Gentry “replica” a Anthony Davis, “E’ tutto gente?” No, ma è comunque tanta roba!”

anthony davis

Anthony Davis si presentò lo scorso 9 aprile all’ultima uscita stagionale dei suoi Pelicans in borghese, vestendo una maglietta che riprendeva, sarcasticamente, il famoso motto Looney Tunes: “That’s all, folks!” (“E’ tutto, gente!”).

Una scelta poco elegante per AD, utile però a ribadire la sua ferma decisione di lasciare al più presto la Lousiana ed una squadra non più in grado – secondo il giocatore – di garantirgli un livello minimo accettabile sul lungo termine.

Chiedendo la trade, Davis aveva consapevolmente rinunciato alla possibilità di sottoscrivere con i Pelicans un “supermax contract” da circa 220 milioni di dollari in 5 anni, che a partire dall’estate 2020 avrebbe fatto di lui il giocatore più pagato della NBA. Volando a Los Angeles, sponda Lakers, l’ex Kentucky Wildcats dovrà rinunciare l’estate prossima ad una fetta significativa di quel contratto, in caso di rinnovo con i Lakers o – ipotesi improbabile – di partenza presso altro lido.

E’ pertanto altrettanto improbabile che Anthony Davis possa decidere nei prossimi giorni di rinunciare alla “trade kicker”, al bonus contrattuale da circa 4 milioni di dollari previsto dal suo contratto in caso di trade (una bella differenza: da 27 a 31 milioni di dollari per la prossima stagione). Un’eventuale rinuncia farebbe altresì comodo ai Los Angeles Lakers, al lavoro per limare lo spazio salariale a disposizione per completare una squadra al momento cortissima, dopo le partenze di Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e della quarta scelta assoluta al draft 2019 (girata di nuovo ad Atlanta) in direzione New Orleans.

Con la trade destinata a chiudersi il 6 luglio (fine della settimana di moratoria sugli scambi prevista dalla NBA dopo la partenza della free agency), e la quasi impossibilità di coinvolgere una terza squadra nell’affare Davis (I Pelicans hanno già scambiato, in una trade separata, la quarta scelta assoluta DeAndre Hunter da Virginia agli Atlanta Hawks), tutto lascia pensare che i Los Angeles Lakers potranno disporre per la prossima free agency di una cifra lontana dai 32 milioni utili per un terzo “max slot” (ergo per giocatori del calibro di Kyrie Irving, Kemba Walker, Jimmy Butler), e più compresa tra 24 e 28 milioni di dollari.

Alvin Gentry su Anthony Davis: “La trade? E’ arrivato un vero ben di Dio!”

Dall’altra parte del “filo”, i New Orleans Pelicans hanno ottenuto per la loro superstar un bottino pieno. Il terzetto Ball-Ingram-Hart darà profondità nel reparto guardie assieme a Jrue Holiday, E’Twaun Moore ed il terzo anno da Duke Frank Jackson, i minuti di Davis saranno parzialmente coperti da Zion Williamson, Kenrich Williams, Jahlil Okafor e dal prodotto di Texas Jaxson Hayes, per una squadra che necessiterà comunque di un giocatore di rotazione affidabile nel reparto lunghi.

la trade Davis ed i movimento pre-draft hanno portato in Louisiana un patrimonio prezioso di scelte future. I Los Angeles Lakers hanno incluso nell’affare tre prime scelte (2021 o 2022; 2023 e 2024), da Atlanta sono arrivate in cambio di Hunter le scelte di Hayes, e della guardia da Virginia Tech Nickeil Alexander-Walker, canadese e cugino di Shai Gilgeous Alexander, giovane talento dei Los Angeles Clippers.

Al secondo giro, gli Atlanta Hawks hanno spedito a New Orleans i diritti sul brasiliano Marcos Louzada Silva, “Didi”, prospetto 19enne del Sesi\Franca.

Un “ben di Dio” per usare le parole di coach Alvin Gentry. Ben di Dio arricchito dalla partenza in direzione Atlanta di Solomon Hill e del suo ricco contratto in scadenza 2020, che ha donato ai Pelicans circa 30 milioni di dollari di spazio salariale da impiegare subito, o in futuro.

