Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppTrieste-Derthona, destino segnato o sognato?

Trieste-Derthona, destino segnato o sognato?

di Luigi Ercolani

Caro amico, chi si rivede! Luca Garri e Alessandro Cittadini, una vita sportiva fa, si giocarono il posto per Atene 2004. Il lungo perugino era stato il centro dell’Italia di bronzo in Svezia, Garri veniva una stagione super a Biella.

Vinse quest’ultimo, maggiormente in grado di essere un back-up di Galanda e contemporaneamente di oscurare le plance. Come andò, lo sappiamo.

Trieste-Derthona non è solo il ricordo degli Azzurri che furono, sperando che tornino ad esserlo. È anche una sfida tra du sorprese.

Una piazza storica caduta in disgrazia (nel 2004…) e una bella realtà di provincia, l’unica sopravvissuta del girone Ovest. Entrambe piacevoli novità, verosimilmente però votate al martirio perché chi uscirà da qui dovrà vedersela con una tra Treviso e Fortitudo.

Nel basket, però, non si può mai dire.

QUI DERTHONA

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza”. Ce lo immaginiamo Demis Cavina-Ulisse mentre sprona i suoi un po’ più in là, verso la qualificazione che per le squadre occidentali è stata una coppia di Colonne d’Ercole.

Che, ironia della sorte, sono poste proprio ad ovest di Roma, caput mundi quando quelle righe furono vergate.

Ecco allora che, al virtuale richiamo del proprio comandante, tutti remano nella stessa direzione: il Cosey concreto, il Mascherpa rampante, il Ricci (quello più scafato) pirotecnico, il Greene on fire ma non sempre dotato del raziocinio dell’omonimo quarterback David.

Derthona è l’espressione di un territorio che sta riscoprendo il basket di alto livello.

Non svegliatemi. Per favore, no”.

QUI TRIESTE

Ce ne ha impiegata una in più, Trieste, rispetto a quelli che potevano essere i nostri pronostici. Onore a Treviglio, squadra ultravera che se ne frega del pedigree differente tra le due compagini e tiene a 77.5 in casa i giuliani.

Un’impresa, letteralmente, considerando che Trieste aveva segnato 88 punti alla prima uscita e 94 alla seconda. Invece Trieste ha dovuto sudare per portare a casa la contesa.

Di più: che a un quarto dalla conclusione della quinta partita e quindi della serie, erano i lombardi ad essere avanti.

Poi ci hanno pensato i soliti noti: Cavaliero e Green in primis, poi Da Ros, Parks e Bossi con i suoi intangibles.

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