Now or Never? Gli Houston Rockets di James Harden attendono il rientro di CP3 con fiducia…
Appare evidente che Golden State e Cleveland non siano più due squadre imbattibili, in grado di arrivare con estrema facilità alle Finals per giocarsi, con un testa a testa, l’anello per il quarto anno consecutivo. Una squadra, più delle altre contender, sembra poter spodestare le due franchigie, sia per il carattere e la qualità sfoderate fino ad adesso, sia per la prospettiva di crescita nel lungo termine che si realizzerà tra non molto, quando CP3 sarà completamente guarito dall’infortunio al ginocchio che l’ha tenuto fuori per il primo mese di Regular Season. Di chi parliamo? Houston. Houston Rockets.
FIRST IMPACT IN TEXAS LAND:
Queste prime tre settimane hanno lanciato segnali estremamente positivi per gli Houston Rockets che si ritrovano, insieme ai GSW, in testa alla classifica della Western Conference. Lo scontro diretto iniziale che ha visto contrapposti il team della baia di San Francisco e gli uomini guidati da coach D’Antoni, conclusosi con la vittoria di un punto a favore dei secondi, ha avuto un impatto significativo sugli obiettivi pianificati ad inizio stagione dall’allenatore italo-americano. Più che un segnale di crescita, è un dato oggettivo di come la mentalità, la motivazione e il lavoro di squadra possano portare risultati soddisfacenti, nonostante ci si trovi davanti i campioni in carica. Il miglior coach della stagione appena trascorsa ha da sempre voluto sottolineare questo aspetto nella sua idea di squadra: un attacco più veloce ed essenziale può semplificare la possibilità di ottenere tiri di facile esecuzione in ritmo, ciò comporta l’espansione del volume delle conclusioni durante la partita stessa, con percentuali sempre più efficienti. E’ quello che ha voluto l’anno scorso dai suoi uomini ed è quello che sembra voler applicare anche quest’anno, incrementando ancor di più il numero di esecuzioni fuori dall’arco (15.1 triple a partita, contro le 14.4 dello scorso anno). L’ottimo risultato che è riuscito ad ottenere dai suoi lo deve principalmente al duro lavoro in allenamento e all’estensione del suo concetto “7 seconds or less”.
HEAD STATISTICS:
Nel contempo, vi sono due statistiche che l’ex head-coach dei LAL deve tenere in considerazione, in quanto queste differiscono in maniera rilevante rispetto alla scorsa stagione.
Il PACE, ovvero i possessi per partita della squadra, è diminuito di circa 2 punti. Preso da solo, questo dato empirico sembrerebbe irrilevante. Tuttavia, i Rockets, l’anno scorso, erano terzi per possessi durante il match, di fronte al resto delle altre contenders. Adesso, il team texano si ritrova tredicesimo in questa particolare classifica, dietro a GS, Wizards e Philadelphia, avanti di una sola posizione a Cleveland. Ciò significa che l’attacco di Houston risulta meno rapido ed essenziale, concetti sacri della “offensive explotion” d’antoniana.
Ciò che invece crea buonumore negli studi del coaching staff della contea di Harris è l’incremento del “Net raiting” da 5.4 a 6.1, dovuto dalla diminuzione del “Defensive Raiting” da 106.3 a 102.4 punti concessi a partita.
D’altra parte l’”Offensive raiting” è diminuito da 111.8 a 108.4, ma non è un dettaglio allarmante per i texani dal momento che il loro marchio di fabbrica continua ad essere costituito dall’attacco. Nell’ultima uscita, difatti, hanno ampiamente dimostrato di poter mettere a segno 137 punti (vs Utah) grazie ad una prestazione sublime di “the Beard” da 56 punti (7 su 8 da oltre la linea dei 7.25 m) e 13 rimbalzi in 35 minuti.
GOOD VIBES: HOUSTON ROCKETS SI SPERA…
Al netto della situazione, ancora non si è visto calpestare il parquet del Toyota Center, in nessuna gara ufficiale, dall’ex point-guard losangelina, Chris Paul. Kevin McHale, Chris Boussard e molti altri opinionisti e giornalisti della stampa americana si sono soffermati sulla possibile coesistenza del prodotto di Wake Forrest con l’attuale star di Houston, aggiungendo commenti estremamente differenti a riguardo.
1)DEFENSE: I discorsi pessimistici estivi mettevano in evidenza la possibile perdita di efficienza difensiva dei Rockets, a causa della cessione di Pat Beverley ai Los Angeles Clippers. Ma, come si è visto, ciò non sembra si stia realmente concretizzando, bensì la difesa texana sta lavorando molto meglio della scorsa regular season, concedendo meno punti sul pitturato (42.4 contro 49.0 del 2016/17) e dando meno possibilità agli attacchi avversari di mettere a segno tiri puliti dopo una lunga circolazione di palla (10.2 punti contro 14.3). La presenza dei nuovi innesti Luc Mbah a Moute e PJ Tucker è stata, senza dubbio, di rilevante ausilio nel miglioramento netto fronteggiato dal coaching staff difensivo dell’ex allenatore di NY. Con la loro presenza in campo, infatti, Houston abbassa il proprio “DEFRTG” rispettivamente a 97.2 e 99.8 (102.4 di squadra). L’aggiunta di Paul fungerebbe da arma aggiuntiva in questo contesto, dal momento che nome e cognome dell’ex NOH sono stati trascritti, per ben 9 volte, nella lista dei cinque giocatori che vanno a comporre il quintetto difensivo ideale alla fine di ogni stagione.