Cosa ho pensato vedendo quanti asset David Griffin (vice presidente dei Pelicans, ndr) è riuscito a portare qui?” Così coach Gentry a Andrew Doak di WWLTVBeh… that’s a haul, folks! (“è un bel po’, gente!”).

Un patrimonio che, sommato al potenziale di Zion Williamson e dei giovani Lonzo Ball e Brandon Ingram (oggi più esperti, rodati dall’esperienza ai Los Angeles Lakers e lontani dalle luci della ribalta di LeBron James) ed alla leadership di Jrue Holiday ha sicuramente già oggi “addolcito la pillola” della separazione dal più grande giocatore che la franchigia abbia mai avuto, e che potrebbe in futuro accelerare vertiginosamente il lungo percorso di ricostruzione della squadra sul Golfo della Louisiana.

Trade Anthony Davis, ufficialità prevista per il 6 luglio

trade Anthony Davis

L’ufficialità della trade che ha spedito Anthony Davis dai New Orleans Pelicans ai Los Angeles Lakers dovrebbe arrivare il 6 luglio, come riportato da Sam Amick di The Athletic.

Ciò era stato anticipato da Adrain Wojnarowski di ESPN. Egli aveva fatto sapere che nel caso in cui una terza franchigia si fosse aggiunta nella trattativa, non si sarebbe aspettato fino alla fine del prossimo mese per ufficializzare l’accordo.

Tale ipotesi si è concretizzata quando gli Atlanta Hawks hanno ricevuto la quarta scelta assoluta dai Pelicans, in origine dei Lakers. In questo scambio NOLA ha ricevuto le scelte numero 8, 17 (primo giro), e 35 (secondo giro), massimizzando la cessione della propria star.

Trade Anthony Davis, cosa cambia dopo la trade con Atlanta

La data di ufficialità della trade per AD ha particolare importanza per le questioni economiche delle società coinvolte, soprattutto dei Lakers.

Al momento i gialloviola hanno a disposizione 23.7 milioni di dollari di spazio salariale. Diventerebbero 27.7 se Davis rifiutasse il trade kicker da 4 milioni presente nel proprio contratto. Se la trade venisse annunciata il 30 luglio potrebbero avere la possibilità di offrire un max contract.

La dirigenza losangelina proverà a liberare ulteriore spazio attraverso la cessione dei giocatori che ancora fanno parte del proprio roster, ad eccezione di LeBron James e Kyle Kuzma. Mo Wagner, Isaac Bonga e Jemerrio Jones sono gli uomini sul mercato.

Nel caso in cui riuscissero a liberarsi di questi stipendi, potrebbero andare alla ricerca di un altro grande free agent, come Kyrie Irving, Kemba Walker o Kawhi Leonard. In caso contrario potranno sfruttare il salary cap per ingaggiare diversi giocatori di medio-alto livello a supporto della coppia LeBron-Davis.

 

Draft 2019, Zion Williamson è la prima scelta e si commuove: “Tutto merito di mamma”

Mancava solo l’ufficialità, che è arrivata intorno all’una e mezza di questa notte. Zion Williamson è la prima scelta assoluta del Draft 2019, opera dei New Orleans Pelicans. Come prevedibile, il ragazzo prodigio, prodotto di Duke University, ha catturato l’attenzione dei media per tutta la notte delle scelte.

Come se la campagna di ESPN, “inizia l’era di Zion“, non fosse abbastanza, il nuovo giocatore di Coach Alvin Gentry si è presentato con un elegante completo bianco, richiamo non troppo velato a quello indossato da Lebron James durante il Draft 2003.

Che il ragazzo abbia il potenziale per poter puntare, quantomeno, ad avvicinarsi a quanto fatto dal “King” è indubbio. Resterà da vedere se sarà in grado di sfruttarlo al massimo e nel modo più corretto.

Subito dopo la sua chiamata, Zion si è sottoposto all’intervista di rito a bordo palco. Arrivato ai microfoni di ESPN visibilmente emozionato, una volta raggiunto dalla mamma, Sharonda Sampson, non è riuscito a trattenere le lacrime di gioia e commozione.

