Anthony Davis è diventato da oggi eleggibile per un’estensione al massimo salariale per altri 3 anni del suo contratto con i Los Angeles Lakers, che per il LATimes potrebbe essere nell’ordine dei 170 milioni di dollari complessivi.
Davis ha ancora due anni di contratto con i Lakers fino al 2025, un quinquennale già al massimo salariale da 189 milioni di dollari firmato nel 2020, e che varrà ancora 40 milioni nel 2023-24 e 43 milioni nel 2024-25, e sull’ultimo anno è prevista una early termination option.
Secondo Dan Woike del LATimes, tra Davis e i Lakers ci sarebbe “forte interesse” a procede già oggi a un’estensione di contratto, che di fatto blinderebbe AD a vita ai gialloviola, fino al 2028 quando il giocatore ex Pelicans avrà 35 anni. L’estensione di contratto per Anthony Davis scatterebbe dal 2025-26, e i Lakers e il giocatore avranno tempo fino a ottobre prima dell’inizio della regular season per trovare un accordo.
La off-season 2023 è stata importante e impegnativa per i Lakers, che hanno rimesso sotto contratto con accordi pluriennali Austin Reaves e Rui Hachimura, e con un contratto biennale D’Angelo Russell. In free agency sono arrivati da Miami Gabe Vincent con un contratto triennale da 33 milioni totali, e Taurean Prince, Cam Reddish e Jaxson Hayes con dei contratti biennali.
Con Reaves, Hachimura, Vincent e Russell sotto contratto a lungo, il rinnovo di Davis proietterebbe i Lakers nel post LeBron James con un nucleo di giocatori competitivo per restare una squadra da playoffs. James, che compirà 39 anni a dicembre, è sotto contratto a sua volta fino al 2025 ma l’ultima stagione prevede una player option, per la prima volta in maniera concreta dopo tanti anni, LeBron aveva discusso seriamente del suo ritiro alla fine della stagione 2022-23.
Anthony Davis, 30 anni, è reduce da una stagione da 25.9 punti di media a partita in 56 gare disputate, con 12.6 rimbalzi e 2.0 stoppate, la sua migliore in maglia Lakers assieme alla prima, la stagione 2019-20 in cui arrivà il titolo NBA nella bolla di Orlando dopo le prime ondate pandemiche da Covid.

