Sembrerebbe esserci la data dell’esordio di James Harden in maglia Cavs. Dopo la trade che lo ha portato a Cleveland infatti, il Barba dovrebbe scendere in campo per la prima volta con i nuovi compagni nella notte di sabato contro i Kings. A riportarlo è stato l’insider Chris Haynes. Tra l’altro, ironia della sorte, questa notte si sono sfidate proprio Clippers e Cavaliers, in una sfida senza storia vinta agilmente da Cleveland. Naturalmente né Harden né Garland hanno preso parte alla sfida.
Ad ogni modo è molta la curiosità di vedere James in azione nella sua nuova squadra, anche per capire realisticamente che impatto potrà avere in una Eastern Conference senza un vero padrone. Sembrerebbe infatti che, nonostante non abbia apertamente chiesto lui di essere ceduto, abbia particolarmente gradito la possibilità di finire a Cleveland per provare a giocarsi il titolo. Che l’Est sia di un livello inferiore all’Ovest è noto a tutti, e per Harden unirsi ad un roster comunque rodato come quello dei Cavs significa darsi una chance concreta di vincere l’anello.
Cosa porta Harden a Cleveland?
Entriamo ora un po’ più nello specifico di ciò che ci possiamo aspettare dal Barba ai Cavs. Anzitutto, ovviamente, il playmaking. Cleveland infatti ha dato via un ottimo passatore come Garland per assicurarsi un altrettanto eccellente creatore di gioco come Harden. Oltre ad essere il 3° miglior assistman nella Lega con 8.1 passaggi vincenti a partita, James storicamente tende ad elevare il livello dei compagni in campo, specie dei lunghi. Basti pensare ai vari Capela ai Rockets, o allo stesso Zubac proprio ai Clippers. Per questo sarà interessante vedere come giocherà soprattutto con Mobley e Allen. Già adesso i Cavs sono tra le squadre che più trovano i propri lunghi in situazione da pick and roll, anche se non con percentuali altissime. In questo senso l’arrivo di Harden sarà certamente significativo.
L’altro aspetto che sicuramente sarà importante guardare è la coesistenza nel backcourt con Mitchell. In questo caso è però importante sottolineare come, da quando ha lasciato Houston, Harden ha sempre condiviso il parquet con grandi scorer come Donovan. Sia a Brooklyn con Irving e KD, ai Sixers con Maxey ed Embiid e recentemente a Los Angeles con Leonard. Insomma, in questa sua seconda fare di carriera in cui ha smesso di essere principalmente un realizzatore, ha sempre trovato il modo di essere efficiente anche accanto ad altri grandi finalizzatori. Allo stesso modo anche Mitchell, nonostante recentemente abbia dovuto trattare sempre più la palla, resta un grande tiratore anche sugli scarichi. Il Barba quindi andrà a togliere un po’ pressione a Donovan in attacco, permettendogli di preservare energie anche per la metà campo difensiva.
Sarà proprio in difesa che bisognerà capire come Harden si comporterà. Non è certo un segreto infatti che proprio nella sua metà campo James faccia maggiormente fatica. Qui sarà coach Atkinson a dover essere bravo a coprire le sue difficoltà, sfruttando anche la presenza a roster di due rim protector come Mobley e Allen. Se riusciranno in questo, i Cavs potrebbero davvero provare ad arrivare in fondo ai playoffs.