“Non  so cosa dire, non ho mai pensato che sarei stato in questa posizione. Non sarei mai stato qui non fosse stato per mia madre. Ha messo i suoi sogni da parte in favore dei miei.”

Detto ciò le lacrime lo hanno sopraffatto togliendogli la parola. E’ stato allora il turno di Sharonda di condividere le sue emozioni:

“Zion ha lavorato da quando aveva 5 anni per questo. Sono così felice per lui. In questi anni ho visto un ragazzo che ci ha sempre ascoltati, ha sempre creduto nel suo processo di crescita. E siamo qui oggi.”

Il ragazzo ha poi raccontato delle sue sensazioni prima e durante la sua chiamata:

“Le persone ti dicono ‘beh si sapeva che saresti stato chiamato per primo’, ma non puoi saperlo finché non succede davvero. Ho sentito il mio nome, sono salito a stringere la mano al commissioner (Adam Silver, ndr) senza una lacrima. Ma poi, l’intervista con mia madre affianco, non sono riuscito a trattenermi.”

Alla città che lo accoglierà ha lanciato un messaggio molto semplice e diretto:

“Balliamo!”

David Griffin racconta il Draft di Zion Williamson

Subito dopo la scelta, il vice presidente dei New Orleans Pelicans, David Griffin, ha discusso della situazione della sua franchigia dopo l’approdo dell’esterno ex Duke.

“Stiamo iniziando ad andare in crescendo. E’ solo l’inizio della nostra crescita.”

Esordisce così, come riportato da ESPN, la testa pensante a capo dell’organizzazione. Continua poi descrivendo cosa si aspetti dal suo nuovo uomo copertina:

“Questa è ancora la squadra di Jrue Holiday. Zion dovrà imparare come si vince ad un livello alto. Quando arriverà il momento in cui questo testimone gli verrà passato, accadrà. Ma il momento non è ora. (…) Lasciamo che Williamson sia un ragazzino. Non descrivetelo come il salvatore di questa franchigia, non lo è. E’ qui per unirsi alla nostra franchigia.”

Intanto, a New Orleans si staranno sicuramente godendo la gioia di essere diventati la casa di Zion Williamson, senza dimenticare l’ottimo lavoro svolto da Griffin nelle ultime settimane e durante il Draft.

Jahlil Okafor resta ai New Orleans Pelicans, esercitata la team option

okafor resta ai pelicans

Jahlil Okafor resta ai Pelicans, la squadra ha esercitato la team option da 1.7 milioni di dollari sul secondo anno di contratto del lungo ex Philadelphia 76ers.

A riportare la notizia è Malika Andrews di ESPN. Okafor era arrivato a New Orleans nell’estate 2018, firmando un contratto biennale parzialmente garantito. Lo staff dei Pelicans si è detto “piacevolmente colpito” dalla serietà e dal lavoro fisico svolto dall’ex giocatore dell’università di Duke.

Jahlil Okafor resta ai Pelicans, una nuova chance per l’ex 76ers

Dopo tre stagioni passate ai Philadelphia 76ers, squadra che lo scelse con la chiamata numero 3 al draft NBA 2015, Okafor era stato ceduto ai Brooklyn Nets nel dicembre 2017, dopo essere scivolato sempre più in basso nelle rotazioni di coach Brett Brown a Phila.

Chiuso da Joel Embiid, ed alle prese con alcuni problemi di disciplina e comportamentali, l’ex Blue Devils fu scaricato assieme a Nik Stauskas in cambio di Trevor Booker. A Brooklyn solo 26 partite e 6.4 punti di media a gara, in 12.6 minuti d’impiego.

Nell’agosto 2018 la chiamata dei New Orleans Pelicans, squadra in cui – grazie ad alcuni infortuni di troppo (Nikola Mirotic, Julius Randle e persino Anthony Davis) – Jahlil Okafor riesce a trovare minuti ed un minimo di fiducia nei suoi (enormi) mezzi fisici e tecnici.

