Go to guy: Dario Saric

di Mattia Picchi

E’ sempre un errore valutare i giocatori soltanto dal tabellino senza guardare le partite: molto spesso infatti il tabellino può ingannare e non è detto che se un giocatore non è mai top scorer sia scarso. Molte piccole ma utili cose infatti non si vedono dal tabellino ma solo guardando le partite: solo così si puo capire il gioco di Dario Saric.

Dario Saric con la maglia della nazionale croata.

Dario Saric con la maglia della nazionale croata.

Ala grande, classe 1994, nasce a Sebenico (Croazia) l’8 Aprile 1994 e nonostante la giovane età è già il leader silenzioso dell’Efes Anadolu Istanbul; ha infatti trionfato all’Europei Under 16 e Under 18, oltre ad aver vinto un campionato e una coppa di lega in maglia Cibona Zagabria. Tutti questi trionfi hanno fatto sì che sia stato opzionato dai Philadelphia 76ers che possiedono diritti su di lui qualora volessero riaverlo per farlo esordire nel grande palcoscenico americano: intanto arrivato in Turchia nell’estate del 2014, è già il perno della squadra di Ivkovic. Lottatore e combattente, è utilissimo alla squadra turca, sia per l’efficienza che produce in attacco nei momenti del bisogno, ma soprattutto per l’intensità difensiva che ha, capace di prendere rimbalzi nei momenti decisivi del match, e di difendere in maniera egregia su chiunque abbia di fronte. Nonostante l’Efes si sia dovuto arrendere alla corrazzata Real Madrid, l’ala croata non ha affatto disdegnato l’impegno anzi, ha fatto patire e non poco la truppa di Pablo Laso e in particolar modo Felipe Reyes, colui che marcava, quasi annientandolo per tutti e 4 i match.

La grande generosità messa in campo ogni partita, nonostante sia ancora molto giovane, hanno convinto Ivkovic a puntarci molto e il croato sta ripagando eccome la fiducia dimostratagli; ovvio che può ancora migliorare, specialmente in attacco, come dimostrano i 10 punti scarsi di media (48.6% da 2 e 70% ai tiri liberi) uniti ai 6.4 rimbalzi, ma qualora l’efficienza dimostrata in difesa riuscisse ad averla anche nell’altra metà campo allora si che diventerebbe una vera stella, con la Nba sullo sfondo…

Per Lega Basket A Passion,

Mattia Picchi (Mattiapicchi on Twitter)

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