In casa Detroit Pistons si è arrivati al momento della decisione cruciale per il continuo della stagione. Infatti ci sono i tifosi vorrebbero che arrivasse un giocatore capace di portare la franchigia ai playoff (attualmente la franchigia di Downtown balla tra l’ottava e undicesima posizione). Mentre il front office dei Pistons inizia la ricerca di un prima scelta al prossimo draft.
Il Gm dei Pistons ed il proprietario starebbero ancora tenendo vive entrambe le vie. Si sta sia studiando sia la pista che porta ai giocatori più appetibili sul mercato, che testando l’interesse delle altre franchigie per i proprio giocatori. Diciamo che sicuro è che in caso di ricostruzione non sarebbe rivoluzione totale del roster. La franchigia di Detroit ha detto che vorrà tenere Blake Griffin almeno fino alla fine dei due anni che gli rimangono di contratto.
Però la squadra di coach Dwayne Casey sta seriamente cercando prime scelte al prossimo draft NBA (che sembra esser molto interessante). La speranza è quella di pescare un buon giovane da affiancare alle due stelle o presunte tali del team. Però bisognerà scegliere meglio rispetto agli ultimi 3 giri al draft, in cui i Pistons hanno selezionato piuttosto male i rookie. Infatti, Stanley Johnson, chiamato con la scelta numero 8 nel 2015, potrebbe salutare il Michigan quest’estate a fine contratto. Stessa sorta spetterà a Henry Ellenson, scelta numero 18 del 2016, attualmente affiliato alla squadra di G-League. Mentre Luke Kennard, 12esima pick del 2017, dovrebbe rimanere ancora nel roster dei Pistons (trade escluse) ma il suo deludente apporto alla franchigia potrebbe far si che la prossima sia anche la sua ultima stagione con questa canotta.
Pistons alla ricerca di una prima scelta, ma nessuna chiusura all’arrivo di un Big
Però il Gm dei Detroit Pistons, in una recente intervista rilasciata alla rivista Free Press, ha dichiarato che stanno comunque monitorando i grandi nomi in movimento. Anzi che addirittura sarebbero disposti a sacrificare una scelta per ottenerne uno. Ma per dare la una pick deve valerne la pena.
“Se ci venisse chiesto di rinunciare a una grande risorsa come una scelta del primo turno per un top player, noi la prenderemmo in considerazione” ha detto Stefanski. “Ma per sacrificare una prima scelta dobbiamo prendere un giocatore che faccia da ago della bilancia per noi. Se non fossimo sicuri di questo non lo faremmo, perché non possiamo assolutamente prendere una scommessa o un rischio“.
A conferma di questa dichiarazione ci sono stati gli interessi dei Pistons per la guardia dei Washington Wizards, Bradley Beal e il playmaker degli Charlotte Hornets, Kemba Walker. I Pistons avrebbero offerto la loro prima scelta del 2019 per entrambi i giocatori, ma attualmente nessuno dei due team sembra voler privare della propria stella.
Più probabile riuscire a portare a casa il play veterano dei Memphis Grizzlies, Mike Conley Jr. Il 31enne è stato messo sul mercato della franchigia dello stato del Tennesse e potrebbe esser l’uomo giusto per portare i Pistons alla postseason. Le sue abilità di gioco e la sua padronanza nel pick-and-roll aiuterebbero l’attacco della squadra di Detroit (attualmente 25esima delle lega). In più si creerebbe un terzetto di assoluto livello composto da Conley-Griffin-Drummond. Il problema vero è il contrattone che si porterebbe dietro il playmaker (altri due anni da poco meno di 40 milioni di dollari l’anno)
Non solo i Pistons su Mike Conley
Anche i Jazz sembrano sulle tracce del giocatore di Memphis, che sembrano aver rifiutato un’offerta composta da Ricky Rubio e una scelta al primo round del draft del 2019. La franchigia del Michigan sarebbe disposta ad offrire Reggie Jackson e una scelta di primo turno del prossimo draft. Lo spagnolo è sicuramente un giocatore migliore e la scelta dei Pistons potrebbe esser anche più alta (ma attualmente è più bassa) di quella della squadra di Salt Lake City. I Grizzlies vogliono di più per lasciar andare il playmaker americano, ma il team di coach Casey al massimo potrebbe aggiungere Kennard. Al momento difficilmente l’aggiunta della guardia americana farebbe la differenza. Fumata bianca complicata: si arriverà alla chiusura della trade?

