Home Aneddoti NBAQuella volta in cui Reggie Miller incontrò il “Black Jesus” col numero 23…

Quella volta in cui Reggie Miller incontrò il “Black Jesus” col numero 23…

di Luca Mazzella

Visti gli apprezzamenti e la “fame” dei tanti utenti che seguono NBA Passion e i nostri approfondimenti, ho deciso di dedicare un’apposita rubrica agli aneddoti NBA, quegli episodi che molto raramente emergono tra le cronache di una partita, magari raccontati proprio dai protagonisti nel dopo-partita o perchè no, a distanza di anni. Aneddoti che ci consentono di capire il “dietro le quinte” di vecchie rivalità, o che ci dipingono un ritratto ancora più grande di qualche leggenda.

Nel secondo caso rientra il primo aneddoto che voglio raccontarvi, proveniente direttamente dalle labbra di Reggie Miller, considerato da molti uno dei più grandi tiratori di sempre, che nell’ambito di una trasmissione televisiva andata in onda negli States due mesi fa si è lasciato andare ad una simpaticissima storia su Michael Jordan, che non fa altro che rafforzare l’idea di leggenda assoluta che tutti hanno del G.O.A.T. Miller, con la maglia dei Pacers, si è contraddistinto in carriera non solo per le triple ma anche per un comportamento sul rettangolo di gioco che per molti lo pongono, di diritto, sul podio dei più grandi e fastidiosi “Trash Talkers” di sempre.

“Era il mio anno da rookie. Stavamo giocando contro i Chicago Bulls ed era il terzo o quarto anno di Michael nella Lega. Stavamo giocando un’amichevole in un posto che non ricordo ora. Alla maggior parte dei veterani non piace giocare partite di esibizione, a loro piace mirare alle cose concrete. Io invece ero un rookie affamato, con gli occhi spalancati, giocavamo una gara di esibizione e Michael stava giocando senza troppa voglia.”
Chuck Person, che era nella mia squadra ed era un vero provocatore, il classico ‘trash talker’, mi disse: “Riesci a crederci? Quello è Michael Jordan, il giocatore di cui tutti parlano, quello che è in grado di camminare sulle acque? Tu sei qui ora e lo stai massacrando. Dovresti parlare con lui”

Io mi dicevo in mente: “Sai cosa? Hai ragione”. Mi rivolgo a lui e dico: “Michael, ma chi credi di essere? Il grande Michael Jordan? Ok, c’è un nuovo ragazzo in città!”

Lui mi guarda ed inizia a scuotere la testa. A metà partita io avevo 10 punti e lui 4, ma aveva l’aria di essere molto convinto.

Fine partita, lui 44 punti e io 12. Nel secondo tempo ha fatto 40 punti contro i miei 2. E se ne andò dicendo: “Stai certo e stai attento che non si parla mai così a Black Jesus, ok?”

“Ok, Black Jesus, mi dispiace tanto”

“Lo hai mai rifatto? Hai mai provocato qualcun’altro così?”

“Non Michael Jordan”

reggie-miller-vs-michael-jordan

Tutti conoscono i vari episodi della rivalità tra Miller e Jordan (epico lo scontro nelle Finali della Eastern del 1998), ma di certo questa storia, raccontata dal diretto interessato, incuriosisce ancora di più e fa venire voglia di scoprire sempre più curiosità dei “backstage” di tante rivalità storiche della Lega. D’altro canto però non servono certo questi racconti a dare immortalità al 23 dei Bulls, ma sentire una sua “vittima” parlare, seppur dopo tanti anni, con così tanta sincerità e rispetto di un evento del genere, dovrebbe far riflettere davvero tutti sul carisma estremo e sulla voglia di vincere che nessuno ha dimostrato di avere, finora, più del mitico 23 di Chicago.

Al prossimo episodio!

Per NbaPassion

Luca Mazzella

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