Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi | Nba Passion
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Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi

Trade Deadline 2019

Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi

Nel marasma più totale, tra i ripetuti aggiornamenti per la vicenda Anthony Davis e i continui rumors e ufficialità di trades e scambi, si nasconde un altro lato della trade-deadline. Un aspetto che, spesso, passa in secondo piano vista la sua mancata presenza sui tweets di Woj o Charania, per esempio. Ma, tra gli obiettivi principali delle franchigie, in questi ultimi spiccioli di mercato, vige anche questo dictat: “liberarsi dei c.d. contrattoni”.

E, nella Lega, di questi contrattoni ce ne sono a bizzeffe. Basti pensare al sempreverde e sempre oneroso contratto di Timofey Mozgov, centro russo che ha totalizzato la bellezza di 31 presenze negli ultimi 2 anni, pur intascando uno stipendio pari alla modica cifra di 15,28 milioni di euro nel 2017-2018 e di 16 milioni per la stagione corrente, dopo essere stato scambiato ben 4 volte nelle ultime 4 stagioni (contratto firmato a suo tempo dai Los Angeles Lakers). Se questa speciale categoria potesse avere un nome specifico, sicuramente sarebbe il “Timofey Mozgov Award”.

Dunque, tornando alla Trade Deadline 2019, sono tante le franchigie che inseguono questo obiettivo in prossimità del gong finale. Liberare spazio per la prossima estate, in vista della Free Agency, risulta essere il primo dei problemi per le due squadre di Los Angeles e di New York, nonostante una di queste sia invischiata nell’affare principe di questa sessione. Tuttavia, in generale, quasi tutti e 30 i front-office della National Basketball Association lavorano in larga parte a codesta arte: trattenere tra le proprie mura questi accordi onerosi non è mai un bene, soprattutto per la proprietà. Ed, inoltre, bisogna stare attenti anche alla luxury tax, la tassa di lusso che tutt’oggi condiziona in maniera evidente il salary cap di alcune contender come Toronto Raptors e Oklahoma City Thunder.

Trade Deadline 2019, i 10 contratti più onerosi della Lega

Per fare respirare le tasche delle franchigie, quindi, i front-office agiranno anche su questi profili nelle ultime ore che ci separano dalla deadline delle 21:00 ora italiana. Ad esempio, tre dei papabili giocatori presenti in questo novero di nomi hanno cambiato destinazione: Harrison Barnes (4 yr, 94,5 M), passato ai Sacramento Kings, Ryan Anderson (4 yr, 80 M), passato dai Phoenix Suns ai Miami Heat, Otto Porter Jr. (5 yr, 106 M) trasferitosi nella Windy City da DC e Brandon Knight (5 yr, 70 M), al suo terzo trasferimento in stagione e da stanotte giocatore di Cleveland.

Mosse puramente strategiche, con vista sul futuro. Tuttavia, per chiudere questi scambi bisogna far quadrare gli stipendi: ecco, quindi, che sia Phoenix che Washington si sono viste recapitare altri due macigni come Jabari Parker e Tyler Johnson. Per completare questi accordi, bisogna trovare un team cuscinetto, come si suol dire, che si prenda questo onere a livello finanziario. Alcuni di questi nomi, infatti, potrebbero essere solo di passaggio, con sullo sfondo un buy-out per cercare di giocarsi i playoff in primavera: diventando free-agent, le franchigie possono trovare un accordo di massima con il giocatore fino al 1 Marzo 2019. L’intoppo più importante, in casi del genere, è proprio trovare questo tipo di acquirenti: spesso, con poche ore a disposizione, è l’unico motivo per cui saltano tali trattative.

Andiamo a vedere, di seguito, la top 10 dei contratti onerosi indiziati a partire negli scampoli finali di questa trade-deadline:

1) Nicolas Batum, Charlotte Hornets (5 yr, 120 M): al suo terzo anno di contratto con gli Hornets, il francese è uno dei nomi più gettonati del mercato della franchigia di His Airness. A fine anno saranno 29 anni e 24 i milioni da intascare: insomma, un attestato di partenza per una squadra che vuole sicuramente ripartire da uno young-core, oltre che da Kemba Walker. Ecco, allora, che Batum potrebbe essere un profilo interessante per qualche contender: un possibile nome, già menzionato in alcuni rumors, è quello dei San Antonio Spurs. Difficile, comunque, liberarsi di un contratto del genere: pensate che MJ e Charlotte ci stanno provando da anni, con scarsissimi risultati.

2) Reggie Jackson, Detroit Pistons (5 yr, 80 M): la PG di Detroit è la delusione cocente dell’ultimo triennio. Neanche l’arrivo di Dwane Casey ha saputo rivitalizzare il 28enne proveniente da Boston College. Difficile inserire una delle peggiori guard della Lega per net rating in uno scambio: Detroit ci ha provato per Mike Conley e ci proverà fino alla fine della trade-deadline. Complicato, se non impossibile dargli un altra chance, soprattutto dopo l’arrivo d Blake Griffin, oramai uomo-franchigia e go-to-guy del presente e del futuro nella Motor City.

3) Allen Crabbe, Brooklyn Nets (4 yr, 75 M): uno dei componenti della second-unit di Brooklyn che il prossimo anno potrà esercitare una player-option da 18, 5 M? No, non è uno scherzo. Il buon Sean Marks, GM dei Brooklyn Nets, sa benissimo che un piccolo frammento della prossima FA 2019 passa anche dalla cessione di Crabbe. Buon tiratore in uscita dalla panchina, potrebbe essere scambiato last-minute in una multiple-trade come quella vista ieri tra Houston, Sacramento e Cleveland.

