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Oklahoma City Thunder gli outsider per il titolo NBA?

di Jacopo Riccardi

Quello che abbiamo visto in queste prime partite di preseason rimane sempre ovviamente solo pre season, però gli Oklahoma City Thunder fanno riflettere, il gioco non è mancato e daalla prima partita Melo e George si sono trovati subito a meraviglia. Con il rientro di Westbrook poi è stato ancor più in discesa.

I tre sembrano trovarsi davvero alla perfezione. Westbrook si è ritrovato due personalità molto forti nello spogliatoio come George e Melo, leader indiscussi dello loro ex franchigie, rispettivamente Indiana Pacers e New York Knicks. Quello che è sembrato trapelare è che i due si siano messi a disposizione del leader tecnico e carismatico dei Thunder e che anche lui si sia messo a disposizione dei due neo arrivati. Dalle dichiarazioni rilasciate dai tre sembrerebbe che puntino davvero a vincere subito, a spodestare i Golden State Warriors dal trono e a mettersi al dito l’anello. Ciò che trapela è un patto “diamo tutto, mettiamoci a disposizione l’uno dell’altro e vediamo come va, lavoriamo giorno per giorno ed i risultati arriveranno”.

Le potenzialità ci sono tutte, Russ e compagni hanno tutte le carte in regola per vincere. L’MVP della stagione appena passata, un Melo che sembrerebbe essere rinato, con una voglia di rivalsa da far invidia, George che non vuole altro che vincere un titolo.

Il quintetto è a tutti gli effetti da titolo, con Westbrook da play, Roberson come guardia che avrà prettamente compiti difensivi, George da 3, Melo da 4 e Adams. La pecca forse per Oklahoma è una panchina non troppo lungo ma comunque da non sottovalutare, con i nuovi innesti Patterson, Raymond Felton e Isaiah Canaan. Un altro vantaggio per gli Oklahoma City Thunder è che senza dubbio almeno uno dei Big three sarà sempre in campo, mentre l’anno scorso quando Westbrook sedeva in panchina la squadra calava paurosamente, sia nelle statistiche che nel gioco.

Proprio Russ è colui che più degli altri due è andato  vicino al titolo con una finale persa contro gli in giocabili Miami Heat di LeBron James e Dwyane Wade. A fargli da spalla al tempo c’era Kevin Durant, poi passato agli acerrimi rivali dei Warriors. Staremo a vedere se Westbrook riuscirà nell’impresa: il sorriso, la voglia, la fame agonistica, l’essere trascinatore e il talento non gli sono mai mancati, sa che quest’anno competere con Golden State è quasi utopia, ma mai usare la parola utopia con il neo MVP, perché lui in un modo e nell’altro darà tutto per farvi ricredere. Che le danze abbiano inizio, ne vedremo delle belle.

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