Giannis Antetokounmpo e la sua storia: duro lavoro e fatica
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Giannis Antetokounmpo e la sua storia: duro lavoro e miglioramenti continui

Giannis Antetokounmpo

Giannis Antetokounmpo e la sua storia: duro lavoro e miglioramenti continui

Giannis Antetokounmpo in questa stagione sta dimostrando sempre più il suo valore, al tal punto di essere preso in considerazione per il premio di MVP: dietro al personaggio del Greek Freak  c’è un ragazzo che dà tutto per migliorare sé stesso e scrivere il suo nome tra gli immortali del basket americano e greco.

Giannis spiega il suo stile di vita e  la sua storia in un’intervista presso la redazione Eurohoops, dove detiene il suo blog. Nell’intervista, composta da tre parti, Antetokounmpo si apre come mai fatto prima o comunque diversamente da come siamo spesso abituati con la maggior parte dei giocatori NBA, soliti a schivare questo tipo di interviste.

Giannis Antetokounmpo ed i miglioramenti nel tiro

Parte prima: miglioramenti nel tiro, allenamento costante, diverso approccio alla partita ed Eurobasket.

Nella prima parte dell’intervista il giocatore spiega come giorno dopo giorno lavori duramente per imparare sempre qualcosa in più e migliorare sé stesso, grazie anche all’aiuto di coach Sweeney. Ma Giannis non si sofferma solo sul suo sviluppo come giocatore, infatti sottolinea anche la sua crescita come persona, essendo non soltanto un fenomeno atletico ma anche un personaggio impegnato sul sociale.

Caratteristica esplicitamente riconosciuta dal giocatore è la sua abilità di tiro, che va a migliorare di anno in anno con i suoi allenamenti giornalieri, che lo vedono impegnato anche per l’intera estate .The Greek Freak si sofferma anche sul cambiamento che il suo gioco ha subito in questa stagione, ambientandolo in minor modo sulla velocità e sull’esplosività, usando di più il tiro dalla media, tiro da 3, il fadeaway ed altre opzioni più tecniche.

La maturità di Giannis gli consente di guardare con un occhio al presente e con un altro al futuro: sa bene che i suoi 23 anni non saranno eterni, per cui non potrà basare il suo gioco sempre sulla fisicità; infatti continua spiegando che allena il suo tiro circa dall’età di 18 anni, proprio quando entrò in NBA .Adesso nella quinta stagione il suo modo di approcciarsi alla partita è cambiato, cercando di sfruttare tutte le opzioni offensive che sono nelle sue mani.

Un argomento delicato trattato durante l’intervista, è la sua scelta di non scendere in campo per la nazionale Greca a Eurobasket 2017. Giannis spiega che molti scettici credevano che fosse una sua volontà , ma il greco spiega che è stata una scelta pensata in relazione al suo infortunio al ginocchio ed al fatto che gioca 40 minuti a partita e se avesse voluto far passare i problemi doveva riposare d’estate sennò avrebbe aggravato la situazione.

Il mito di Giannis Antetokounmpo? LBJ

Seconda parte: il trash-talking, la rivalità con il suo mito Lebron James

 

Il trash talking è l’argomento che apre la seconda parte dell’intervista, a proposito del quale Giannis si dimostra favorevole all’uso della pratica con qualche eccezione (in alcuni momenti serve per intimidire l’avversario). Il giocatore spiega che è impossibile affrontare la stagione senza l’uso di un minimo di trash talking, lui stesso ammette di essere a volte vittima di questa tecnica da parte di alcuni giocatori.

Affrontando il tema squadra, Giannis menziona ciò che essa richiede, smentendo anche la domanda che tanti si pongono, ovvero se il coach ed i suoi compagni si aspettano da lui 30 punti a partita. Antetokounmpo spiega che il suo obiettivo e quello comune della squadra è il raggiungimento del suo livello massimo in tutti gli aspetti della partita, per ottenere la vittoria. Del resto, è proprio questo ciò che fa una superstar.

Ecco che da un campione si passa ad un altro: il re LeBron James. Giannisparlando del King, si esprime con tanta ammirazione nei suoi confronti, ammettendo umilmente il fatto di non ritenersi ancora a tal livello, ma con la speranza di poter imparare affrontandolo. Secondo la sua opinione personale è il miglior giocatore al mondo e tra i migliori di sempre, per cui raggiungere la sua grandezza sarebbe un sogno.

