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Analisi SWOT: gli Houston Rockets di James & Russ

di Andrea Esposito

Oggi torniamo con la quinta puntata di quella che sarà l’analisi, in evoluzione delle aspettative per le varie squadre NBA: via con l’analisi Swot degli Houston Rockets 2019-2020, attraverso i loro punti di forza, quelli di debolezza, eventuali minacce e opportunità per la stagione NBA 2019-2020. Cosa li aspetta?

In Texas, più precisamente a Houston, in molti credevano ad inizio estate in un vero smantellamento del roster che per certi versi è andato più vicino a spezzare l’egemonia Warriors negli ultimi due anni. Molte erano le circostanze che lasciavano intendere un ribaltone in casa Rockets. Invece l’unico pezzo da 90 a salutare la baracca è stato quel Chris Paul che non troppo bene si era calato nella realtà di secondo violino dietro il Barba James Harden. Alla corte di Mike D’Antoni è arrivato addirittura Russell Westbrook, andando a ricreare il duo che anni fa incanto in maglia Thunder, da giovani e senza barba. Altro restyling a Houston ha visto protagoniste le divise dei Rockets che cambiano ancora una volta per la felicità degli store al palazzetto.

Il quintetto Rockets al gionro d’oggi si presenta così;

  • Westbrook;
  • Harden;
  • Gordon;
  • Tucker;
  • Capela.

Ora andiamo ad analizzare i punti di forza e quelli di debolezza, con la nostra analisi SWOT dei nuovi Rockets.

Harden e Westbrook, amici da tanti anni, tornano a giocare insieme dopo sette stagioni in cui hanno vinto l’MVP e riscritto numerosi record.

Forza, debolezza, opportunità e minacce degli Houston Rockets 2019-2020

  • Strengths (forza)

Il punto di forza lampante dei nuovi Houston Rockets è rappresentato da un back court stellare formato da due MVP come Harden e Westbrook, forse il più forte dell’intera lega. Attorno a due star di questo livello, che per di più già si conoscono avendo iniziato la loro carriera insieme ai tempi dei Thunder, la dirigenza Texana ha confermato il gruppo di comprimari a far battaglia. i profili di PJ Tucker ed Eric Gordon rappresentano quei militari pronti a dare la vita per il loro sergente, metafora usata dallo stesso Tucker in una sua recente uscita alla vigilia della consegna dei premi individuali della stagione appena conclusa.

Lo stesso fatto di non aver rinunciato ai sogni di gloria dopo le cocenti delusioni delle ultime due post season ma anzi aver rilanciato con una trade capace di sconquassare l’intera western conference catapultano Houston in cima alle favorite per il titolo.

  • Weaknesses (debolezze)

Il lavoro dello staff tecnico capitanato da Coach D’Antoni dovrà essere incentrato sull’equilibrio, perché anche se hanno già giocato insieme anni fa James Harden e Russell Westbrook non sono più i giovani in rampa di lancio che si affacciavano insieme al mondo NBA. Due MVP, due super-campioni che amano avere la palla in mano nei finali di partita e che nel bene o nel male decidono i match può essere il grande punto interrogativo di questi Rockets. Inoltre il solo PJ Tucker non può ricoprire il ruolo di jolly difensivo sulla superstar avversaria, anche perché l’età inizia a farsi sentire per il veterano ex Suns. Insomma, il potenziale c’è ed è tanto ma il lavoro non manca al coach ex Knicks. Vedremo più attacchi in transizione  la presenza di Westbrook o si continuerà con il “palla ad Harden in attesa dello stap-back?”

  • Opportunities (opportunità)

L’ho già detto in questa analisi, ma lo ripeto per essere ancora più chiaro: i Rockets hanno sotto contratto due MVP, la coppia di play-guardia forse più devastante della lega: James Harden e Russell Westbrook. Se LA può contare addirittura due coppie di superstar come LeBron e Davis in maglia Lakers e Georde e Leonard in maglia Clippers ora anche Houston ora può contare su una nuova super coppia d’assi dopo il naufragio dell’esperimento con CP3. Basterà questo ai Rockets per conquistare il tanto agognato titolo che ormai manca da più di 20 anni?

  • Threats (minacce)

In un momento di transizione come sembra essere quello odierno del mondo NBA nessuno è al sicuro, soprattutto nel selvaggio West. Se la dinastia Warriors sembra ormai agli sgoccioli, tante realtà si sono attrezzate per poter conquistare la vetta. Franchigie come Lakers e Clippers hanno fatto le cose in grande, ma anche nello Utah così come a Portland e  Denver si sono preparati ad un ipotetico grande salto. Ci aspetta una stagione che si prospetta tra le più equilibrate degli ultimi anni.

due superstar assolute a capo di un esercito di gregari, sarà la formazione giusta per portare il Larry O’Bryan Trophy a Houston?

non ci resta che aspettare e divertirci.

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