Ci sarebbero i Denver Nuggets in prima fila per Zach LaVine, in uscita questa volta definitivamente – salvo sorprese – dai Chicago Bulls entro la trade deadline del 6 febbraio prossimo.
I Bulls sono tecnicamente ancora in zona play-in, anche a causa del livello della Eastern Conference non eccelso, ma l’intenzione del front office sarebbe quella di ristrutturare roster e monte salari cedendo i pezzi più ingombranti e salvando la prima scelta al prossimo draft, che dovrà cadere entro le prime 10. A iniziare da LaVine e Nikola Vucevic, e passando per Lonzo Ball. Zach LaVine ha recuperato parecchi estimatori con un buon inizio di stagione e il suo contratto, ancora lungo fino al 2027 e una volta considerato “radioattivo” non spaventa più così tanto viste le cifre volate nel frattempo per tanti giocatori di livello a lui paragonabile, se non inferiore.
I Nuggets stanno chiedendo il massimo a Nikola Jokic solo per restare in scia delle migliori a Ovest. Il serbo sta disputando se possibile una stagione ancora migliore di quelle suggellate con l’MVP ma Denver paga una panchina debole e il rendimento ondivago di Jamal Murray. E sarebbe alla ricerca di rinforzi da dare a Jokic, anche a costo di sacrificare pezzi storici del roster.
Se il front office di Denver vedesse in LaVine un miglioramento in questo senso, potrebbe offrire ai Bulls il contratto di Michael Porter Jr come base di partenza per una trade. Giocatore che ai Bulls potrebbe interessare come contropartita e un possibile sostituto naturale nel ruolo per Zach LaVine. Per qualsiasi trade importante in realtà i Nuggets sarebbero costretti a inserire Porter Jr, e dei nomi a oggi circolati sul mercato, a eccezione forse del solo Brandon Ingram, quello di LaVine è il migliore. Gli altri? Jordan Clarkson, Collin Sexton, De’Andre Hunter, Cam Johnson e Jonas Valanciunas.
