No panic o forse si in casa Los Angeles Lakers? Le prime due partite della stagione di LA si chiudono con due sconfitte, risultati che non preoccupano, ci sta perdere con Portland al Rose Garden e con i Rockets che sono andati ad un passo dall’impresa lo scorso anno di eliminare i Warriors poi campioni NBA.
Quello che però ci rende perplessi e timorosi per il futuro è un sistema che non ci convince e una chimica che stenta ad arrivare. La rissa tra Cp3 e Rondo con partecipazione di Ingram ha lasciato strascichi, privando al squadra del’ex Celtics per tre giornate e del prodotto di Duke per quattro.
La rotazione da corta che era (nove giocatori contro i Rockets) ora diventa improponibile, con un minutaggio che salirà vertiginosamente per alcuni oppure saremo costretti ad attingere alla panchina con Svi o Bonga o con il rientrante Wagner. Il sistema appunto non ci convince, perché nell’era del tiro da tre sempre e comunque, noi abbiamo la continua ricerca del pace alto, correre non sempre porta a vantaggi soprattutto se hai lacune strutturali.
Los Angeles Lakers, LeBron ancora non decisivo nel finale
Questo “non sistema” che basa tutto sulla bravura individuale dell’attaccare il ferro, è anche un’arma a doppio taglio per Lebron che non avendo l’area aperta si trova costantemente due-tre giocatori che collassano su di lui impedendogli di trovare i punti che ha sempre trovato. A statistiche nessuno può dire nulla a Lebron, ma io i punti sono abituato a pesarli e non a contarli, e nei finali i punti di Lebron sono pressoché ad oggi inesistenti o poco decisivi.
Lakers la crescita dei giovani?
Aggiungiamo inoltre una apatia crescente di giovani come Ingram e Kuzma che sono condizionati da un sistema non adatto alle loro caratteristiche e da una difesa volenterosa ma inefficace. Kyle da centro fa fatica sui cambi, spende troppe energie e in attacco poi non è lucido e concreto come lo scorso anno. Ingram dal punto di vista difensivo sta giocando le sue carte, ma ora per quattro partite dovrà meditare sul suo errore e questo potrebbe comportare un crollo difensivo da parte di tutta la squadra.
Walton ha dato fiducia a Stephenson nel finale, per la sua fisicità e difesa, ma sempre l’ennesimo salto nel buio e poi c’è Rondo che ha trasformato due partite giocate in una film a puntate. Leader ma con grossi limiti, se gioca lui la squadra ha facilità in attacco, Ball di contro sta crescendo e forse sembra pronto per riprendersi il posto. Insomma lavori in corso e non è il caso di andare nel panico, ma i problemi sono tanti e bisogna sin da subito iniziare quanto meno a risolverli, altrimenti il fallimento potrebbe materializzarsi prima del previsto.
Ed intanto Rondo, Chris Paul e Ingram vengono tutti sospesi e multati, non proprio uno spettacolo entusiasmante.

