Che gli Charlotte Hornets, per una mera questione di addizione di talento su talento su talento fossero meglio del quasi nulla mostrato nell’ultimo paio di stagioni era una predizione anche semplice, solo consultando i nomi a roster. Il problema principale era che per via degli infortuni e altri accidenti, LaMelo Ball, Brandon Miller, Miles Bridges e oggi Kon Knueppel (ieri era Mark Williams) non sono mai riusciti a giocare assieme.
Ora e da qualche partita a questa parte si, è può succedere che i vostri Charlotte Hornets battano gli Oklahoma City Thunder per 124-97 in trasferta al Paycom Center.
OKC ha rimediato la settima sconfitta stagionale, di quelle che mettono a nanna ogni discorso sul battere il record dei Golden State Warriors 2015-16 e delle 73 vittorie in stagione. I Thunder erano in back to back dopo aver perso in volata contro Phoenix e Devin Booker ma in campo c’erano quasi tutti, Shai Gilgeous-Alexander, Chet Holmgren, Jalen Williams.
Charlotte ha vinto il secondo quarto per 34-17 e da lì non s’è più voltata, con 28 punti di Brandon Miller e i 23 punti di Mr Rookie of the Year Kon Knueppel (lo vincerà Flagg cascasse il mondo, ma tant’è) con 5 su 7 da tre. Per LaMelo Ball una partita posata da 16 punti con 10 tiri in 25 minuti e appena 2 assist, gli Hornets hanno segnato 19 triple su 37 tentativi e commesso anche 21 palle perse. Ma l’energia era il doppio rispetto ai campioni NBA in carica.
7 su 22 dal campo per Shai Gilgeous-Alexander e 21 punti finali, per tenere aperta a quota 108 una striscia di partite con almeno 20 punti a tabellino. OKC ha chiuso la sua peggior partita stagionale in termini di punti segnati. Il suggello alla partita nel terzo periodo lo ha messo idealmente Ball, con un curioso tiro fuori equilibrio dall’angolo sinistro mentre cadeva fuori dal campo, per il 74-55 Hornets. Nel quarto periodo spazio alle panchine.
Per Brandon Miller serata da 7 su 10 da tre, gli Hornets (13-23) hanno vinto 4 partite nelle ultime 7 giocate e sono 7-8 nelle ultime 15 gare disputate. Niente numeri da capogiro ma un segnale rispetto al deserto dei tartari visto anche all’inizio della stagione, con Miller out per infortunio e un LaMelo Ball poco coinvolto anche a livello emotivo.

