Un anello per il Re

di Raoul Oliva
Magic su LeBron: "Conosceva i Lakers meglio di me, ha una intelligenza incredibile"-LeBron James finals-LeBron James e Magic 2013 NBA Finals - Game Seven

C’è chi viene ricordato per gli anelli vinti, chi viene ricordato per quelli persi. Poi c’è chi viene ricordato per aver vinto l’MVP, o per aver battuto un determinato record. Ci sono altri che vengono ricordati per essere stati legati tutta la carriera a una squadra sola, vivendo momenti bui e momenti di gloria, altri per aver cambiato squadre quasi come si cambiano le mutande. E poi c’è lui. The Chosen One, the King of Akron, il 23 dei Cleveland Cavaliers. Lui racchiude un po’ tutti questi aspetti.

Prima scelta al Draft NBA del 2003, NBA Rookie of the Year nel 2004, quattro volte MVP della Regular Season (2009, 2010, 2012 e 2013), tre anelli vinti con conseguente MVP delle Finals tutte e tre le volte (2012,2013 e 2016). Dei suoi record personali da segnalare che Lebron è il miglior marcatore della storia dei Playoff NBA, nonché unico giocatore ad aver superato i 6000 punti in questa speciale classifica, più giovane giocatore ad aver segnato una tripla doppia (a 20 anni e 20 giorni, vs Portland Trail Blazers), Primo giocatore per numero di triple doppie nelle Finals (9) e tanti, ma tanti altri, che non sto qui ad elencare altrimenti finiremmo domani mattina. Come sempre, però, non sono mancate sconfitte e momenti negativi, come testimoniano le cinque Finals (2007, 2012, 2014, 2015 e 2017) perse. E se da una parte c’è la memorabile rimonta del 2016, da 3-1 a 4-3 contro i Golden State del 73-9, dall’altra troviamo il pesante 4-0 contro gli Spurs del 2007, certo, il Re non aveva una squadra tanto all’altezza, ma comunque il passivo è stato importante. Come importante è stato il passaggio a Miami per vincere finalmente quel tanto agoniato anello, che un giocatore come lui meritava.

A South Beach si prende quello che è suo di diritto, ma ne perde anche due. Nel 2015 il ritorno del figliol prodigo porta di nuovo i Cavs alle Finals, ma ci vorrà un altro anno per vincere, finalmente, un titolo in Ohio, a casa sua. Ci ha riprovato nell’ultima stagione sportiva, ma non ci è riuscito. Per la prossima stagione tanti cambiamenti, a cominciare da Kyrie Irving, che non sarà più il suo secondo violino. Al suo posto Isaiah Thomas, che proverà ad aiutare il Prescelto nella conquista del suo quarto titolo, inseguendo la leggenda. Non solo l’ex Celtics alla corte del Re: è arrivato anche Derrick Rose, che vuole tornare ai fasti di un tempo (2011), dopo gli infortuni che lo hanno cambiato sia mentalmente che fisicamente, l’esperienza di Jose Calderon, la duttilità tattica di Jae Crowder.

E poi i “soliti” JR Smith, Kyle Korver, Tristan Thompson e non solo. Dalla panchina anche Deron e Derrick Williams, Iman Shumpert, Channing Frye. Insomma, un roster di tutto rispetto, ma sarà abbastanza per vincere? Certo, ad est gli unici che li possono impensierire sulla carta sono solo i Boston Celtics, ma considerando che squadroni ci sono ad ovest la conquista del titolo appare molto in salita per i Cavs e per il Re. Ma in fondo, nessuna impresa è impossibile per un re, anzi, IL Re.

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