A NOLA, Okafor chiude la sua stagione con 8.2 punti e 4.7 rimbalzi a partita in 59 gare disputate (24 presenze in quintetto base) e poco più di 15 minuti a partita. Abbastanza da convincere coach Alvin Gentry ed i Pelicans a concedergli una nuova opportunità, che con la partenza di Davis in direzione Los Angeles Lakers potrebbe rivelarsi l’occasione per affermarsi quale affidabile giocatore di rotazione.

Kevin Love, Pelicans e Hawks interessati ad un’eventuale trade?

Il futuro di Kevin Love sembrerebbe essere lontano dai Cleveland Cavaliers. La franchigia dell’Ohio non è intenzionata ad intensificare i contatti per un’eventuale trade, forte dell’estensione contrattuale stipulata lo scorso anno; ma sarebbe disposta ad accettare un offerta adeguata.

Secondo quanto riportato da Sam Amico di AmicoHoops.net, tra le squadre che hanno mostrato interesse nei confronti del n°0 ci sarebbero New Orleans Pelicans e Atlanta Hawks.

“I New Orleans Pelicans, Atlanta Hawks e molti altri hanno interesse in Love, nonostante il suo nuovo contratto di quattro anni in procinto di entrare in vigore”.

Kevin Love è l’unico dei Big Three rimasti a Cleveland dopo lo storico titolo del 2016. Lo scorso anno ha sottoscritto un’estensione contrattuale da 120 milioni di dollari in 4 anni che entrerà in vigore a partire dalla prossima stagione.

Kevin Love, David Griffin il motivo dell’interessamento di NOLA?

Love ha dovuto fare i conti con diversi infortuni nel corso della propria carriera, ma di certo può ancora fornire il proprio supporto. L’ingente contratto spingerà tuttavia diverse franchigie, soprattutto le favorite per il titolo, a virare su altri obbiettivi.

La volontà dei New Orleans Pelicans invece, che hanno scelto di puntare sul n°0, potrebbe essere dovuta al rapporto instauratosi fra il giocatore ed il vice presidente di NOLA, David Griffin, con un passato nella dirigenza dei Cavs.

“Come mi è stato riferito da una fonte NBA, Griffin adora Love”, ha detto Amico. “Il GM dei Pelicans è Griffin, lo stesso che nel 2014 portò Love a Cleveland”.

Nel caso dei Atlanta Hawks invece, una trade per Love potrebbe essere imbastita già nella notte del draft. Atlanta gode infatti di ben tre scelte al primo turno: n°8, n°10, e n°17. Difficile immaginare cosa la dirigenza degli Hawks sarebbe disposta ad offrire, ma di certo i Cavaliers, essendo in piena ricostruzione, sarebbero interessati ad inserire diverse pick nella trattativa.

Cleveland andrà, infatti, alla ricerca di molti giovani, ma liberarsi dei 30 milioni annui dell’ex Timberwolves potrebbe essere considerata una vittoria per una squadra che non ha grandi obbiettivi per il prossimo futuro.

Pelicans, la scelta 4 potrebbe essere scambiata, sia per salire che per scendere nel tabellone

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto, nell’ambito dell’affare Anthony Davis, tra le altre, la scelta numero 4 al Draft di quest’anno dei Los Angeles Lakers. Forti già della prima scelta, ottenuta con una pesca alla Lotteria molto fortunata, potrebbero puntare a sfruttare quella dei Lakers per muoversi nel tabellone. Non è infatti da escludere che questa potrebbe essere scambiata dal front office diretto da David Griffin durante la notte delle scelte.

Resta tuttavia da capire se verrà spedita ai Memphis Grizzlies per arrivare alla loro seconda scelta o verrà intavolato un affare con qualche franchigia che voglia risalire la china dell’ordine di scelta.

Scelta 4 ai Grizzlies e Barrett ai Pelicans?

Secondo Marc Berman, del New York Post, il primo scenario sarebbe il più probabile. I Pelicans avrebbero infatti a disposizione le tre prime scelte acquisite dall’affare appena concluso con la franchigia gialloviola di Los Angeles, oltre ai giovani giocatori appena accasati alla corte di Coach Alvin Gentry. Questi assetti potrebbero comporre il pacchetto giusto per convincere Memphis a lasciare la sua seconda e accontentarsi della scelta 4 dei Pelicans.