4) Bismack Biyombo, Charlotte Hornets (4 yr, 72 M): Charlotte si dimostra regina dei contratti onerosi. Il centro ex Magic, acquisito in estate, potrà esercitare una player-option da 17 milioni per la stagione 2019-2020. L’idea di Michael Jordan, però, è quella di inserirlo nella trattativa per Marc Gasol, unico obiettivo per la franchigia in ottica playoff. La prima offerta, presentata nella nottata tra lunedì e martedì, è stata rispedita al mittente da Memphis. Vediamo cosa accadrà questo pomeriggio.

5) Enes Kanter, New York Knicks (4 yr, 70 M): il centro turco dei Knicks è da tempo fuori dalle rotazioni di David Fizdale e sul mercato. Come confermato ieri sera da Adrian Wojnarowski di ESPN, i newyorkesi cercheranno fino all’ultimo secondo un accordo per Kanter, per liberare ulteriore spazio salariale per Luglio. Sacramento e Charlotte rimangono alla finestra, almeno per il momento. L’ex OKC, sicuramente, è il profilo più interessante di questa lista.

6) Wesley Matthews, New York Knicks (4 yr, 70 M): appena arrivato a NY, la guardia ex Dallas e Portland potrebbe essere uno degli indiziati per un buy-out o per una sorprendente trade nel tardo pomeriggio di oggi. Matthews sarà free-agent tra pochi mesi e sembra non avere intenzione di attendere quest’estate: vuole una contender per giocare le sue carte ai playoff 2019. Philadelphia sulle sue tracce, ma solo in caso di buy-out, come Boston ed Indiana sempre ad Est.

7) Kent Bazemore, Atlanta Hawks (4 yr, 70 M): dopo il duo Knicks, ecco un’altra consuetudine in questa classifica. Protagonista di una trade del genere nel 2014, quando passò ai Los Angeles Lakers proprio negli ultimi scampoli di trade-deadline, Bazemore è l’ultimo della vecchia guardia ancora presente nel roster di Lloyd Pierce, oltre all’eterno Vince Carter. Per completare la ricostruzione, sarebbe ottimo per l’ex assistant GM dei Golden State Warriors Travis Schlenk chiudere una trade simile a quella di 4 anni fa.

8) Gorgui Dieng, Minnesota Timberwolves (4 yr, 62,8 M): altro nome noto a questi palcoscenici, perno del progetto tecnico dell’ex HC Tom Thibodeau, Dieng è uno dei principali indiziati a partire in questo ultimo giorno di mercato in casa Twolves. Sarebbe un gran colpo piazzare l’ex Jazz in qualche squadra ormai avviata al tanking o in cambio di qualche scelta per i prossimi Draft. Uno tra lui e il prossimo profilo analizzato potrebbe lasciare Minneapolis nella prima serata italiana.

9) Jeff Teague, Minnesota Timberwolves (3 yr, 57 M): la point-guard titolare di Minnesota è stata esplicitamente dichiarata disponibile per eventuali trade e scambi nella giornata di ieri. Non ha un contratto molto importante, visti i numeri e l’esperienza, e potrebbe risultare una buona presa anche per qualche contender. Attenzione all’asse Salt Lake City-Minneapolis, con l’opzione Ricky Rubio già avallata da Utah nell’offerta per Mike Conley. Non cambierebbe sostanzialmente nulla, anche se JT potrebbe far comodo in vista dei playoff.

10) J.R. Smith, Cleveland Cavaliers (4 yr, 57 M): nonostante il brutto capitolo delle scorse NBA Finals, J.R. potrebbe far comodo a molte contender in questo momento, in particolare Houston e Lakers in questo momento. Cleveland cercherà di svendere tutti i suoi prodotti migliori e contratti onerosi, per non rischiare un buy-out. La franchigia dell’Ohio è una delle più attive in uscita al momento: dopo l’addio di Rodney Hood e Alec Burks, l’ex Nuggets e Knicks e Jordan Clarkson potrebbero essere i prossimi a salutare Dan Gilbert.

Oltre ai nomi sopra citati, i Charlotte Hornets possono vantare almeno altri tre contratti di importante peso specifico come Cody Zeller, Marvin Williams e Michael Kidd-Gilchrist. Attenzione anche ai Los Angeles Clippers, già mattatori in questa trade-deadline con lo scambio che ha portato Tobias Harris a Philadelphia: Marcin Gortat e il nostro Danilo Gallinari i prossimi in lizza per una partenza last-minute, per liberare ancora altro spazio in vista della prossima stagione.

Pronti agli ultimi botti di mercato per la stagione 2018-2019? Non vi resta che seguirci live sulla diretta testuale del nostro sito e, a partire dalle 15:30 fino alle 23:00, sul nostro canale YouTube con lo “Speciale Trade Deadline”. Tantissimi ospiti interverranno in trasmissione per parlare delle ultime flash news e rumors della Trade Deadline 2019 e dell’imminente primo All-Star Draft trasmesso in diretta TV in cui verranno composte le squadre che si sfideranno all’ASG di Charlotte 2019. Non mancate!

Pierluigi Ninni
pier-juve96ma@hotmail.it

Ho 21 anni e sono uno studente universitario. Tifoso dei Cavs e della New Basket Brindisi.

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