Per quanto possa suonare controintuitivo, il mercato per Giannis Antetokounmpo soprattutto a stagione in corso non sarà necessariamente aperto, e i Milwaukee Bucks sarebbero “determinati” a giocarsi almeno un’altra carta per convincere il due volte MVP a restare.
Tra le squadre che potrebbero in effetti presentare domani un’offerta per Giannis, ci sono realtà come San Antonio Spurs e New York Knicks che si sono appena giocate la NBA Cup, e che banalmente “stanno bene così”. Almeno per il momento. Altre squadre non sembrano intenzionate a svenarsi ora per un’offerta irrinunciabile, come Miami, Minnesota o Golden State a cui peraltro mancano asset davvero interessanti per Milwaukee.
I Bucks saranno dunque ancora una volta aggressivi sul mercato, come lo sono stati alla trade deadline del 2025 quando arrivarono Kyle Kuzma, Kevin Porter Jr e Jericho Sims, e durante la free agency con la decisione di tagliare tramite buyout l’infortunato Damian Lillard per mettere sotto contratto Myles Turner.
Tra i giocatori citati per i Bucks ci sarebbero Zach LaVine, realizzatore e tiratore di vaglia (e poco altro) e fuori parte in una versione perdente e sconnessa dei Sacramento Kings. Milwaukee non ha sostanzialmente prime scelte future al draft da cedere e il prezzo per LaVine andrà verificato. Un secondo nome emerso è quello di Jerami Grant che Portland cederebbe volentieri, e che sta però giocando una buona stagione da 20 punti di media col 40% da tre.
Nel ruolo potrebbero rendersi disponibili altri giocatori come Andrew Wiggins dei Miami Heat, e Dejounte Murray dei New Orleans Pelicans. Entrambi ex All-Star ma che hanno probabilmente già dato il loro meglio, e Murray arriva da un infortunio grave al tendine d’Achille patito lo scorso anno. Il suo prezzo sarebbe di conseguenza basso rispetto al valore ideale del giocatore, ma quali garanzie sussistono?
