Abbiamo intervistato in esclusiva il direttore di Mavs Moneyball, ed editore di SB Nation, Tim Cato. Una chiacchierata sulla stagione della franchigia di Dallas, sull’atmosfera che si respira in Texas vista la stagione che si prospetta per i tifosi dei Mavs, i possibili colpi di mercato in entrata ed in uscita e la questione tanking.

Deron e Dirk
– A cura di Alessandro Dellarocca –
Tim, innanzitutto: com’è l’atmosfera, che aria si respira nel vedere la squadra in una situazione che quasi nessuno poteva aspettarsi durante l’estate?
“La cosa certa è che perdere non piace mai a nessuno; sicuramente una grande maggioranza di tifosi si sarebbe aspettata una stagione molto simile alle ultime, chiuse con un record intorno al 50% e in bilico tra il primo e il secondo round di Playoffs. Il fatto che, come la storia dimostra, i Mavericks siano quasi sempre stati una franchigia con molte vittorie in RS rende questa situazione ancor più nuova e difficile da comprendere. In generale , comunque, come si suol dire “la speranza è l’ultima a morire”, e molti tifosi confidano nel potersi in qualche modo risollevare, in questa ma soprattutto nelle prossime stagioni”
Contro ogni pronostico, nel 2011 i Mavs hanno raggiunto il tanto sudato anello, e negli anni seguenti sono stati presenza fissa nel postseason; durante l’ultima free agency abbiamo visto diverse trade interessanti, che però hanno avuto (fino adesso) scarso successo. Quale pensi possa essere il fattore principale di questo insuccesso? Più la sequenza continua di infortuni o soprattutto una questione mentale? O magari un mix di entrambi?
“La cosa peggiore è stata senza dubbio la serie di infortuni. Abbiamo avuto modo di vedere che, se in salute, questo sa essere un team decisamente solido. Ma quando si sono fermati Dirk, Barea, Bogut e DWill contemporaneamente, e si è stati costretti a richiamare Gibson come playmaker titolare, beh: credo che la gravità si percepisca automaticamente”.
Da qualche tempo circolano varie voci relative a possibili scambi riguardanti i Mavericks: pensi che i problemi della squadra siano risolvibili attraverso questa soluzione? O i texani hanno bisogno di una rifondazione più profonda, partendo da giovani atletici e talentuosi? E’ un termine quasi proibito, ma sta iniziando a circolare quel ‘tanking’ tanto odiato…
“In realtà, anche se involontariamente, i Mavs stanno già tankando, come si evince dalle sole 7 vittorie. Come già detto, potrebbe essere un buon team, se in salute. Per cui si: scambiare Bogut o persino Williams alla deadline potrebbe avere senso. In ogni caso preferirei vedere i risultati delle prossime settimane, ma probabilmente non basterà nemmeno un mese intero al 50% di W per convincere Cuban e ambiente che Dallas sia una squadra con reali possibilità di raggiungere i playoff”.
Guardando il recente passato bisogna ammettere che Dallas non sia una destinazione troppo amata dai top player della Lega (Jordan e Whiteside ne sono un esempio). Secondo te quali sono le principali ragioni per spiegarlo? L’avere un boss non proprio convenzionale? O magari il fatto che la città sia un luogo di ‘hard work & less fun’ rispetto a Miami o LA, per fare due esempi?
“Non credo che la città abbia inciso molto in queste scelte, così come penso che tanti giocatori amerebbero l’avere Cuban come proprietario: è semplicemente il fatto che i giocatori scelgono la propria destinazione in base a quello che la dirigenza può costruire loro attorno, e, su questo, Dallas ha dimostrato un nucleo non così solido da risultare attraente per i top”.
Parlando liberamente da tifoso e non da giornalista, c’è qualcosa che ti senti di rimproverare a dirigenza, staff, o allenatore? Qualche errore che secondo te poteva essere evitato?
“La sottile linea che divide un giornalista da un tifoso mi ha nettamente segnato in tutti questi ultimi anni. Mi considero ancora un supporter dei Mavs, ma riesco a vedere il tutto con molta più oggettività. Comunque credo che il più grande errore fatto sia stato il non valorizzare a sufficienza i Draft, concentrando tutte le energie alla disperata ricerca di free agents, anche a discapito di giovani talenti.
Parliamo della nostra superstar, motivo d’orgoglio per la squadra e la lega intera, Dirk Nowitzki. Sembrava chiara la sua volontà di andare avanti fino al 2018, ma i numerosi problemi fisici che lo stanno affliggendo sembrano potergli far cambiare idea, portandolo al ritiro già a fine stagione. Pensi che possa ancora tornare sui suoi passi, o l’appendere le scarp(on)e al chiodo sarebbe la scelta migliore? Già abbiamo perso Duncan, Kobe e Garnett; il cuore dei tifosi potrebbe non reggere questo ulteriore colpo…
“Sono praticamente certo che lo vedremo calcare quel parquet ancora per un altro anno, dopo questa stagione. Anzi: è assolutamente necessario, perchè non sono mentalmente pronto ad un suo ritiro!”

