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Mondiali FIBA, Danilo Gallinari: “Italia, lottiamo e andiamo in Cina per una medaglia”

di Michele Gibin

Danilo Gallinari non vuol sentire parlare di una Italbasket comparsa ai prossimi mondiali FIBA, al via dal 31 agosto in Cina.

Intervenuto a Milano all’inaugurazione del nuovo campetto di Viale Sarca, riqualificato grazie al progetto “We Playground Together“, il Gallo parla della prossima avventura Mondiale, e delle sue aspettative.

Le aspettative? Alte, molto alte. Possiamo dare fastidio a molte squadre, abbiamo il talento e l’esperienza per puntare ad una medaglia. I sogni sono gratis e possono essere realizzati, per questo non bisogna mai porsi obiettivi piccoli

Angola, Filippine e Serbia gli avversari nel girone D per l’Italbasket, un gruppo che “esige” la qualificazione. La Serbia è la più forte, e potrà contare sul fresco All-NBA Nikola Jokic e sugli NBA Bojan Bogdanovic e Nemanja Bjelica.

Italia col dubbio Nicolò Melli, il neo giocatore dei New Orleans Pelicans si è sottoposto ad un intervento al ginocchio al termine della stagione europea con il Fenerbahce e non sarà al training camp degli azzurri a Pinzolo: “Speriamo recuperi in tempo, Melli è fondamentale per noi, ma niente scuse. Quelle lasciamole ai perdenti, i vincenti trovano soluzioni, dobbiamo essere una squadra di gladiatori (…) alcuni avversari avranno un arsenale a disposizione ma le sorprese (in un Mondiale, ndr) non mancano mai“.

Dopo il mondiale, per Danilo Gallinari si aprirà il nuovo capitolo della sua carriera NBA. Il Gallo giocherà negli Oklahoma City Thunder assieme (almeno per l’inizio della regular season, occhio al mercato) ad un altro ex Clippers: Chris Paul, arrivato via Houston Rockets in cambio di Russell Westbrook.

I Thunder potranno contare su di un quintetto potenzialmente competitivo, con Paul, il talentuoso Shai Gilgeous-Alexander, Terrance Ferguson, Gallinari ed il neozelandese Steven Adams. La panchina sarà il vero punto debole per OKC, ma Gallinari prosegue con il suo mantra: niente scuse.

Con i Clippers l’anno scorso fu una stagione speciale. Le trade fanno parte del gioco, bisogna accettarle. Alla scadenza del contratto (2020, ndr) mi piacerebbe andare in una squadra da titolo, a 31 anni i soldi non sono più la cosa più importante, conta la situazione ed il progetto. Un anello farebbe tutta la differenza“.

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