Il talento è dalla sua, eccome. Così come l’età, visto che ha solo 22 anni e tutto il tempo per poter migliorare ancora di più: i presupposti per un’altra grande stagione ci sono tutti per Anthony Davis, stella dei New Orleans Pelicans. E chissà se alla fine non possa arrivare il riconoscimento individuale più ambito, il Most Valuable Player.
La scorsa annata è stata più che positiva per l’ala grande nativa di Chicago, che ha trascinato i suoi ai playoff, con l’accesso conquistato al fotofinish: alla fine della stagione regolare, Davis ha racimolato una media di 24.4 punti, 10.2 rimbalzi e 2.2 assist. Nella postseason però i Pelicans hanno ceduto il passo ai Golden State Warriors, poi vincitori dell’Anello. Nonostante lo sweep, il numero 23 si è caricato sulle larghe spalle la squadra andando a mettere a referto 31.5 punti, 11 rimbalzi e 2 assist di media mostrando un carattere e una leadership da autentico veterano.
E proprio il suo temperamento potrebbe essere una delle componenti che dovrebbero portarlo ad essere uno dei candidati al prossimo MVP. Davis è il prototipo del lungo moderno, capace di non saper giocare solo in post ma di disporre di un discreto range di tiro grazie alle sue mani educatissime. Inoltre, sta piano piano diventando un go-to-guy player, prendendosi i tiri anche quando la palla pesa di più. In difesa si è dimostrato più che abile, come testimoniano le 2.9 stoppate a partita eseguite nel 2014/2015. Una vera e propria arma a disposizione della franchigia di New Orleans, capace di influenzare non solo le sorti del suo team ma anche quelle dell’intera lega, se non almeno della Western Conference. Ed ora ci si aspetta il definitivo salto di qualità che lo consacrerebbe tra i giocatori più dominanti della NBA attualmente ma anche in futuro: per questo ha messo su 5 kg in più di massa muscolare per fronteggiare meglio fisicamente gli avversari e si è messo al lavoro per migliorare il tiro da tre punti. A tal proposito coach Alvin Gentry ha anticipato qualche settimana fa ha anticipato che l’ala grande arricchirà il suo repertorio offensivo: “Non credo che avrà problemi a tirare da tre. Se guardate le sue partite ai tempi dell’high school, tirava molto bene, ma poi è cresciuto di quei venti centimetri. Penso che abbia ancora quel tiro, ma non ha trovato spazio nei sistemi nei quali ha giocato al college o nei Pro. Io però voglio che lo faccia e penso proprio che nella prossima stagione si prenderà più triple”. Proprio con l’arrivo dell’ex assistant coach dei Golden State Warriors dovrebbe portare nuovi miglioramenti anche a livello difensivo, come la protezione delle spaziature ed una maggiore attenzione sul perimetro. E Davis è pronto a beneficiarne.
Un mix esplosivo, racchiuso in 208 cm di altezza per 115 kg di peso. Tutto ciò però non potrebbe bastare per essere eletto giocatore dell’anno visto che, storicamente, il record di squadra incide inesorabilmente sull’assegnazione del premio. I Pelicans dovranno farsi strada nel tortuoso ed intricato sentiero dell’Ovest, dove la competitività è piuttosto alta. Mai dire mai: sul parquet tutto può accadere e non si può escludere che la prima scelta del Draft 2012 possa andare oltre le già rosee aspettative.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)


