Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiMavericks e l’imperativo di sopravvivere fino alla pausa per l’All Star Game

Mavericks e l’imperativo di sopravvivere fino alla pausa per l’All Star Game

di Davide Bomben

Nella partita giocata domenica notte contro i Phoenix Suns, i Mavericks non hanno potuto schierare Dirk Nowitzki per riposo precauzionale. Chandler Parsons e Wesley Matthews, da parte loro, non sono riusciti ad apportare numeri consistenti ( 15 punti con un 7 – 21 dal campo, 8 rimbalzi e 1 assist per il primo; 7 punti con un disastroso 3 – 21, 5 rimbalzi e 1 assist per il secondo) e l’unico che è riuscito a trascinare la squadra è stato l’ex Brooklyn Nets: Deron Williams. Al termine del terzo quarto i Mavs, infatti, erano sotto di tre punti, quando il play da Parkersburg (Virginia) si è improvvisamente acceso con una prestazione maiuscola che gli ha permesso, grazie ai suoi 27 punti, 3 rimbalzi e 4 assist, di conquistare un’importante vittoria (91 – 78 il tabellino finale).

Sicuramente, come evidenziato dalla partita contro i Suns, i Mavs appaiono sempre di più stanchi sia mentalmente che fisicamente. Dallas, infatti, ha giocato nel solo mese di gennaio 18 partite, record di franchigia, senza aver due giorni consecutivi di riposo a parte il 3 e il 4 gennaio. Considerando il periodo dal giorno 26/12 al 01/02, le partite totali sono state 37 in soli 21 giorni. La pausa dell’All Star Game sicuramente sarà un vero toccasana per i Mavericks visto il loro roster ricco di veterani, ma che appare terribilmente lontana. “Questa striscia (di partite, N. d. R.) nella mia mente finisce oggi.” – ha commentato l’head coach, Rick Carlisle, ai microfoni di mavsmoneyball.com“Non ne ho mai vista una lunga così.

Come sottolineato da Tim Cato, di mavsmoneyball.com, i Mavericks, dopo la partita disputata contro gli Atlanta Hawks, dovranno affrontare altre 4 partite in 8 giorni prima dell’agognata pausa. A meno di repentini cambiamenti nell’inclusione di Dirk Nowitzki alla partita delle stelle, solo Dwight Powell parteciperà alla manifestazione di Toronto, permettendo così all’intero gruppo di poter riposare. “Stiamo parlando di circa 10 giorni.” – ha affermato Zaza Pachulia“Potrebbe essere troppo spaventoso a un certo punto, ma ovviamente non staremo fermi e ci terremo in forma. Abbiamo molti veterani e siamo stati spesso in queste condizioni.”

Wesley Matthews

Wesley Matthews

Tra tutti i Mavs quello che necessita della pausa è Wesley Matthews. L’ex Portland Trail Blazers, dopo aver recuperato dalla rottura del tendine d’Achille in appena 8 mesi, a gennaio le sue % sono calate vistosamente: appena 12 punti con un 39.9% dal campo e un 32% da dietro l’arco dei tre punti. Di certo l’autoproclamatosi ‘Iron Man’ non potrà riposarsi nelle prossime 4 partite, specialmente dopo le parole di Carlisle: ”Lui guida la squadra in ogni minuto giocato ed è molto importante per noi. È il nostro miglior difensore sul perimetro ed ha dato un nuovo volto alla nostra difesa quest’anno. So bene che non potrò far a pugni con lui per farlo riposare, ricordalo.” Matthews, da parte sua, non sta incolpando le sue gambe stanche o i ritmi vertigini che l’NBA ha sempre imposto: “No, davvero, non ho le gambe pesanti. Potrei esserlo (stanco N. d. R.), ma non mi sento di esserlo. E non ho intenzione di dirlo a me stesso. Domani è un altro giorno. Non sono preoccupato per i pochi tiri presi. Sono incazzato per questo, sono irritato e frustrato per questo. Ho intenzione di continuare a tirare e tirare, ad attaccare nel modo in cui ho sempre fatto.” Di certo i Mavericks sperano in un Matthews più fresco dopo la pausa, considerando che per poterci arrivare dovranno affrontare partite di un certo calibro (Miami Heat, San Antonio Spurs, Memphis Grizzlies e gli Utah Jazz) che li impegneranno sul piano fisico e mentale.

“Assolutamente.” – ha risposto Zaza in merito se si vedrà il vero potenziale della squadra nelle ultime 30 partite – “Dobbiamo giocare la miglior pallacanestro dopo la pausa, per poter dominare ai Playoff.”

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