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Datome-FIBA: ultimo atto di un dibattito infinito

di Pierluigi Ninni
gigi datome

Datome-Fiba, il “Gigione” nazionale si scaglia contro la FIBA, rea di aver compromesso lo spettacolo delle partite tra nazionali. Il giocatore del Fener, in un post su Facebook, specifica i motivi del suo rifiuto per la chiamata della nazionale e critica aspramente la FIBA per la nuova formula delle qualificazioni alla Coppa del Mondo 2019.

Quando un giocatore come Gigi Datome parla a cuore aperto, lascia sempre una traccia indelebile. E questa volta, quella traccia, ha scosso migliaia di appassionati baskettari sia italiani che europei. Perchè nessuno, onestamente, poteva immaginarsi delle parole cosi forti quanto veriterie da parte di un giocatore sempre molto corretto e onesto. Ma nel post di Gigi, nulla è fuori posto. Non un’affermazione, nemmeno quando tira in ballo il discorso della pausa post-stagione con i club.

La FIBA, dal primo momento in cui ha introdotto la nuova formula delle qualificazioni alla WC 2019, ha sempre raccolto pareri discordati ed ostili da parte di molti dirigenti e giocatori molto influenti. Uno su tutti il grande capo della NBA, Adam Silver, che ha negato la possibilità di concedere i giocatori europei alle proprie nazionali. Alla NBA si sono accodate, in seguito, NCAA e Eurolega che hanno confermato il divieto di concessione dei giocatori convocabili.

In Ottobre, però, uno spostamento del calendario delle qualificazioni al fine settimana ha permesso all’ Eurolega di fare un passo indietro e di lasciare libero arbitrio ai giocatori stessi. Questi ultimi non sono mai stati interpellati nella vicenda. Da qui, la rabbia di Datome. Un uomo che si reputa costretto a prendere decisioni drastiche per il sistema malsano dettato dalla FIBA. Del resto, tutto quello che il nostro capitano dice è attuale. La FIBA non ha mai interpellato giocatori, dirigenze dei club o altre figure di spicco del basket mondiale. Ha solo imposto la sua legge, volendo favorire lo spettacolo ma in primis le casse delle federazione.

Precisando il tutto, le qualificazioni in questa stagione ricopriranno due “spot”: il primo si avrà il 20 Novembre prossimo, il secondo il 19 Febbraio 2018. I campionati nazionali saranno interrotti: una sorta di sosta delle nazionali, come accade nel calcio. Tale sistema va a cozzare in modo fragoroso con la nuova formula dell’Eurolega al meglio dei 30 turni. I giocatori, nella maggior parte dei casi, saranno costretti a giocare due partite in due giorni. Avendo a disposizione solo un giorno per allenarsi con i propri compagni. Quasi come se giocassero in NBA ma senza essere pagati.

IL POST DI GIGI

Proprio dall’analisi del suddetto sistema parte il monologo di Datome. Ecco il fulcro del suo discorso, estrapolato dal suo post: “Le partite dell’inverno invece, non le giocherò perché reputo che le finestre durante l’anno siano una pessima idea.
La FIBA ha voluto inserire (senza alcun accordo con i club, ovvero con chi investe) delle partite di qualificazione ai Mondiali 2019 durante la stagione invernale. Io ho un impegno col Fenerbahçe (che, badate bene, non mi impedisce di venire in Nazionale) e dovrei saltare delle partite di Eurolega, potenzialmente decisive per la classifica finale e che possono quindi compromettere la stagione della mia squadra. Non solo io, ma nel nostro caso il Fener dovrebbe giocare senza me, Melli, Sloukas, Kalinic, Guduric, Mahmutoglu, Dixon, Guler, Hersek e Vesely. Quindi la Fiba (che dalle qualificazioni guadagna dei soldi) organizza le finestre dove i giocatori(che non vengono pagati se non con una diaria dalle proprie federazioni) dovrebbero rinunciare a delle partite con la propria squadra(che li stipendia).”

Una dialettica molto eloquente, con cui Gigi Datome fa tralasciare non solo il proprio malcontento ma anche quello di molti suoi colleghi. Oggi, con questa situazione, ci prepariamo a vivere delle qualificazioni di bassissimo livello per il Mondiale. Tutto questo per colpa dell’arroganza della FIBA, perchè è di questo che si parla. Se il massimo organismo del basket mondiale avrebbe proposto ai giocatori di cambiare il vecchio sistema di qualificazione, sicuramente avrebbe raccolto pareri positivi. Naturalmente il sistema scelto non sarebbe stato questo, ma sicuramente si sarebbe raggiunto un compromesso tra le parti. Come prosegue Datome, appuntamenti del genere non possono essere preparati con due allenamenti ed una seduta di rifinitura. Servirebbe uno stage di quasi un mese per arrrivare al meglio e regalare partite spettacolari e avvincenti, che è l’obiettivo primario della FIBA. Tutto questo ha portato alla rinuncia dolorosa del nostro capitano, per la prima volta, alla convocazione in nazionale.

Una querelle lunghissima, che sarà ancora protagonista nelle ultime settimane prima dell’inizio degli incontri. Una brutta vicenda che rischia di rovinare ancor di più la reputazione del basket europeo e della stessa FIBA.

Pierluigi Ninni

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