Se i Los Angeles Lakers, l’unica squadra a oggi davvero interessata a una trade per Kyrie Irving, non dovessero riuscire a mettere assieme in pochi giorni un’offerta considerata sufficiente dai Brooklyn Nets, il secondo blitz in pochi mesi dell’ex Celtics e Cavs potrebbe considerarsi fallito.
Kyrie si dovrebbe rassegnare a quel punto a una free agency in cui nessuno busserà alla sua porta con il contratto quadriennale al massimo salariale per cui è eleggibile, e che pensa di meritare e valere.
E a quel punto, con Irving fuori dall’equazione (e dalla NBA?), sarà impossibile non tornare a guardare a Kevin Durant.
KD aveva inoltrato e poi ritirato una richiesta di trade in estate ai Nets, chiedendo in cambio la testa di Sean Marks (che è ancora li) e dell’allora coach Steve Nash (andato, con del ritardo). Nulla impedisce dunque che Durant, valutata la situazione ancora una volta, possa chiedere di nuovo a Brooklyn di essere ceduto a fine stagione, con tutto il tempo per la squadra di raccogliere offerte, far partite un’asta agguerrita e semplicemente ripartire da zero, Con Nic Claxton, Ben Simmons (ouch) e con il draft e lasciandosi finalmente alle spalle 4 anni di follie, trade, infortuni e ben poche soddisfazioni.
I Nets hanno trattenuto sia Irving (lo avrebbero ceduto volentieri, ma nessuno si è fatto avanti, di fatto) e Durant in estate “vedendo” il loro bluff. Con Kyrie potrebbero fare la stessa cosa oggi, a una sola settimana dalla trade deadline, ma davvero Brooklyn vorrà ancora avere qualcosa a che fare con una delle persone più inaffidabili e egoiste mai esistite nella NBA moderna?
Ogni asset (giocatori e scelte) che i Nets riusciranno a ottenere entro la trade deadline per Irving sarà qualcosa di guadagnato rispetto al nulla di quando Kyrie saluterà via free agency, senza particolari rimpianti peraltro. Quanto alla caccia al titolo NBA 2023, suvvia, qualcuno ha davvero pensato per un momento che questi Nets totalmente Durant-dipendenti avrebbero potuto avere – il passato è d’obbligo con le novità di ieri – una chance di passare attraverso la Eastern Conference di Celtics, Bucks, Heat, Sixers e Cavs?
La ripresa guidata da Durant e coach Jacque Vaughn, con l’aiuto di un Irving perlomeno concentrato, ha solo rimandato il redde rationem inevitabile. E ora ci risiamo, e stavolta i Nets farebbero bene a prendere atto: Kyrie Irving non merita più alcun credito, che diventi il problema di qualcun altro. E in estate, a stagione finita, prendano di nuovo il timone in mano dopo anni in cui la barca (una bagnarola, per quanto milionaria) è stata guidata da nostromi improvvisati, il cui mestiere sarebbe quello di giocare e non di fare e disfare roster.
E cedano quindi alle loro condizioni anche Kevin Durant via trade. Raptors, Suns, Warriors, Trail Blazers, Hawks, Pelicans, Grizzlies e Bulls almeno potrebbero a quel punto commettere follie vere per KD.