Qualora questo scenario si realizzasse, New Orleans selezionerebbe con ogni probabilità RJ Barrett, amico e compagno di Zion Williamson al college, presso Duke. Che Zion sarà selezionato con la prima scelta è indubbio, mentre un’eventuale chiamata dell’ex compagno di squadra alla numero 2 cambierebbe i piani dei New York Knicks, detentori della terza scelta.

Ad oggi, infatti, il giocatore destinato ad essere scelto dai Grizzlies sembrerebbe Ja Morant, e ciò consegnerebbe Barrett alle disponibilità della franchigia della Grande Mela. Qualora, tuttavia, i rumors sopracitati si confermassero con una cosiddetta “trade up” dei Pelicans, a New York non si strapperebbero i capelli. La squadra di Coach David Fizdale, infatti, non avrebbe problemi a chiamare proprio Morant con la scelta numero 3, qualora Barrett non dovesse essere disponibile. Sempre secondo quanto riportato da Marc Berman.

Suns e Bulls puntano alla quarta scelta

Se da una parte i Pelicans vorrebbero sfruttare la scelta 4 per muoversi verso l’alto nel tabellone dunque, dall’altra c’è chi vorrebbe portarli a muoversi verso il basso. Phoenix Suns e Chicago Bulls sarebbero le potenziali acquirenti, secondo Fletcher Mackel di WSDU. Le due franchigie possono vantare, ad oggi, rispettivamente la scelta numero 6 e numero 7. Per arrivare a quella di New Orleans potrebbero compiere un’operazione simile a quella avvenuta tra Dallas Mavericks e Atlanta Hawks durante il Draft dello scorso anno.

Sarebbero infatti pronte a spedire la loro scelta di quest’anno ed un’altra protetta per il 2020 in cambio della numero 4. Entrambe le squadre sono alla disperata ricerca di una pointguard titolare, e selezionando con una scelta così alta avrebbero la certezza di poter agguantare Darius Garland, che, dopo Ja Morant, si presenta come il migliore in quel ruolo nella classe del 2019.

Ad oggi, David Griffin e i suoi sarebbero nel mezzo di accurate valutazioni, e non sembrano filtrare certezze riguardo le loro mosse relative alla notte delle scelte. Probabilmente non resta altro da fare se non aspettare che il 20 giugno si riveleranno tutte le carte, dando il via ad una off-season che si annuncia scoppiettante.

Julius Randle non eserciterà la player option e diventerà free agent

Julius Randle

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, Julius Randle esplorerà la free agency 2019, dopo aver rifiutato la player option da 9 milioni di dollari del suo contratto con i New Orleans Pelicans.

A partire dall’1 luglio Randle sarà free agent per il secondo anno consecutivo. Lo scorso anno era scaduto il proprio contratto con i Los Angeles Lakers, e decide di firmare con i Pelicans un biennale con opzione per il secondo.

La decisione di Julius Randle di rifiutare la player option complica in parte i piani della franchigia della Louisiana, dopo la trade che ha spedito Anthony Davis ai Los Angeles Lakers. Nonostante tale scelta non bisogna comunque escludere i Pelicans dalla corsa per il ventiquattrenne.  Il 2018/2019 è stata infatti la miglior stagione in NBA per l’ex Lakers, che ha realizzato 21.4 punti e 8.7 rimbalzi di media a partita.

Nel caso in cui Randle decidesse di rifirmare con NOLA, coach Alvin Gentry potrebbe contare su un roster giovane e dalle enormi potenzialità. Oltre al n°30 ci sarebbero infatti Jrue Holiday, Lonzo Ball, Josh Hart, Brandon Ingram e Zion Williamson, probabile prima scelta assoluta del draft che si terrà il prossimo giovedì.

Da capire inoltre cosa David Griffin deciderà di fare con la quarta scelta, ottenuta nell’ambito della trade di Davis, per cui diverse squadre hanno già espresso il proprio interesse.

Lakers, l’anatema di LaVar Ball: “Grosso errore, se ne pentiranno di aver perso Lonzo”

lakers lavar ball

L’anatema di LaVar Ball sui Los Angeles Lakers: “Hanno scambiato Lonzo? Grosso errore, se ne pentiranno“.

