3. I Toronto Raptors
Esilio a Tampa Bay, Covid, 9 sconfitte consecutive e le tensioni tra Pascal Siakam e coach Nick Nurse hanno fatto deragliare la stagione dei campioni NBA 2019.
Raptors che hanno tutto l’interesse di ascoltare le offerte che arriveranno per Kyle Lowry e Norman Powell, e valutare il da farsi. Masai Ujiri non è obbligato a muoversi, nessuno dei due giocatori ha chiesto di essere ceduto e il prezzo per strapparli a Toronto sarà alto.
Kyle Lowry sa che potrebbe partire, e sa dove vorrebbe andare. Nelle ultime ore è emersa la voce che vorrebbe Lowry interessato a finire in una squadra con cui potrà rinnovare il suo contratto in scadenza a fine stagione. Elemento che sgombera il campo: con i Nuggets fuori dai giochi (troppo oneroso un eventuale rinnovo di Lowry), restano solo Miami Heat e Philadelphia 76ers, e entrambe hanno ottimi argomenti.
Norman Powell è giocatore in ascesa, ha 27 anni e si muoverà solo se Toronto otterrà una prima scelta futura. Sarebbero almeno 10-12 le squadre interessate.
4. I Boston Celtics saranno attivi
Qualcosa bolle a Boston. E neppure Marcus Smart, pretoriano di Brad Stevens e Danny Ainge, è da considerarsi blindato.
Smart è il “silver bullet” che i Celtics possono utilizzare per ottenere quasi qualunque cosa: Aaron Gordon, Harrison Barnes, Myles Turner, persino Nikola Vucevic se davvero dovesse aprirsi tale scenario. Se mai c’è stato un momento in cui Marcus Smart sia stato a rischio trade, bene, questo è alla deadline 2021.
Anche la posizione di Tristan Thompson è da seguire. L’ex Cavs non ha certo sfigurato, ma i risultati della squadra non sono quelli che ci si attendeva ed è probabile che Ainge si muova. Di certo a Boston oggi ci sono solo il duo Jaylen Brown-Jayson Tatum, e Robert Williams, sul resto non esistono tabù.

