Zach Lowe di Grantland ha voluto classificare tutti i loghi delle franchigie NBA, dal peggiore al migliore. Al ventiduesimo posto c’è quello degli Utah Jazz, penalizzati dalla scelta di abbandonare la famosa “J” a forma di nota musicale.
22. UTAH JAZZ
La volontà di fare qualcosa di migliore rispetto alla triste montagna che appare nel logo dei Denver Nuggets si coglie al volo. La franchigia sapeva benissimo quanto fosse incongruente avere il nome Jazz nello stato dello Utah, ma il nome “Utah Jazz” era perfetto e quindi si è deciso di tenerlo.
Gli Utah Jazz hanno dunque cercato di trovare qualcosa di più rappresentativo per la propria regione senza tuttavia abbandonare il nome nel logo.

L’evoluzione del logo degli Utah Jazz
“Quando nel 1990 i funzionari della lega chiesero un rework del logo, passando della classica nota dei Jazz in qualcosa di più montanaro, si accorsero subito che non si riuscivano ad unire i due elementi” spiega O’Grady.
Questa è la solita riflessione che fanno tutti. Il logo originale degli Jazz, con la lettera “J” resa come una nota musicale e un pallone da basket tricolore, è una delle più grandi opere d’arte nella storia dello sport. Basterebbe usare quello e ridurre la montagna senza senso che appare ad oggi sullo sfondo per riuscire ad ottenere l’armonia tra i due elementi e ottenere un logo perfetto.

L’attuale logo secondario degli Utah Jazz
Tuttavia ci sono buone speranze: gli Utah Jazz infatti sono sulla buona strada per tornare al loro vecchio logo della nota a partire dalla stagione 2016-2017. Se il ritorno dovesse essere vincente, la franchigia potrebbe ritrovarsi ad avere uno dei primi cinque marchi di tutta la lega.
