Per il premio di MVP è un testa a testa tra Nikola Jokic e Shai Gilgeous-Alexander, e ogni partita da qui alla fine della stagione sarà importante per “piegare” la volontà degli elettori da una parte o dall’altra. Che la corsa e il premio poi interessino, tra i due, più a Gilgeous-Alexander che al naif Jokic, è un altro paio di maniche.
Nella vittoria per 129-115 contro i modesti Charlotte Hornets, Nikola Jokic ha invitato il suo rivale a rispondere con una prestazione da 29 punti, 17 rimbalzi e 9 assist in 37 minuti, per Denver anche 34 punti di Jamal Murray e soprattutto la nona vittoria di fila. I Nuggets, anche con la panchina corta ma che hanno ritrovato Russell Westbrook, sembrano tornati se non quelli del 2023 e del titolo, una contender senza dubbio.
Per Aaron Gordon, ala dei Nuggets e che benedice ogni giorno in cui è finito a Denver via trade a beneficiare degli assist e degli spazi che Jokic apre, la questione MVP non dovrebbe sussistere. Nikola merita il quarto premio in carriera: “basta guardare al plus-minus, quando Jokic è in campo siamo la miglior squadra NBA, quando non gioca siamo tremendi. Solo questo dice tutto. Ha già vinto lo scorso anno e quest’anno è ancora meglio, tutti i suoi numeri sono su. Sta tirando meglio e gira a una tripla doppia di media. E i suoi numeri sono migliori di quelli di Shai“.
Nikola Jokic ha già vinto tre premi di MVP in carriera, e in questa stagione potrebbe inoltre riuscire in un’impresa compiuta nella storia della NBA ai soli Oscar Robertson e Russell Westbrook, ovvero finire con una tripla doppia di media in stagione. Jokic viaggia al momento a 29.7 punti di media con 12.7 rimbalzi e 10.2 assist a partita in 50 presenze stagionali, e i Nuggets sono secondi nella Western Conference proprio alle spalle degli Oklahoma City Thunder.

