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Chicago Bulls, un’annata di transizione

di Antonio Sena

Siamo arrivati agli sgoccioli di questa Regular Season, ed i primi verdetti stanno uscendo. Mentre continua la bagarre playoff da ambo i lati, alcuni team hanno ormai ben poco da dire in questa stagione, proiettandosi fin da subito alla prossima annata. Tra quest’ultime, ci sono sicuramente i Chicago Bulls, ampiamente fuori dalle zone nobili della Eastern Conference. Nonostante il pessimo record e tanti problemi, qualche spunto positivo per il futuro c’è nella città del vento.

CHICAGO BULLS: UNA STAGIONE BURRASCOSA

Fred Hoiberg, esonerato dopo il pessimo avvio dei suoi Chicago Bulls

Ovviamente, non possiamo che partire dai lati negativi della stagione dei Bulls. Il record è emblematico nella sua negatività, con solo Knicks e Cavaliers in grado di fare peggio ad Est.

Chicago ha iniziato la regular season con un buon mix di giovani e veterani, e con la possibilità di diventare una delle outsider nella livellata (verso il basso) Eastern Conference. La strada è però risultata subito in salita, con la prima svolta arrivata all’inizio di dicembre, con l’esonero di Hoiberg e la promozione di Boylen, dopo il tremendo avvio da 19 sconfitte in 24 partite. Se a questo aggiungiamo i due mesi iniziali saltati da Markkanen e lo stop di Dunn, dopo pochi mesi a Chicago ci si era già resi conto che sarebbe stata una stagione da lacrime e sangue. Le poche trade minori imbastite in inverno non hanno cambiato l’antifona, con una squadra che ha continuato a veleggiare nelle zone basse della classifica. La recente decisione di tenere a riposo fino alla fine della stagione Markkanen (vittima di uno strano battito accelerato ed affanno che stanno preoccupando lo staff), ed i rookie Carter jr e Hutchinson (per decisione della franchigia), sta chiudendo mestamente la stagione dei Bulls.

I TANTI PROBLEMI IN ATTACCO E IN DIFESA

I problemi più grandi i Bulls li hanno avuti in attacco, dove la palla ha sempre girato poco, affidandosi spesso ad azioni individuali e forzate. Il risultato sono il secondo peggior Offensive Rating della Lega, ed una prevedibilità offensiva a tratti imbarazzante, conseguenza di un roster poco talentuoso, che nei momenti di difficoltà tende ad affidarsi sempre ai soliti noti. Non si può parlar bene neanche della difesa dei Tori, vista la presenza di molti giocatori che difensivamente vanno in difficoltà coi pari-ruolo, per struttura fisica (Markkanen ed Arcidiacono) o per mancanza di attitudine (un esempio è Lavine, ma è parzialmente giustificato dall’apporto fondamentale in attacco).

In generale, Chicago è parsa una squadra senza idee, che è entrata in un vortice negativo incredibile fin dall’inizio della RS, non riuscendo a cambiare rotta, anche per la decisione della franchigia di puntare definitivamente ad un alto asset nel prossimo Draft, che si preannuncia ricco di talenti pronti ad esplodere.

CHICAGO BULLS, UN UOMO SOLO AL COMANDO: ZACH LAVINE

Il leader dei Bulls Zach Lavine è uno dei motivi per guardare con fiducia al futuro

In questo marasma generale, una luce in fondo al tunnel per i Bulls c’è, ed è rappresentata dal proprio go to guy stagionale, Zach Lavine.

Arrivato in sordina due anni fa dai Twolves, Lavine doveva scrollarsi di dosso la nomea di giocatore spettacolare, ma poco incisivo. La sua sfortuna finora è stata ritrovarsi in squadre perennemente in difficoltà, e con poche chance di accedere alla post season. In ogni caso, la stagione di Lavine è stata veramente ottima, mostrando una leadership finora mai vista da parte sua.

Lavine è il top scorer della squadra con quasi 24 punti ad allacciata di scarpe. Il talento non è mai mancato all’ex UCLA, ma ciò che sorprende è vedere come il suo bagaglio tecnico sia sempre in evoluzione, con soluzione al tiro molto varie, che rendono difficili la sua marcatura. I 4.5 assist a partita valgono più del mero numero, vista la pochezza offensiva del resto della squadra, che vede nei solo Porter e Markkanen gli unici in grado di poter supportare a dovere Lavine in fase realizzativa.

Tutto il talento di Zach Lavine

Lavine è migliorato in quasi tutte le voci statistiche personali, e questa stagione da punto di riferimento offensivo, gli è sicuramente servita per fare un’importante salto di qualità come leadership e freddezza nelle fasi calde del match.

Se Chicago sarà in grado di togliergli un pò di pressione costruendogli attorno una squadra competitiva,  una possibile nuova superstar può esplodere definitivamente.

CONCLUSIONE

Resettare. Solo questo può fare Chicago per poter guardare positivamente al futuro, e non entrare nel circolo vizioso del tanking. La speranza è che qualcosa di importante esca dal prossimo draft, e che Markkanen superi i problemi fisici che ne hanno minato una stagione dove lentamente stava cominciando ad ingranare. Il finnico e Lavine sono la base sulla quale costruire i Bulls che verranno, e decisamente non è male. Sta ora al front office effettuare dei movimenti di mercato adeguati per far tornare Chicago nelle zone nobili della Lega, e dare soddisfazioni ad un pubblico caldo e partecipe come quello dello United Center.

 

 

 

 

 

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