Home NBA, National Basketball AssociationEsclusiveIntervista a tinte gialloviola con Mark Medina

Kobe Bryant si è ritirato dopo venti anni di onoratissima carriera, chiudendo un’era intensa dove non sono mancate vittorie e soddisfazioni. E ovviamente anche sconfitte e dolorose delusioni, fino a giungere all’addio del proprio baluardo che ormai aveva esaurito la benzina in corpo: questo è stato il triste leit motiv che ha accompagnato i Los Angeles Lakers negli ultimi anni. Ma poi è arrivato Luke Walton, l’uomo giusto per ripartire, il condottiero ideale per guidare i giovani nella risalita agli antichi fasti. Un innovativo sistema di gioco, una precisa identità, un’anima. Il nuovo head coach sta mettendo a posto i tasselli del puzzle, cercando di trarre il meglio dai vari D’Angelo Russell, Julius Randle, Brandon Ingram e Jordan Clarkson. Contando anche sul supporto di gente più vissuta.

Mark Medina.

Mark Medina.

Sulla situazione gialloviola si è espresso in un’intervista esclusiva Mark Medina, giornalista del ‘LA Daily News’. Un’analisi sui lavori in corso e sull’atmosfera che si respira da quelle parti della Città degli Angeli.

 

– I Lakers sono stati protagonisti di un avvio sorprendente in questa regular season. Piano piano stanno assimilando la giusta alchimia con i vari aspetti del gioco che migliorano giorno dopo giorno. Il tutto grazie al lavoro di Luke Walton, allenatore emergente ma arguto e carismatico allo stesso tempo. Ti piace la sua idea di basket? Quanto ci metterà la squadra per ritornare a lottare per i vertici della lega?

“La ragione principale per cui i Lakers stanno crescendo è da ritrovare nella la presenza di Luke Walton e nella crescita dei prospetti presenti nel roster. Walton è riuscito a relazionarsi con i giocatori più di quanto abbia fatto Byron Scott, responsabilizzandoli. I ragazzi sono maturati sia sotto il punto di vista del gioco sia sotto quello dell’etica del lavoro. Il farewell tour di Kobe non ha gettato a lungo un’ombra sulla squadra. Invece, il gruppo ha avuto dei  grandi problemi quando Bryant si è fatto male.

Detto ciò, ci vuole ancora tempo. Potrebbero intrufolarsi nella corsa ai playoff ammesso che rimangano in buona salute e compatti. Ma ci vorranno almeno tre anni prima che diventino un contender”.

– D’Angelo Russell, Julius Randle, Brandon Ingram e Jordan Clarkson. I californiani hanno tra le proprie fila dei giovani dal potenziale pazzesco. Chi di loro ha le maggiori possibilità di divenire in futuro una vera e propria superstar? Russell è capace di tenere in mano le chiavi della squadra e di vestire i panni del leader? Julius Randle può essere quel giocatore chiave in un certo senso come lo è Draymond Green per i Golden State Warriors? (rifacendoci alle dichiarazioni dello stesso Green)

D'angelo Russell, Julius Randle e Jordan Clarkson.

D’angelo Russell, Julius Randle e Jordan Clarkson.

“Tutto questo è da vedere. Alcune sensazioni ci dicono che il ruolo di condottiero possa essere ricoperto da Russell e/o Ingram. Tuttavia, per entrambi i casi potrebbe volerci qualche annetto. Anche se stanno emergendo le sue capacità, è da valutare se D’Angelo può essere un giocatore completo e se riuscirà ad perfezionare le sue doti di leader. Allo stesso modo Ingram dovrà affinare diversi aspetti del suo gioco come la difesa, il tiro dal perimetro e l’abilità in post. Il suo sviluppo richiede ancora del tempo, e nel mentre lui potrà divenire più forte e scalare le gerarchie.

Randle ha diverse possibilità di divenire un nuovo Draymond Green. Sta dimostrando di aver compiuto dei passi in avanti riguardo la potenza fisica e il jump shot. Deve ancora lavorare sulla difesa”.

– Ritorniamo a parlare di Ingram. Il suo inserimento nei meccanismi del team sta avvenendo in maniera graduale: secondo te è giusto farlo partire dalla panchina al momento? Fin dove si può spingere in futuro?

“Secondo me Walton ha preso la decisione giusta. Per permettere al classe 1997 di rendere al meglio è giusto non mettergli addosso pressione. Io credo che questo gli possa dare ulteriori motivazioni. In teoria la mossa ha senso poichè c’è Luol Deng che con la sua esperienza può fornire equilibrio a tutta la squadra e può consentire ad Ingram di crescere senza che gli si chieda già di mettere a referto grossi numeri”.

– Quanto è importate il contributo di veterani come Timofey Mozgov e Luol Deng? Cosa pensi del rendimento di Lou Williams sotto la guida di Walton?

Lou Williams.

Lou Williams.

“Avere nel roster dei veterani già affermati e carichi d’esperienza può solo aiutare i giovani a crescere. Questi ultimi possono usufruire dell’etica del lavoro dei colleghi più esperti. Anche se i Lakers hanno problemi di difesa, Mozgov è un upgrade rispetto a Roy Hibbert, mentre Deng ha messo sotto la sua ala protettrice Ingram. Williams è un vero leader, sia a livello emotivo che tecnico. Alcuni suoi compagni di squadra sostengono che debba essere eletto sesto uomo dell’anno dato l’impatto che sta avendo nelle rotazioni gialloviola”.

– Pensi che i Lakers torneranno sul mercato entro la trade deadline?

“Credo che il GM Mitch Kupchak sonderà il terreno. Se qualcuno si presenterà con un’offerta che comprende un prospetto o un veterano che possa migliorare il roster, allora i Lakers potrebbero valutare il da farsi. Allo stesso tempo il front office è consapevole che ci è voluto un po’ per mettere in piedi un promettente ‘young core’: proprio per questo sarà difficile che il gruppo venga sfaldato”.

– I tifosi gialloviola sono entusiasti di questo nuovo progetto? Sono consapevoli che ci vorrà pazienza prima che la franchigia possa tornare agli antichi fasti?

“C’è un sacco di entusiasmo nell’aria. Anche se i Lakers sono normalmente abituati a lottare per il campionato ogni anno, i tifosi sono abbastanza realisti. In questa stagione loro vogliono vedere ogni giocatore fare progressi ed esprimere chiarezza su quale sarà il loro potenziale a lungo termine. Vogliono anche vedere come Luke Walton può diffondere una nuova cultura con il suo modo di allenare. Le vittorie possono essere d’aiuto. In definitiva, i tifosi sono contenti dei miglioramenti che hanno visto finora”.

 

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