatt denota sicuramente le alte ambizioni del club. Il suo arrivo ha infatti attratto campioni americani del calibro di Brad Wanamaker (serio candidato al premio di MVP dell’intera regular season), Will Cylburn e James Anderson, oltre che del talento croato Ante Zizic. Quest’ultimo, trasferitosi a stagione in corso, ha sicuramente giovato degli insegnamenti del coach prima del grande salto oltreoceano previsto per la prossima stagione. Ai tre superstiti dell’annata precedente (Wilbekin, Harangody e Slaughter) sono stati affiancati un nucleo di europei come Moermann e Bertans, utili nel conferire esperienza in un roster quasi completamente nuovo.

 

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Bradley Wanamaker

 

 

La Regular Season

Con basi simili, era lecito immaginare una stagione tra le protagoniste in Eurolega.

Con le attenuanti dovute ad un roster completamente nuovo, in realtà il Darussafaka si è dimostrata squadra di talento assoluto ma molto incostante. Il record finale di 16-14 dimostra come l’accesso ai playoff sia stato più sofferto del previsto.

A prestazioni eccezionali si sono alternate performance al si sotto delle attese. Blatt e soci sono stati in grado di battere corazzate come CSKA, Real ed espugnare l’arena del Fenerbache nel derby. La duplice sconfitta contro una non irresistibile Milano mostra però l’altra faccia della medaglia di una squadra con ancora molti limiti.

 

Playoff ed ambizioni

Sicuramente l’accoppiamenti prima contro ottava raramente riserva sorprese, ritengo che anche quest’anno la sorte dell’incontro rimarrà tale. In regular season i turchi hanno però dimostrato di potersela giocare ad armi pari anche contro i team più blasonati. Un roster così talentuoso, unito ad una chimica di squadra che va sempre più ad assodarsi con il trascorrere delle settimane, non pongono limiti ai sogni del club.

La gara si preannuncia più aperta di quanto la classifica testimoni. Il mio pronostico? L’esperienza dei Blancos alla lunga prevarrà sul talento e l’ambizione dei turchi. 3-1 Real.

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