Kris Dunn alla seconda stagione in NBA sta dimostrando finalmente qualcosa, non ancora qualcosa di importante ma qualcosa di buono si. I numeri parlano ma non dicono tutto come al solito, basta vederlo giocare per vedere nuovamente la gioia nei suoi occhi: a Minnesota si sentiva chiuso, non aveva spazio, come ha affermato Kris aveva perso la gioia nel giocare, si vergognava per i suoi parenti che andavano a vederlo in quella situazione di gioco.
Ora tutto è cambiato ed anche con Fred Hoiberg, coach sicuramente non di primo piano ma che sa sicuramente lavorare con i giovani, è nata una intesa interessante. Mese per mese sta migliorando anche sotto l’aspetto della confidenza con il tiro: nel mese scorso è arrivato a tirare con il 43.2% da tre con 2.5 triple prese a notte, non numeri da tiratore, ma è evidente che non abbia quelle caratteristiche. Ovviamente però lavorando sulla tecnica, vista la giovane età potrà migliorare anche sotto questo aspetto che sembra essere al momento il suo tallone d’Achille.
Nel mese di ottobre 1 gara giocata, 22 minuti di media, nel mese di novembre ben 15 ed ora a dicembre è a quota 7: totale 23 sfide disputate. E’ tempo di primi bilanci anche per Kris Dunn.
Kris Dunn, un talento ancora acerbo
Partiamo dai numeri, andiamo ad analizzare i dati relativi a minutaggio, punti realizzati, palle perse in relazione agli assist smazzati e le palle recuperate per avere un quadro generale della situazione:
| Minutaggio | Punti realizzati | Palle perse/ assist | Palle recuperate | |
| 2016-2017 | 17.1 | 3.8 | 1.1/ 2.4 | 1 |
| 2017-2018 | 28.3 | 12.7 | 3.0/ 5.1 | 2 |
Ovviamente una premessa è d’obbligo: anche ieri notte, nella vittoria contro gli Utah Jazz non ha tirato bene, ma quello che Hoiberg ha detto di apprezzare maggiormente dell’ex Timberwolves è il fatto che anche se non vanno 1,2,3, 5 tiri, Kris Dunn continua a provarci, continua a lavorare per migliorare e i risultati si vedono.
Qui chiude i conti dimostrando anche sangue freddo con un jumper, come aveva fatto contro gli Hornets ma con un layup subito dopo aver concesso a Kemba Walker due tiri liberi:
Second one of these midrangers that Dunn has hit in the last two minutes. That seems to be his go-to move late pic.twitter.com/Pvv58cj8Hr
— Stephen Noh (@StephNoh) 14 dicembre 2017
4-16 dal campo arrivando ai minuti finale: Nikola Mirotic aveva fatto sentire meno la sua scarsa vena al tiro, ma quando il montenegrino è sparito dalla scena nei minuti finali (2 punti nel lasso di tempo fondamentale per vincere il testa a testa con Utah) è stato Dunn con due jumper a mettere in chiaro la situazione. 6 su 18, 2-2 negli ultimi minuti: 13 punti totali, 7 rimbalzi raccolti, 8 assist serviti. Senza Grant ma con Kris in quintetto cambia il ritmo di gioco offensivo, cambiano le transizioni in campo aperto (tanto amate da Hoiberg) ma cambia soprattutto la forza difensiva della squadra. Ora grazie al ritorno in campo di un motivatissimo Nikola Mirotic tutto sembra essere più semplice vista anche l’attitudine del nazionale spagnolo a difendere (finalmente). Kris Dunn oltre a mettere una buonissima pressione sulla palla porta in dote come detto una ottima lettura delle linee di passaggio che gli valgono palle recuperate come questa:
Dunn making impact plays on both ends in the first quarter pic.twitter.com/yq2WAhD5sJ
— Stephen Noh (@StephNoh) 14 dicembre 2017
“Credo finalmente nel mio gioco, credo nelle mie potenzialità, lo staff, il coach credono in men, i miei compagni fanno lo stesso. Ci sono gare in cui andrà male quel tiro, gare in cui andrà bene, partite in cui giocherò bene ed altre in cui farò male. Ma non mi arrenderò di certo, continuo a lottare.” Una dichiarazione chiara: la mentalità e la consapevolezza dei propri mezzi di certo non gli manca.