Dopo 4 mesi di inseguimento, la trade Anthony Davis è diventata realtà per i Lakers, che nella notte tra sabato 15 e domenica 16 giugno hanno raggiunto con i New Orleans Pelicans l’accordo per spedire Brandon Ingram, Lonzo Ball, Josh Hart e 3 future prime scelte (tra cui la pregiata quarta scelta assoluta al prossimo draft) in Louisiana n cambia del 7 volte All-Star.

Una trattativa rapida quella condotta da David Griffin, chiamato nell’aprile scorso a dirigere il nuovo corso a NOLA ed a risolvere la questione Davis “presto e bene”. I due terzi del celebrato “young core” losangelino sono ora diretti nella Big Easy, dove potrebbero diventare una parte parte importante della ricostruzione della franchigia, al fianco di Jrue Holiday e di Zion Williamson

LaVar Ball: “I Lakers andranno a sbattere, Walton incapace”

Ve lo garantisco, questa è la peggior mossa che i Lakers abbiano mai fatto in vita loro” Da Los Angeles, California, LaVar Ball critica la decisione della squadra di cedere il figlio primogenito Lonzo “Se ne pentiranno, e quando accadrà, sarò io a ridere (…) i Lakers andranno a sbattere, almeno avremmo la consolazione di essere scesi dalla nave un minuti prima dell’impatto. Avevo dato loro una chance, quella di portare tutti e tre i fratelli Ball in squadra e partire da lì, ed invece hanno fatto partire (Lonzo, ndr)… sarà un brutto giorno all’inferno per loro, credetemi“.

LaVar Ball ha appreso della trade mentre assisteva ad una partita di suo figlio LaMelo, impegnato nell’estiva Drew League, assieme al figlio minore LiAngelo ed a Lonzo.

Già lo scorso febbraio, nei giorni in cui la trade tra i Los Angeles Lakers ed i New Orleans Pelicans appariva probabile, LaVar Ball aveva reso noto lo scarso entusiasmo suo e dell’entourage di Lonzo Ball per la soluzione NOLA, citando per contro i Phoenix Suns quale metà gradita.

Che cosa non ha funzionato a LA?” Continua nella sua tirata l’incontenibile LaVar “Per prima cosa, l’allenatore: Luke Walton non ha mai creduto in Lonzo, ha iniziato a dargli sempre meno minuti, a non fargli iniziare il quarto periodo in campo… poi tutti quei trainer con i loro kinect tape, che non hanno fatto altro che farlo infortunare… Magic (Johnson, grande sponsor di Ball, ndr) sapeva riconoscere il talento, e sapeva quanto Lonzo sia forte, ma quando certa gente (i dirigenti dei Lakers, ndr) si mette in mezzo e combina disastri…

A New Orleans, Lonzo Ball troverà ad accoglierlo il talento di Jrue Holiday, col quale potrebbe formare uno dei back-court difensivamente più temibili della lega, e Zion Williamson, la scontata prima scelta al draft NBA 2019 da Duke.

Lonzo farebbe sembrare brava anche Sara Lee (personaggio pubblicitario USA, ndr)” Ancora LaVar Ball “Zion Williamson? Lonzo saprà fargli avere il pallone al momento giusto, lo farà crescere e lo renderà un giocatore migliore (…) i Lakers diverranno famosi come quelli che hanno lasciato andare via dei grandi giocatori, che poi sono diventati ancor più grandi una volta lasciata LA“.

Io voglio solo che Lonzo giochi” LaVar parla poi del futuro del figlio “Ed è meglio finire in una squadra che ti permetta di giocare, di essere te stesso, senza tutti i dubbi, i perché e per come che ti accompagnano ovunque tu vada (…) i Lakers hanno avuto la loro chance e l’hanno sprecata, è ora di voltare pagina“.

Rich Paul su Anthony Davis: “Nessun rinnovo, diventerà free agent”

Boston Celtics Anthony Davis-divisa-pelicans

Prosegue la telenovela riguardo la situazione di Anthony Davis, questa volta con l’intervento dell’agente del giocatore, Rich Paul.

