La baia è da sempre uno dei luoghi più caldi dove la NBA sia mai passata, e la cosa non stupisce neanche un po’, visto che la squadra ha già vinto quattro titoli, di cui l’ultimo due mesi fa. Alcuni dei giocatori che hanno contribuito alla vittoria dei quattro anelli sono tra i più riconosciuti e famosi della storia del gioco, così Yahoo Sports ha voluto celebrarli inserendoli nel quintetto All-time della squadra che nel giro di 3-5 anni andrà a giocare a San Francisco. La concorrenza è talmente tanta che giocatori del calibro di Klay Thompson e Paul Arizin non rientrano nel quintetto, ma meritano sicuramente una menzione d’onore. Ecco il quintetto base:
- Wilt Chamberlain
- Rick Barry
- Chris Mullin
- Latrell Sprewell
- Stephen Curry
C: WILT CHAMBERLAIN
Su Wilt Chamberlain non bisogna aggiungere altro, basta solamente il nome per rievocare uno dei più grandi giocatori della storia del gioco, uno che in una singola partita ha messo a segno 100 punti, uno che, insieme a Bill Russell, ha dato vita alla rivalità storica tra Celtics e Lakers. Perciò analizzeremo solo i numeri di Wilt con la maglia dei Warriors: 41,5 punti e 25,1 rimbalzi, conditi con 3 assist in 47,2 minuti per partita, il tutto moltiplicato per 429, cioè il numero di partite giocate con la casacca degli Warriors, numeri che non stanno né in cielo né in terra. Con lui i Warriors hanno vinto i primi due titoli della loro storia, quando ancora però si chiamavano Philadelphia Warriors
PF: RICK BARRY
Rick Barry è stato forse l’artefice principale dell’inaspettato titolo del 1976. Egli era un giocatore sfrontato e con un carattere molto scontroso,ma era dannatamente forte. “Tirava” i liberi in maniera tanto strana quanto efficace (94,1% in carriera!), ed è stato inserito nel quintetto All-NBA per 5 volte, 4 in quello All ABA
SF- CHRIS MULLIN
E’ stato il giocatore più rappresentativo della franchigia a cavallo tra gli anni 80′ e in 90′: un’ala in grado di far male a qualsiasi difesa grazie al suo tiro da fuori e alla sua spiccata dote offensiva. Con gli Warriors però non ha vinto nulla, anche se la sua gioia più grande è arrivata in quel di Barcellona nel 1992, quando insieme agli altri componenti del Dream Team ha letteralmente dominato un torneo olimpico.
SG: LATRELL SPREWELL
Come si fa a non amare il buon Latrell? Un giocatore dal talento tanto sconfinato quanto incostante e con un carattere di quelli che non te le mandano mai a dire. Sprewell è forse il più classico esempio legato a “una macchina spaventosa guidata da un pilota di media categoria”, un giocatore in grado di fare 30 punti senza faticare la sera prima e di essere espulso la sera dopo per un bisticcio con gli arbitri/avversari. Ma, quando i pezzi del puzzle erano tutti collegati, non ce n’era veramente per nessuno: una tecnica sopraffina legata ad un atletismo e ad una forza spaventosi, che si abbattevano su qualsiasi difesa avversaria senza pietà alcuna. Il giocatore non ha mai vinto un titolo, ma verrà comunque ricordato come uno dei migliori che si siano mai visti in quegli anni.
PG: STEPHEN CURRY
Su giocatori come Curry non basterebbe una trilogia di blockbuster per descrivere la propria vita e le migliaia di difficoltà incontrate durante il viaggio verso l’olimpo del gioco, ma Stephen può alzare la testa e dire. “Ce l’ho fatta”. Uscito da Davidson, Curry era il più classico dei tiratori che avrebbero fatto carriera in Europa, per via del fisico molto sotto gli standard NBA, ma il giocatore non si è mai arreso e, grazie anche agli Warriors che hanno voluto premiarlo per il suo coraggio scegliendolo con la 10 assoluta, oggi si trova sul tetto del mondo. Il percorso però è stato tutt’altro che semplice; i problemi alle caviglie lo hanno quasi allontanato definitvamente dal campo, ma lui non ha mollato e ancora una volta è riuscito a zittire tutti gli scettici, con una stagione fantastica coronata con il titolo di MVP alla fine della RS e con il titolo NBA a giugno contro degli eroici Cavs. Stephen Curry può essere tranquillamente usato come esempio su come la forza di volontà riesce sempre a dare i frutti sperati.
Quello All-time dei Warriors è un quintetto per gli amanti del gioco, con all’interno personalità fortissime ma dotate di grande talento, ma che sicuramente avrebbe dato spettacolo in mezzo ad un campo, con un ipotetico pnr Curry-Chamberlain, con un terzo sugli scarichi come Mullin, e con l’eleganza e la potenza di Barry e di Sprewell.
Per NBA Passion
Alessandro Maritato