Un altro argomento trattato è la volontà di rendere il roster ancor più competitivo con l’aggiunta di un’altra stella in modo da poter vincere il titolo insieme alla sua squadra. Ma se essa non dovesse muoversi sul mercato potrebbe anche considerare l’idea di poter passare a un altro team, una volta diventato free agency, per puntare all’anello dopo svariate stagioni in cui ha dato tutto per arrivarci.

 

Il rapporto di Giannis Antetokounmpo con le superstar NBA

Ultima parte: Rapporto con le superstar, importanza dei valori e della famiglia e la tanto sognata medaglia con la Grecia insieme ad i suoi fratelli.

 

Una foto che ritrae la famiglia Antetokounmpo al completo

Nella terza parte l’ala dei Milwaukee Bucks subito accenna il fatto che LeBron a fine stagione sarà free agent, per cui sarebbe interessato ad avere un buon rapporto con lui scegliendolo così per primo all’All Star Game se fosse il capitano, come farebbe con altre superstar come Curry, Durant, Harden. Continuando a parlare del King mette a confronto tante superstar  e sé stesso rispetto a lui , evidenziando il fatto che molti giocatori escono dal campo soddisfatti dopo aver segnato 30 o 40 punti a partita, invece James fa di tutto pur di aiutare i suoi compagni a migliorare e portare la squadra alla vittoria, sfornando prestazioni ricche di punti,rimbalzi,ma soprattutto assist. Questo è il giocatore che Antetokounmpo ispira a diventare .

 

Una parte di Giannis che magari molti non conoscono è la sua purezza d’animo e la sensibilità che emerge parlando della sua vita privata. Dopo la morte del padre, il giocatore cambiò totalmente modo di vivere e di pensare: prima era solito pensare, con una certa superficialità, che niente di male potesse mai capitare alla sua famiglia, per questo non si preoccupava molto di essa.

Successivamente ogni cosa cambiò; Giannis realizzò che nella vita è importante riconoscere le proprie priorità e che alcune vengono anche prima del basket, tra cui in primis i valori e gli affetti veri. Il suo senso di responsabilità nei confronti della famiglia lo accompagnò sempre nel corso della sua carriera rendendolo presente per essa, guidato dalla consapevolezza che non solo per lui sono stati momenti duri ma anche per essa. Lui e il fratello Thanasis si impegnano per portare il nome Antetokounmpo in alto, non solo nel basket ma ovunque, promuovendo messaggi sociali ed azioni che volte ad aiutare la Grecia, l’Africa e le persone in difficoltà.

L’intervista si chiude con l’affermazione di Giannis in cui confessa il suo sogno: vincere una medaglia con la nazionale greca insieme ai suoi fratelli. Il giocatore in particolare aspetta che il più giovane, che attualmente gioca al college nel team Daytona, venga convocato. Non mancano anche i complimenti al fratello più grande, fresco MVP dell’All Star Game greco dopo aver fatto una lunga strada per arrivare a ricoprire un ruolo da titolare nel campionato greco.

 

 

The Greek Freak è un giocatore universale capace di gestire i tempi di gioco giocando da playmaker, e l’azione dopo andare a canestro come un lungo, cosi come difendere in maniera egregia su tutte e 5 le posizioni. Insomma, un tipo di giocatore che di anno in anno con le sue giocate sta convincendo tanti appassionati e addetti ai lavori a innamorarsi di lui.

 

 

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Enrico Nolfo
enrico1997tp@libero.it

Ciao, Il mio nome è Enrico Nolfo. Sono un ragazzo con origini siciliane, con precisione provengo da Trapani. Adesso sono uno studente fuori sede a Milano. Il mio primo interesse da 7 anni a questa parte è il basket e questa mia passione principalmente si approfondisce nel mondo NBA, in cui inizialmente mi innamorai di una squadra, i "Miami Heat", di LBJ ,Wade, e Chris bosh, seguendo ogni loro partita e da lì iniziai a seguire l'NBA a 360 gradi, fino a sembrare quasi un'ossessione!

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