Jump Attack by Tim Grover

di Marco Damiani
Jump Attack

Jump Attack, un titolo che potrebbe far pensare ad uno di quei libretti che promettono di schiacciare, di diventare dei saltatori fuori dal comune. Il titolo potrebbe ingannare ma non l’autore. tim-and-kobeNon lo conoscete? Bene, allora vi presento uno dei migliori preparatori atletici a livello NBA degli ultimi 26 anni, un guru che nel corso degli anni ha preparato giocatori di livello assoluto. Le parole di chi scrive a poco valgono, meglio riportare dichiarazioni di alcuni suoi noti clienti: “Tim Grover è il maestro della forza mentale, capisce cosa siete in grado raggiungere, portandoti a risultati che tu non avresti mai immaginato, raggiungendo il livello più alto del successo – e anche oltre” dice di lui Kobe Bryant. “Chi va da Tim sa che lo porterà ad un livello superiore, mostrandogli come essere il migliore in quello che fa, come lui ha fatto con me. Ripongo un’incredibile fiducia nei suoi confronti” dice di lui Dwayne Wade.

Proprio Wade si è rivolto a Grover in due momenti cruciali della sua carriera: nel 2008, anno in cui doveva affrontare la riabilitazione a seguito dell’infortunio al ginocchio sinistro (e ricordiamo tutti la sua performance con la nazionale a Pechino 2008) e nell’estate per la stagione 2013/2014.tim-dwyanecropped

Michael Jordan & Tim Grover

Jordan è sicuramente il cliente più illustre e celebre di Tim Grover. La loro collaborazione nasce nel 1989, anno in cui MJ decide di lavorare in maniera specifica sul suo fisico, dopo aver subito il trattamento dei “Bad Boys” (formazione dei Detroit Pistons fra il 1986 e 1991), conosciuti per la loro aggressività difensiva. Nella stagione ‘90/’91, i Bulls, capitanati da un Jordan in forma smagliante e con qualche chilo di muscoli in più a proteggerlo, battono gli stessi Pistons in finale di Conference e vincono il loro primo titolo NBA battendo i Los Angeles Lakers. aboutjordan_overheadpress-1024x816

La sinergia con Tim Grover porterà Michael Jordan ad avere una carriera molto longeva, riuscendo a giocare fino ai 40 anni di età, salvo 4 anni e mezzo circa in cui è stato lontano dai parquet per via dei suoi due ritiri.

Jump Attack: contenuti

Il libro parte con una decisa volontà dell’autore di impartire alcuni concetti fondamentali, senza i quali i soli esercizi esplicati all’interno del programma servirebbero a poco. Prima di tutto ci spiega che il miglioramento fisico e mentale è un aspetto fondamentale, “comfortable being unconfortable”, ossia essere in quella “zona” nella quale, per forza di cose, dobbiamo sforzarci di dare quel plus per raggiungere lo step successivo. Sempre nell’introduzione, Grover scrive qualcosa che sicuramente non ci si aspetta: “[…] Senza dubbio la genetica di Michael (Jordan) gli ha dato dei vantaggi fisici. […] Ma, al contrario delle leggende popolari, (Michael) non ha un atletismo fuori dal mondo”. Questa dichiarazione è interessante per due motivi: a) si comprende appieno il concetto che chiunque, in qualsiasi campo, può ambire al miglioramento della propria performance (per estensione in qualsiasi ambito), anche quando sembra impossibile; b) fa capire, semmai ce ne fosse bisogno, che Michael Jordan è stato uno dei giocatori più vincenti della storia perché ha sempre lavorato più di chiunque altro, si è sempre allenato il più duramente possibile nonostante tutto, con una costanza difficilmente sostenibile.

Il programma di Grover è un allenamento total body che punta a migliorare tutti quelli che sono i fattori in gioco nella performance cestistica (e non solo, come lui stesso scrive e specifica). Prevede 4 sedute settimanali (2 per le gambe, 2 per la parte superiore). Si snoda in 3 fasi da 4 settimane l’una, con workout a corpo libero affiancato alla pesistica (principalmente per la parte superiore del corpo):

  1. Fire: fase di preparazione e rafforzamento dei muscoli;

  2. Force: questa è la fase in cui i muscoli vengono sovraccaricati in maniera più pesante, con pesistica e pliometria;

  3. Flight: terza e ultima fase, quella in cui punta all’obiettivo finale ossia combinare esplosività e velocità nella maniera più efficace;

Considerazioni

Il programma all’interno del libro sembra ben costruito e tutti gli accorgimenti messi a disposizione da Tim Grover sono ottimi e necessari per intraprendere in maniera consapevole un allenamento non certo per un atleta alle prime armi, se non seguito da un preparatore atletico. Sebbene il dilungarsi sull’aspetto motivazionale del gioco e delle ambizioni personali può essere certo d’aiuto (soprattutto per i più giovani), a volte potrebbe risultare eccessivo ad un lettore più “europeo”.

Detto questo stiamo parlando di un libro che andrebbe letto, secondo chi scrive, sia da chi vuole intraprendere l’allenamento vero e proprio, migliorando esplosività e condizione atletica, sia da chi è interessato a conoscere la visione di uno dei preparatori atletici più importanti nel panorama NBA, e a conoscere come, dopo aver lavorato a stretto contatto con Jordan, abbia elaborato il sistema Jump Attack.

This is how my pros do it.”- Tim Grover

You may also like

Lascia un commento