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All-Star Game, gli snobbati 2026: Kawhi fuori, perché Siakam preferito a Porter Jr?

di Michele Gibin
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Come ogni anno, dopo le convocazioni per l’All-Star Game NBA è più interessante analizzare chi siano stati gli “snobbati” eccellenti di ogni edizione. E anche l’edizione 2026 che si giocherà il 15 febbraio all’Intuit Dome di Los Angeles, casa dei Clippers, non è da meno.

I 10 giocatori “titolari” sono stati scelti dal voto dei tifosi online (al 50%) e per il restante 50% da media e giocatori stessi. E le nomine non hanno riservato chissà quali sorprese se non l’assenza di LeBron James, per la prima volta in 21 anni e alla verde età di 41 anni. Comprensibile, e in ogni caso LeBron sarà all’All-Star Game tra le riserve.

Gli esordienti assoluti saranno 6 (Chet Holmgren, Jamal Murray, Deni Avdija, Jalen Duren, Jalen Johnson e Norman Powell) e questo significa che tra gli snobbati ci sono nomi davvero pesanti. Quali?

Kawhi Leonard è il primo. Assente da padrone di casa e nonostante una stagione da massimo in carriera per punti di media (27.7) e soprattutto da salvatore dei Clippers che oggi sono in corsa per i play-in e in ascesa, ma che avevano iniziato malissimo. Kawhi ha saltato qualche partita di troppo per infortunio (35 presenze) ma la sua esclusione è quella più sonora.

Alperen Sengun ha pagato il “fattore Kevin Durant” che il suo posto tra gli All-Star ce l’ha – e giustamente – prenotato a vita. KD sta disputando l’ennesima grande annata della sua carriera, i Rockets stanno facendo bene ma non abbastanza da avere due rappresentanti all’All-Star Game, anche se le cifre di Sengun sono da All-Star: 21.0 punti e 9.2 rimbalzi di media con 6.4 assist a partita.

Joel Embiid ha giocato sole 29 partite e aveva iniziato la sua stagione in evidenti difficoltà fisiche. Da dicembre in poi però l’ex MVP è tornato su livelli altissimi e i suoi 76ers vincono e sono da corsa a Est. Tyrese Maxey sarà meritatamente titolare e questo ha tolto idealmente spazio a Joel, ma averlo ritrovato su livelli eccellenti è la notizia migliore per tutti.

I Toronto Raptors avranno Scottie Barnes, che gode di ottima stampa e che giocherà il suo secondo All-Star Game in carriera. Barnes sta giocando una stagione di livello, è vero, ma la differenza maggiore tra i Raptors perdenti di un anno fa e quelli competitivi di quest’anno è Brandon Ingram che a nostro modo di vedere meritava più del suo compagno di squadra: 21.9 punti di media con 5.9 rimbalzi e il 47% dal campo col 36% da tre. All’All-Star Game ci sarà al suo posto non tanto Barnes, quanto Pascal Siakam che è un giocatore dal grande status ma che gioca negli Indiana Pacers, che sono la peggior squadra dell’Est record alla mano. Una stortura.

Vittima del manuale Cencelli dell’All-Star Game è anche Julius Randle. Thunder, Lakers e Nuggets avranno due giocatori ciascuna e i Twolves uno solo, Anthony Edwards. Niente convocazione per Randle nonostante i suoi 22.3 punti e 6.9 rimbalzi di media con 5.4 assist e il 49% dal campo per una squadra dal record ampiamente vincente.

Lo status è diverso ma si tratta di due campioni NBA che oggi giocano in due squadre pessime. E allora perché Pascal Siakam è un All-Star mentre Michael Porter Jr no? A parità di record la stagione di Porter Jr è migliore, per punti e rimbalzi e (leggermente) percentuali dal campo, l’ex Nuggets sta segnando il massimo in carriera per rimbalzi, punti e assist tirando con efficienza in una squadra scarsa, che gli richiede di supportare un peso offensivo elevato. Nessuno dei due meritava per il record di squadra, ma se rimuoviamo questo dato, chi meritava tra i due era Michael Porter Jr senza dubbi.

E a proposito di merito, tra gli snobbati 2026 non si può non citare Dillon Brooks, ala dei Phoenix Suns che in questa stagione sta riscrivendo tutti i suoi massimi in carriera e si è sostanzialmente tramutato nel Norman Powell dell’Ovest. Brooks gira a oltre 21 punti di media a partita con 3.6 rimbalzi e il 36% da tre, in 45 partite disputate, secondo miglior giocatore in una squadra che ha al momento una vittoria in più dei Lakers in classifica. Nessuno si aspettava un tale rendimento dal canadese, che ha preso sostanzialmente il ruolo che avrebbe dovuto essere di Jalen Green a Phoenis, alle spalle di Devin Booker.

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