NBA Finals, game 6: tutto in mano al Prescelto, tutto nelle mani di LeBron James. I Cleveland Cavaliers scacciano via subito gli incubi di perdere nuovamente 4-2 la serie e forzano game 7 con altri 41 punti per il Prescelto: in back to back, si unisce ad cerchio ristrettissimo di fenomeni.

-Jerry West 1965 e 1969

-Rick Barry 1967
-Michael Jordan (manco a dirlo) 1993
-Shaq nel 2000
-LeBron James 2016.

I Cleveland Cavaliers sono la terza squadra a forzare game 7 alle Finals dopo essere andata sotto 1-3: prima c’erano riusciti i Knicks nel 1951 ed i Lakers nel 1966. Nessuna di queste è mai riuscita a ribaltare il 3-1. Ma LeBron James sembra essere carico: molto carico. 41 punti in game 5, 41-11-8 in game 6. Un uomo in missione e se i Cavaliers giocano con questa intensità la franchigia può davvero dire la sua anche in gara 7. Ieri ha trovato anche profondità dalla panchina: Mo Williams, Jones, anche quelli che erano stati dei semplici giocatori per allungare le rotazioni stanno trovando la loro dimensione. Dellavedova stesso chiude con 3 punti ma è relegato ad un ruolo ormai marginale. Ovviamente l’altra chiave vincente ha un numero sulla maglia chiaro: il #2 di Kyrie Irving. 23 punti, 3 assist e tante decisioni giuste al momento giusto. JR Smith è emerso ormai inesorabilmente (ci ha messo un po ma sembra aver realmente carburato) come terzo violino della squadra, Kevin Love caricato di falli ha visto poco il parquet di Cleveland ma è apparso molto più aggressivo rispetto alle gare precedenti della serie, anche se Cleveland ha giocato davvero bene con un quintetto senza il #0 in campo. LeBron James-Jefferson-Kyrie Irving-JR Smit e….Tristan Thompson, un fattore positivo anche dalla lunetta: 75%, un numero che conta tantissimo, che impedisce a Steve Kerr di sfruttare il fallo sistematico sul lungo di Lue. Per TT saranno a fine gara 15 punti e 16 rimbalzi. Dominante.

101-115 il finale: Cleveland e Golden State ci faranno il migliore regalo possibile, Game 7.

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