Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMinnesota Timberwolves I fischi non fermano Jimmy Butler: “Odiatemi, ma non mettete in dubbio il mio cuore”

I fischi non fermano Jimmy Butler: “Odiatemi, ma non mettete in dubbio il mio cuore”

di Michele Gibin
Programmazione Sky Sport NBA-Jimmy Butler Minnesota Timberwolves

Da reietto ad MVP in una notte. Jimmy Butler aveva invitato i fans dei Twolves a fischiarlo in vista dell’esordio casalingo di Minnesota, nella notte tra venerdì e sabato.

I tifosi hanno raccolto “l’appello” del quattro volte All-Star, ed accolto il loro numero 23 con una pioggia di ululati al momento dell’annuncio dei quintetti base.

Il trattamento è proseguito durante l’intero primo quarto, ad ogni tocco di palla dell’ex Bulls. Inutile sottolineare quanto Butler abbia saputo trarre energia da un’ostilità tale.

Minnesota-Cleveland finisce 131-123

33 punti, 7 rimbalzi, 3 assist, 4 recuperi ed un dominio assoluto sulla gara. 10 su 12 al tiro, e 12 su 12 dalla lunetta per abbattere i Cleveland Cavs dell’ex Kevin Love.

Per Cleveland un inizio di stagione che si annuncia difficile. Poca difesa ed un attacco che per ora dipende quasi esclusivamente da Love, in attesa della crescita di Collin Sexton (discreto in uscita dalla panchina).

Da sottolineare, ancora una volta, l’ottima partita di un sempre più interessante Cedi Osman.

E Minnesota? I Twolves si nutrono dell’energia di Jimmy Butler.

Karl-Anthony Towns si mostra aggressivo in fase difensiva, ed accusa di nuovo problemi di falli, buon segnale comunque dello sforzo profuso.

Andrew Wiggins, pur non tirando benissimo (8 su 21 dal campo per 22 punti) pare rivitalizzato rispetto al giocatore passivo visto sin troppe volte l’anno scorso a Minneapolis.

Derrick Rose, calato perfettamente nel nuovo ruolo di sesto uomo e (per ora) sorretto da una buona condizione fisica, fornisce punti e playmaking di livello per coach Tom Thibodeau.

Jimmy Butler: “I fischi? Mi hanno fatto sorridere. Faccio di tutto per vincere, con i miei ragazzi”

Nel post partita, Jimmy Butler ha parlato ai microfoni di ESPN.

I reporter hanno chiesto all’ex Marquette quali fossero state le sue sensazioni davanti alla iniziale reazione ostile del pubblico nei suoi confronti.

I fischi? Non sono i primi, non saranno gli ultimi. Sapevo che, alle prime giocate d’intensità, i fischi si sarebbero trasformati in applausi. Io gioco e do il mio meglio per vincere in ogni caso. I cori MVP, MVP? Non li ho sentiti, io sento solo i fischi (…) credo che alla gente piaccia odiarmi, ogni tanto. A me piace, pensate ciò che volete di me, ma rispettate il mio impegno, il fatto che ci metta cuore e desiderio per vincere, e per i miei ragazzi

– Jimmy Butler sui fischi durante Minnesota-Cleveland –

Butler ha poi ribadito come media e pubblico non siano a conoscenza dei veri motivi che hanno portato l’ex Bulls allo scontro frontale con la dirigenza dei Twolves. Jimmy non vuole passare per il cattivo della storia:

I fans possono odiarmi per via di quello che leggono sui media. Ma loro non sanno l’intera storia. E finché non sarò io a raccontarla, se mai lo farò, non è possibile sapere davvero come stanno le cose. Ma va bene così, io sono quello che sono, non si può certo dire che sia una cattiva persona, che non giochi per vincere. Puoi giudicarmi in base a quanto si legge sui media, e continuare a fischiare

– Jimmy Butler nel post partita tra Minnesota-Cleveland –

Tom Thibodeau “sposa” la linea Butler. Il pubblico di Minneapolis ha fischiato sonoramente anche l’ex coach dei Chicago Bulls, in apertura di gara.

La NBA è così. I tifosi apprezzano i giocatori che danno tutto in campo, che giocano duro su ogni possesso. L’anno scorso i tifosi sono stati fantastici, ci hanno davvero aiutato a raggiungere la post-sesason. L’atmosfera nel palazzo era grandiosa. Le vittorie creano ciò, quando vinci e mostri di giocare duro, la gente viene alla partita e si fa sentire

– Tom Thibodeau nel post Minnesota-Cleveland –

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