Milano, 28 settembre 2025 – In occasione dell’attesissima finale di Supercoppa Italiana, abbiamo avuto l’onore di visitare il “dietro le quinte” di Sky Sport. Un viaggio esclusivo all’interno della macchina produttiva, che quest’anno ha acceso i riflettori su una grande novità: la nascita di Sky Sport Basket, il nuovo canale interamente dedicato alla pallacanestro.
Tra gli intervistati anche Geri De Rosa, volto e voce storica del basket in tv, che ha riflettuto sul cambiamento del linguaggio sportivo.
Quanto pesa la preparazione dei dati statistici per un evento così importante come la finale di Supercoppa?
“Pesano il giusto, perché questo è il momento in cui le squadre si stanno preparando e allenando. Quindi, probabilmente ci saranno delle percentuali basse, come è successo per esempio a Brescia in semifinale. Evidentemente pesa allo stesso modo la capacità delle squadre di trovare rapidamente la giusta compattezza e la giusta solidarietà”.
Nel corso della tua carriera c’è stato un evento in telecronaca che ricordi come complicato da gestire?
“Devo dire che la semifinale non è stata semplice, abbiamo avuto qualche problema tecnico. È quello che ricordo maggiormente, visto che è successo da poco tempo. Per il resto, ho sempre lavorato con grandi professionisti e con ottimi tecnici, quindi problemi davvero gravi non ne abbiamo mai avuti. Ogni tanto siamo stati un po’ sfortunati. Per esempio, la finale per il terzo o quarto posto in Europa che, per motivi assolutamente indipendenti dalle nostre possibilità, è stata poi commentata da Milano”.
Secondo te, come sta cambiando il modo di raccontare lo sport oggi?
“Siamo in era social, quindi necessariamente deve essere molto più rapido e decisivo. Io, che comincio ad avere una certa età, cerco di abituarmi. Magari mi tengo un po’ troppo lungo alle volte, quindi forse la nuova comunicazione richiede anche un pochettino di superficialità in più. C’è meno tempo, soprattutto per analizzare con maggiore profondità gli argomenti. A me non piace tantissimo, però mi rendo conto che questa è la realtà, e ci si deve abituare”.
Si ringrazia Sky Sport per la possibilità, e l’intervistato per la disponibilità mostrata.

