Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiSorpresa Minnesota Timberwolves: dalla lottery a mina vagante dei playoffs

Sorpresa Minnesota Timberwolves: dalla lottery a mina vagante dei playoffs

di Loris Corvino
Minnesota-Timberwolves

I Minnesota Timberwolves sono molto probabilmente la più grande sorpresa, in positivo, della stagione 2021\22. Per anni è stata considerata come la franchigia più futuribile della lega, ma ancora troppo acerba. La trade per Butler, fatta per accelerare il percorso che porta alla competitività, ha provocato l’effetto contrario.

Ma i Timberwolves non si sono persi d’animo, hanno deciso di riprendere il loro percorso, hanno iniziato a prendere scelte giuste lasciando perdere le scorciatoie, ed ora iniziano a raccoglierne i frutti.

Con la vittoria per 139-132 contro gli Houston Rockets, Minnesota ha quasi raddoppiato il numero di vittorie dello scorso anno. Viste le attuali 45 vittorie a fine stagione avranno certamente un record positivo, fatto avvenuto solamente 3 volte negli ultimi 17 anni.

La crescita di KAT

I punti chiave di questa entusiasmante stagione sono diversi, hanno a che fare con la crescita individuale dei singoli giocatori ma anche con la crescita collettiva, grazie ad un ottimo lavoro di Chris Finch.

A livello individuale non si può che citare la definitiva consacrazione di Karl-Anthony Towns. Dopo le gravi vicende personali che lo hanno colpito e una serie di infortuni che lo hanno portato a saltare 22 partite la scorsa stagione, Towns sembra essere tornato sia fisicamente che mentalmente.

Il suo non è un semplice ritorno al livello precedente, pre-infortuni e pre covid. Quello che colpisce di più è che quel livello sembra essersi ulteriormente alzato. In particolare il miglioramento più evidente riguarda la selezione dei tiri e la sconfinatezza dell’arsenale offensivo con il quale può colpire le difese avversarie.

La caratteristica più evidente di questa sua evoluzione è la scelta del dove ricevere palla. Eravamo abituati a vederlo ricevere costante in post. Quest’anno invece quasi il 20% dei suoi tiri arriva da situazioni di spot-up.
La scelta di abbandonare il post e giocare maggiormente fuori dal perimetro sta portando enormi vantaggi al suo gioco, e di riflesso all’intera squadra.

Giocando fuori dal perimetro può attaccare  dal palleggio i lunghi avversari che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono assolutamente in grado di reggere il confronto.  In alternativa le difese avversarie possono utilizzare su di lui dei difensori fisicamente più piccoli ma che possano tenerlo meglio dal palleggio. In quel caso però è la stazza fisica a fare la differenza, e Towns sa bene come farla valere.

Infine, come ultima possibilità ci sarebbe quella di concedere più spazio sul perimetro per contenere meglio le penetrazioni. Ma anche questa non è una mossa particolarmente intelligente visto il 41% da tre con cui viaggia Karl-Anthony Towns in questa stagione.

Due fattori: Edwards e Russell

Towns è sicuramente la ragione principale del successo di Minnesota in questa stagione, ma non è chiaramente l’unica.
Anche D’Angelo Russell e Anthony Edwards stanno avendo un forte impatto.

Il primo viaggia ad una media di 7 assist a partita (career-high pareggiando la stessa media della stagione 2018\19 con i Nets) e sta finalmente avendo una stagione integra dal punto di vista fisica.

Anthony Edwards sta crescendo a vista d’occhio da tantissimi punti di vista. La sua percentuale nel tiro da tre è passata dal 32.9% (su 7.2 tiri tentati) del suo anno da rookie all’attuale 36% (su 8.4 tiri tentati). Le sue letture di gioco sono nettamente migliorate e questo unito alla sua pericolosità e dunque all’attenzione che le difese gli riservano, sta aprendo spazi per passaggi che Edwards sempre più puntualmente riesce ad individuare e servire.

Ma il punto su cui è cresciuto maggiormente è sicuramente quello difensivo. Non a caso sta chiedendo ed ottenendo sempre maggiori responsabilità, finendo sempre più spesso per marcare i migliori giocatori avversari (come successo spesso con Morant nella gara contro i Grizzlies).

La ciliegina sulla torta è infine la second unit. La panchina dei Wolves è al momento l’ottava della lega per media punti a partita (38.1). Questo grazie all’ottimo assortimento di scorer e giocatori funzionali come Malik Beasley, Taurean Prince, Naz Reid e Jaylen Nowell, che permettono di tenere un ottimo livello sia offensivo che difensivo anche quando i titolari sono a riposo.

La corsa playoffs dei Minnesota Timberwolves

Minnesota non è ancora certa del proprio posto ai playoffs. Al momento infatti è settima a Ovest, posto che renderebbe la qualificazione ai playoff da conquistare nel play-in. Le chance sono molto alte (92% secondo FiveThirtyEight), e anche se dovesse passare per i play-in la strada sarebbe in discesa, anche se insidiosa.

Raggiungere i playoffs sarebbe fondamentale. Non tanto per le possibilità di vittoria finali (non altissime, ma mai dire mai) ma piuttosto per vedere ricompensati gli sforzi e il duro lavoro di questa stagione, oltre che per testare il proprio livello nel momento in cui la competizione si alza. 

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