Chris Paul è riuscito solo dove Wilt Chamberlain era arrivato prima, ovvero segnare così tanti tiri dal campo senza errori in una partita NBA.
CP3 ha chiuso con 14 su 14 al tiro per 33 punti gara 6 del primo turno di playoffs, con cui i suoi Phoenix Suns si sono sbarazzati dei New Orleans Pelicans per 115-109 dopo aver inseguito anche di 12 punti nel primo tempo. Jumper dopo jumper dalla sua “mattonella” prediletta dai 4-5 metri attorno all’area, Paul ha dato coraggio a dei Suns invero un poco intimoriti dalla prospettiva, fattasi concreta a metà partita, di una gara 7, da vero leader e giocatore vincente.
Paul ha saputo inoltre accompagnare il rientro il campo per gara 6 di un Devin Booker si e no al 50% delle sue possibilità dopo l’infortunio muscolare di gara 2, sfruttare la buona vena in attacco di Deandre Ayton e cavalcare un Mikal Bridges decisivo nel finale sia in attacco che in difesa, su CJ McCollum e Brandon Ingram.
Con i Pelicans che giocano senza la pressione dei favoriti, e che si nutrono dell’energia dei rookie Jose Alvarado, Trey Murphy e Herbert Jones, Chris Paul ha dovuto attendere gli ultimi 8 minuti per prendere possesso della gara. In precedenza, nel terzo quarto, era stata una sua tripla a fare 69-66 Suns e da lì in poi gara 6 e stata una lotta punto a punto.
CP3 ha chiuso con +17 di plus\minus, un Booker a mezzo servizio ha comunque segnato 13 punti con 5 rimbalzi e infilato a 1:42 dal termine la tripla del 106-104 Suns punendo un evidente errore difensivo dei Pelicans, e per replicare a Ingram e all’incredibile coraggio di Alvarado. Per Bridges infine, 18 punti in 44 minuti e un recupero difensivo con schiacciata in contropiede cruciale, per il 108-104 Phoenix ai danni di McCollum.
“Per me è stata una partita speciale, assolutamente, non ne avete idea“, dice Paul dopo la partita “Non sapevo minimante di non aver sbagliato tiri, ma a metà partita all’intervallo ho deciso che avrei attaccato e tirato di più. Loro mi hanno concesso di tirare dai miei spot preferiti“.
Devin Booker ha giocato 32 minuti al rientro, coach Monty Williams lo ha tenuto in panchina per la prima metà del terzo quarto per poi non toglierlo più fino alla sirena finale. Un rischio, date le sue condizioni, ma assieme a Paul i Suns avevano bisogno di un altro leader in campo per scacciare il timore di una gara 7. “I Pelicans stavano giocando più duro di noi, ci stavano mettendo tutto. E ogni volta che in questa serie avevamo vinto una partita, in quella dopo ci era mancata energia. Booker? Mi ha detto di sentirsi bene e di essere pronto. Certo, quando l’ho tenuto in panchina mi ha guardato male…“.
“La partita di Chris Paul è solo da celebrare“, ancora coach Williams “Lui ci ha dato così tanto e ci ha messo in questa posizione con una prova così, bisogna dare il giusto riconoscimento. Non so cos’altro dire perché gliel’ho visto fare così tante volte… poi qui a New Orleans, è probabilmente il motivo numero uno del perché è successo. Questa città è speciale per lui“.
Per Booker, “14 su 14? Io non giocherò mai una partita del genere. Ci ha dato tutta la fiducia che ci serviva“.
Paul non è stato il solo Suns ai limiti dell’infallibilità al tiro, Deandre Ayton ha chiuso con 22 punti e 7 rimbalzi prevalendo alla fine su Jonas Valanciunas, e sbagliando soli 2 tiri dal campo, Ayton e Chris Paul hanno tirato con 24 su 26, record “di coppia” in una partita di playoffs NBA.
I Pelicans lasciano i playoffs dopo una stagione in cui hanno saputo far fronte alla sparizione di Zion Williamson e a un inizio di regular season da 1-13. Hanno scoperto tutto il talento da All-NBA e giocatore da post-season di Brandon Ingram e il gruppo di rookie terribili Alvarado, Jones e Murphy III, Cj McCollum non ha giocato una buona gara 6 ma è stato fondamentale per agganciare i play-in e quindi i playoffs. Ingram ha chiuso gara 6 con 22 punti, 11 assist ma 6 palle perse, la peggior partita della sua serie, dalla panchina i Pelicans hanno trovato ben 38 punti dal trio Larry Nance Jr, Jose Alvarado e Trey Muprhy III.