Il membro della Klutch Sports ha voluto fare chiarezza riguardo il futuro del proprio assistito, dichiarando che diventerà free agent nel 2020 a prescindere dalla franchigia in cui approderà via trade. Non firmerà dunque nessuna estensione contrattuale.

“Non ho idea di dove andrà, e non importa”, ha detto. “Perchè dovrebbe importarmi? Esploreremo la free agency. Ha un anno di contratto, deve giocare, ma dopo di ciò, posso dirlo: Anthony Davis sarà free agent nel 2020”.

Rich Paul allontana Anthony Davis dai Boston Celtics, “Non rifirmerebbe”

Con il proprio intervento a Sports Illustrated, Rich Paul ha voluto inoltre spegnere le speranze dei Boston Celtics. L’agente ha fatto sapere che nel caso in cui venisse scambiato ai Celtics, resterebbe in Massachusetts per una sola stagione.

“I Boston Celtics possono provare a prendere ora Anthony Davis, ma rimarrebbe da loro per un anno. Se i Celtics riuscissero ad ottenere AD via trade, noi andremmo a Boston ma solo per rispettare i nostri obblighi contrattuali, e successivamente Davis diventerà free agent. Glielo ho già detto. Se dovesse andare via da Boston dopo che avranno sacrificato assets per ottenerlo? Non criticate Rich Paul”, ha dichiarato.

Queste parole allontanano quindi i Celtics dalla sfida per il n°23, con una possibile trade che potrebbe avvenire entro pochi giorni, nonostante le smentite di David Griffin, vicepresidente dei Pelicans.

Swin Cash è il nome nuovo per il front office dei Pelicans: “Una vincente”

swin cash pelicans

Continua il rinnovamento ai vertici in casa New Orleans Pelicans, il vice-presidente esecutivo della squadra David Griffin ha introdotto alla stampa il nuovo arrivo, la grande ex giocatrice Swin Cash, 3 volte campionessa WNBA con le maglie di Detroit Shock e Seattle Storm (2003, 2006 e 2010).

Cash ricoprirà il ruolo di Vice-President of Basketball Operations and Team Development, ed opererà al fianco di Griffin e del neo general manager della squadra Trajan Langdon.

Swin Cash si è ritirata dal basket giocato nel 2016, dopo 15 stagioni nella WNBA tra Detroit, Seattle, Chicago, Atlanta e New York e dopo aver vinto 2 ori olimpici con la nazionale statunitense (Atene 2004 e Londra 2012).

Non appena abbiamo avuto l’opportunità di chiamarla ai PelicansCosì David Griffin a Jin Eichenhofer di Pelicans.com su Swin Cash “Non abbiamo perso tempo, Il nostro sforzo nel portare qui le persone migliori, le figure più brillanti prosegue, il nostro obiettivo è avere le persone migliori possibili in ogni ambito e settore, costruiremo qualcosa di speciale qui a New Orleans“.

Swin Cash è stata da giocatrice una delle atlete più forti e celebrate della pallacanestro femminile USA, guadagnandosi 4 convocazioni all’All-Star Game, due nomine nel secondo quintetto All-WNBA (2003, 2004) e l’inserimento nella lista delle 20 migliori giocatrici della storia della WNBA, assieme ad atlete del calibro di Sue Bird, Becky Hammon, Lisa Leslie, Candace Parker e Diana Taurasi, nel 2016.

Cash ha vinto a praticamente ogni livello possibile“Prosegue Griffin “Conosce quanto lavoro e quanta organizzazione siano necessari per vincere, e sa coinvolgere le persone attorno a lei in quest’ottica, che è uno dei punti chiave del nostro percorso“.

Ho visto davvero un ambiente positivo” Swin Cash commenta il suo arrivo in Louisiana “Le persone, e la cultura di pallacanestro che ho trovato qui mi hanno convinto ad accettare, non vedo l’ora di poter contribuire al nuovo corso della squadra. Non conosco le situazioni del passato, ma sono fiduciosa per il futuro e per le fondamenta che stiamo costruendo. Aveva già avuto l’occasione di collaborare con Griff (David Griffn, ndr), e non ho trovato nessuno, tra i tanti executive NBA e tra i tanti giocatori che ho la fortuna di conoscere, che abbia mai detto qualcosa di negativo su di lui (…) Griffin ha le doti di un leader, e mi ha dato l’opportunità di lavorare in un ambiente dove poter crescere. Ecco perché sono qui“.

