Deni Avdija è partito dal quintetto titolare nella prima partita stagionale dei Washington Wizards. Come riportato da Chase Hughes di NBC Sports Washington, questa decisione di coach Unseld ha sorpreso molti. Il giocatore non aveva disputato nessuna partita in preseason a causa di un infortunio all’inguine accusato durante l’EuroBasket giocato con Israele.
Deni Avdija, le sue condizioni dopo l’infortunio
L’allenatore crede molto su Avdija e quest’anno lavorerà molto su di lui per fargli migliorare il gioco su entrambi i lati del campo. Nonostante questo, la scelta di schierarlo fin dalla palla a due contro gli Indiana Pacers ha riguardato più delle logiche difensive. L’ala israeliana, oltre ad essere un difensore migliore di Will Barton, ha permesso di bilanciare l’offensività che il duo Monte Morris e Bradley Beal garantisce.
Sebbene inizialmente fosse previsto per lui un minutaggio limitato, Deni Avdija non è riuscito a giocare tutta la partita a causa di una distorsione alla caviglia destra. Dopo essere uscito con una smorfia di dolore sul viso aiutato anche dai compagni, è stato sostituito durante l’intervallo è entrato al suo posto Anthony Gill. Non conoscendo la gravità della situazione, gli stessi Wizards avevano messo in dubbio il suo ritorno in campo.
Le prime notizie uscite sono confortanti per il giocatore e per la franchigia perché sono escluse fratture o lesioni della caviglia. Come riportato da Adrian Wojnarowski sul suo profilo Twitter, gli esami strumentali a cui si è subito sottoposto hanno dato esito negativo. Secondo le fonti del giornalista americano l’infortunio non è da considerare grave.
Questa stagione è molto importante per Deni Avdija perché la prossima estate potrà firmare la rookie scale extension e estendere il suo contratto con gli Wizards di altri quattro anni. Nelle scorse due stagioni ha messo a referto 7.6 punti e 5.1 rimbalzi di media a partita. I numeri sono dalla sua parte, l’allenatore crede in lui e punta a migliorare il suo gioco offensivo e difensivo. Adesso spetta solo al giocatore, infortuni permettendo, mantenere le aspettative che una chiamata alta al draft prevede.
