La scorsa stagione nel mondo NBA ha fatto il suo esordio il centralized replay center. Il centro (localizzato nella città di Secaucus, New Jersey) aveva un compito marginale nell’aiutare i tre arbitri (on the court) di gara nella gestione della partita. L’unico scopo era infatti quello di fornire una pre-assistenza arbitrale. Nello specifico il centralized replay center riusciva (e riesce) a memorizzare ogni una singola azione da moltissime angolazioni differenti. In tal modo, nel momento in cui gli arbitri decidevano di interrompere la partita per rivedere al replay un’azione della stessa, gli operatori all’interno del centro provvedevano a visionare, in via anticipata rispetto agli arbitri, l’azione incriminata da tutte le angolazioni. Una volta determinate quali tra queste mostravano in maniera migliore l’azione, le mandavano al centro di instant replay presente sul campo da gioco. Una volta arrivate le immagini (in un tempo rapidissimo) per gli arbitri giungeva il momento di analizzare le immagini e di prendere la decisione. L’utilità di questo sistema era (ed è) quello di ridurre notevolmente i tempi morti della partita, per permettere, nel più breve tempo possibile, alle squadre di riprendere a giocare e ai tifosi di godersi nuovamente lo spettacolo.
Per la prossima imminente stagione il ruolo del centro sarà esteso. Come annunciato ieri (30 settembre ndr) oltre ai 3 arbitri sul parquet, altri arbitri NBA saranno collocati all’interno del replay center (off the court). La loro presenza sarà dovuta al fatto che alcune particolari decisioni arbitrali saranno prese da loro, dunque al di fuori del campo di gioco e senza la necessità di interrompere la partita anche per pochi istanti.
Di seguito l’elenco delle giocate che saranno decise dagli arbitri out the court:
- Decidere riguardo tiro da 3 o da 2 punti (in situazioni sia di canestro fatto che di fallo subito);
- Validità sul canestro fatto alla fine del periodo;
- Out-of-bounds (decidere a quale squadra affidare la rimessa in gioco);
- Shot clock violation (scadenza del cronometro di tiro dei 24 secondi) in caso di canestro fatto;
- Goaltending (interferenza a canestro);
- Reset del cronometro di tiro dei 24 secondi;
- Malfunzionamento del cronometro (in situazioni di assenza di fallo e di violazioni);
- Numero di giocatori presenti sul parquet.
Ecco invece l’elenco delle giocate, la cui decisione rimane sempre in capo agli arbitri on the court:
- Flagrant foul (sia di primo che di secondo tipo);
- Clear-Path-to-the-Basket foul (fallo commesso su un giocatore lanciato da solo a canestro);
- Off-Ball foul (fallo commesso su un giocatore non in possesso di palla);
- Player altercation (scontro fisico tra giocatori in situazioni non di gioco);
- Foul-end period (valutazione di possibile fallo commesso alla fine del periodo;
- Shot clock violation (scadenza del cronometro di tiro dei 24 secondi) in caso di fallo commesso;
- Correct Free-Throw shooter (verificare il corretto svolgimento dei tiri liberi);
- Malfunzionamento del cronometro (in situazioni di fallo e di violazioni);
- Restricted area (decidere su situazioni di 3 secondi difensivi od offensivi).
Si registra dunque un altro passo in avanti dell’NBA compiuto da Adam Silver e dai suoi collaboratori. Ringraziano i tifosi e glia amanti di questo bellissimo sport, che vedono una macchina nota come National Basketball Association pronta sempre a migliorarsi per il bene dello spettacolo.
Per NBA Passion,