Sulla squadra: “Non vedo l’ora di lavorare con coach Alvin Gentry ed il suo staff, sarà una bella esperienza. I giocatori? Jrue Holiday è sempre stato uno dei miei giocatori preferiti, lo ammiro, quando si ha in squadra un giocatore così, il limite è il cielo“.

David Griffin sulla trade per Anthony Davis, “Non c’è fretta”

new orleans pelicans

Nonostante nella giornata di ieri Adrian Wojnarowski avesse riportato la notizia della volontà dei New Orleans Pelicans di chiudere entro il weekend una trade per Anthony Davis, David Griffin ha smentito ciò.

Il vice presidente esecutivo dei Pelicans ha riferito ai media locali che non ci sarà fretta nelle trattative.

“Non prevedo nulla di molto importante se non l’incontro con Zion e la sua famiglia. Non lo prevedo mai. Sono di mentalità aperta. Penso che lo siamo tutti. Se le cose si evolvono in maniera tale che è tempo per noi di prendere una decisione relativa ad Anthony Davis o qualsiasi altro membro dell’organizzazione, lo faremo. Ma non abbiamo fretta”.

Le dichiarazioni di Griffin non escludono tuttavia la possibilità di una trade entro pochi giorni. Nel caso in cui la franchigia della  Louisiana riuscisse a concludere presto lo scambio, avrebbe infatti maggiore libertà in vista del draf, ovvero potrebbe far svolgere workouts ad altri prospetti, in relazione alle scelte che riceverà in cambio del n°23.

David Griffin avrebbe già iniziato a raccogliere manifestazioni di interesse tra diverse squadre, con l’intento di valutare anche una trade a più team per Anthony Davis.

Shams Charania di The Athletic aveva rivelato che le mete preferite di Davis per un progetto a lungo termine sarebbero Los Angeles Lakers e New York Knicks, con i gialloviola ampiamente favoriti anche secondo i bookmakers.

Zion Williamson: incontro con i Pelicans previsto per questa settimana

zion williamson CAA

Zion Williamson, stella del prossimo draft, è l’oggetto del desiderio delle principali squadre Nba. Nonostante ciò, comunque, la destinazione più probabile appare essere New Orleans, come dimostra anche il prossimo incontro tra il classe 2000 e la dirigenza dei Pelicans.

GLI ULTIMI RUMORS SU ZION WILLIAMSON

Il 18 enne è reduce da un’ottima stagione in maglia Duke

Stando a quanto riferito da Shams Charania, in particolare, l’ala grande si recherà a New Orleans, la quale avrà la prima scelta assoluta, per visitare la città e l’ambiente di NOLA, presumibilmente per prendere confidenza con quella che sarà, con altissime probabilità, la sua prossima casa.


Tale incontro tra le due parti pone un ulteriore freno alla notizia, venuta in auge nelle scorse settimane, che parlava di un presunto ripensamento della stella dei Blue Devils nel farsi eleggere all’ormai imminente draft, previsto il prossimo 20 Giugno.  In questo senso, chiare sono state le dichiarazioni del patrigno del ragazzo, il quale ha voluto spegnere sul nascere tali voci.

Siamo entusiasti della Louisiana e di New Orleans, non vediamo l’ora.

Aldilà dei singoli rumors, dunque, uno dei maggiori talenti del basket universitario sbarcherà, quasi sicuramente, in una delle franchigie più sfortunate degli ultimi anni, dove forse non troverà Anthony Davis, il quale sembra finalmente vicino all’addio alla franchigia dei Pels in direzione Lakers. Un divorzio, quest’ultimo, che potrebbe essere reso più dolce da colui che dovrà prendere l’eredità del Monociglio e portare il team verso grandi traguardi. Tutto questo, ovviamente, draft permettendo.