I numeri di Kris Dunn sui 48 minuti:
Con Fred Hoiberg i due aspetti su cui sta maggiormente lavorando sono due:
- Miglioramento delle percentuali del tiro da tre punti
- Riduzione delle palle perse
Questi sono i suoi problemi più evidenti al momento su cui stanno lavorando con lo staff dell’allenatore. In carriera Fred Hoiberg è stato un tiratore dal 39.1%, con quattro stagioni in cui ha chiuso sopra il 40, come nella stagione 2004-2005 in cui ha sfiorato il 50% (48.3 i meno giovani se lo ricorderanno): il suo sapere lo sta trasmettendo insieme al suo staff ovviamente, a Kris Dunn.
“Ci sono state tante cose su cui abbiamo lavorato con il ragazzo quando è arrivato qui. La sua posizione del corpo nel movimento di tiro. Non aveva un tiro convincente. Ora sul movimento dei piedi, sulla corretta posizione anche a livello difensivo che lo aiuta a recuperare più palloni rispetto al passato. Soprattutto sulla tecnica di tiro ci vuole tempo, è un processo lungo. Richiedono tempo. Quando abbiamo cominciato non tirava bene, ma ne abbiamo parlato, ci abbiamo lavorato ed è migliorato molto.”
Ed effettivamente si, sta funzionando…
Se andiamo a considerare i suoi numeri sui 48 minuti cambiano in maniera netta rispetto alla scorsa stagione: 37% da tre contro il 28.8% dello scorso anno. 42.8 dal campo contro il 37.7% della passata stagione. 1.3 rimbalzi offensivi contro 0.9, migliore anche in assist con 8.7 contro i 6.8 dell’anno da rookie, 3.4 palle rubate contro 2.8 ed ovviamente maggior numero anche di palle perse ma anche recuperate (5.5 contro 3.2 con 3.4 palle recuperata contro 2.8). A punti realizzati il confronto neanche si pone: 21.6 punti contro 10.6 praticamente raddoppiato.
Per quanto riguarda la statistica del true shooting percentage è salito dal 43.2% al 48.5%. Ovviamente non forza triple insensate, non prende moltissimi tiri da tre ma si sta costruendo anche questa arma. In 36 minuti prende rispetto allo scorso anno 3 triple, una in più, segno di una confidenza nei propri mezzi che cresce.
“Mi permettono di giocare in libertà, penso che il coach Cooley al college a Providence faceva lo stesso: questa confidenza che ho mi permette di giocare meglio sicuramente. Mi permette di giocare nonostante gli errori, di tirare nonostante un airball. Hoiberg con me sta facendo la stessa cosa e ne sto beneficiando” ha detto Kris Dunn.
Andando a guardare agli altri giocatori con cui ha lavorato Hoiberg nel backcourt appare evidente che Kris Dunn è stato preso sotto la sua ala protettrice, essendo praticamente l’unico che sta migliorando. Andiamo a vedere cosa era successo in passato:
- Rajon Rondo ha fatto registrare la sua seconda peggiore percentuale dal campo relativa al true shooting percentage (46.1%)
- Denzel Valentine ha mostrato modesti miglioramenti nelle percentuali da tre punti da 35.1 a 38.5% da quando è arrivato a Chicago
- Jerian Grant ha avuto un importante flessione rispetto alla passata stagione
- Michael Carter-Williams ha avuto la sua peggiore % da tre punti della sua carriera con Hoiberg
- Justin Holiday ha tirato molto con i Bulls ma non ha migliorato le sue percentuali quest’anno tirando rispettivamente dal 41.3% al 36.5% con la true shooting percentage dal 52.7 al 49.4% relativamente al suo primo anno con i Bulls e questo invece dopo il suo ritorno in Illinois
- Derrick Rose e Jimmy Butler non hanno avuto grandi miglioramenti come detto sopra per gli altri rappresentati del backcourt dei Bulls. D-Rose non ha tirato benissimo con un 47.9% di true shooting percentage).
Fred Hoiberg non è uno “shot doctor” sicuramente, ma con Kris Dunn spera veramente di fare un grande lavoro, di plasmare un giocatore interessante e farlo migliorare sotto il profilo della completezza del suo gioco. Nel primo anno in cui la franchigia ha smantellato quanto di buono fatto negli anni passati, Fred Hoiberg con campo libero riuscirà a creare una base interessante per il futuro? Il primo tassello è sicuramente Kris Dunn..


1 commento
Ocio all abuso dei “sicuramente”