2)OFFENSE: Sembra che i tiratori con alta affidabilità come Ariza e Ryan Anderson abbiano leggermente abbassato le loro percentuali nel tiro fuori dall’arco (rispettivamente da 34.4 a 28.6 e da 40.6 a 37.9). E’ James Harden che sta continuando a dimostrare il suo immenso valore, con prestazioni da vero leader e giocate da far rabbrividire le difese, a seguito del proliferare di fade-away, brillanti intuizioni e penetrazioni da capogiro del numero 13. Sta sorprendendo, in queste prime settimane, il vincitore del premio “sesto uomo della stagione 2016/17”: è il miglior Eric Gordon visto fino ad adesso che mette a segno 23.1 punti a partita (massimo in carriera), con il 42% dal campo e un plus/minus di 10.9 (il 3.9 l’anno precedente era il migliore mai raggiunto). Per intensità e decisione nei momenti clou di questi primi match, la point-guard sfornata da Indiana sta superando record su record, leggendo sempre meglio le situazioni di gioco e migliorandosi partita dopo partita. Sono numeri e segnali che preavvisano cosa Eric stia cercando di dimostrare: l’arrivo di CP3 prefigurerà traguardi di amplia portata, ma solo tramite prestazioni senza precedenti e il sudore di ogni componente del team, si può veramente sognare ad occhi aperti.
…AND CP3:
Il duo Harden-Paul è potenzialmente quello con il miglior quoziente cestistico dell’intera Lega. Rapidità, spaziature, ball-handling, intuizioni preventive su ciò che è possibile fare e sapere come attuarlo. Ognuna di queste caratteristiche rientra nel background di entrambi i giocatori che esplicano il loro basket in maniera diversa, ma con un’eleganza sublime che li accomuna e che agli occhi di ogni appassionato della palla a spicchi può solamente deliziare. Aldilà del divertimento, i due hanno saputo dimostrare in pre-season che la loro coesione è possibile. Nel contempo, le difese avversarie si concentreranno maggiormente sull’accoppiata di scorers, lasciando, molto facilmente, isolati i loro compagni di squadra che con tiri semplici andrebbero ad acquisire più sicurezza e tornerebbero a livelli percentuali di tiro simili a quelli della passata stagione. L’innesto del playmaker di Lewisville andrebbe a fluidificare l’attacco, velocizzando le azioni offensive ed aumentando proprio il PACE dei Rockets, così da riportare la franchigia del Barba davanti ai propri competitors in questa particolare statistica.
D’Antoni e Paul hanno sottolineato più volte che solo con il lavoro duro possono centrare i traguardi predetti per puntare al titolo. Difatti, CP3 sta imparando di giorno in giorno situazioni offensive completamente nuove, da rispolverare negli schemi del college. A causa dell’infortunio ha dovuto accantonare il lavoro sul campo da gioco, ma non si sta di certo fermando nello studio degli schemi offensivi della sua nuova squadra.
I risultati in attacco della prima potenza attuale ad Ovest, perciò, saranno difficili da vedere già nel breve periodo, ma la potenzialità nel lungo potrebbe essere devastante se l’intesa si concretizzerà secondo la ricetta d’antoniana.
IT’S THEIR TIME:
Nonostante gli Warriors, a primo impatto, abbiano cominciato la RS distanziandosi da ogni aspettativa, sono loro gli avversari da battere per la corazzata texana. OKC, Twolves, Spurs sono avversarie ostiche, ma attualmente il team bianco-rosso sembra avere tutti i mezzi per poter annichilire questo tipo di difese. I Grizzlies hanno messo in difficoltà i Rockets con transizioni veloci e concedendo pochi tiri puliti in isolamento. Ciò mette in evidenza la solita problematica riscontrata dagli uomini di D’Antoni contro la squadra del Tennessee. Se con l’arrivo di Paul, questo tipo di atteggiamento comincerà ad essere plasmato e la voglia di vincere del numero 3 coinvolgerà, come già sta facendo con alcuni componenti, l’intera mentalità del gruppo, Houston potrebbe seriamente essere la vera contender, insieme ai GS, al fine di raggiungere il primato nella Western Conference.
Per forza di cose, la dirigenza dei Rockets si aspetta questo tipo di risultati. Infatti, CP3 non ha prolungato il suo contratto una volta approdato nella franchigia texana, nonostante vi fosse una proposta da massimo salariale pari a 205 milioni di dollari. Ecco perché gli Houston sono costretti a doversi migliorare e lavorare sodo, affinché, insieme al loro nuovo play, possano compiere il salto di qualità decisivo e lungamente atteso, per riuscire, finalmente, a discutere di un titolo consegnato alla Space City, l’ultima volta, da un centro nigeriano nel lontano 1995.
Ora o mai più.

