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Clippers, il sospetto: contratto “fantasma” a Leonard per aggirare il salary cap

di Michele Gibin
clippers leonard

Dalle carte per la bancarotta di un’azienda che si chiama Aspiration Partners Inc sarebbe emerso un legame tra Kawhi Leonard, gli LA Clippers e Steve Ballmer e soprattutto un possibile tentativo della squadra di aggirare le regole del salary cap NBA per pagare il proprio giocatore.

La compagnia, una startup operativa nel settore green e delle campagne per la sensibilizzazione contro il cambiamento climatico, ha dichiarato bancarotta a marzo e tra le carte dei creditori al momento della domanda di liquidazione sono emersi i nomi dei Clippers e della KL2 Aspire LLC, con Kawhi Leonard come firmatario con tanto di firma in calce del giocatore. Fin qui, tutto legale naturalmente ma ciò che Pablo Torre di ESPN ha svelato è che Leonard, al contrario di altri investitori anche tra le celebrità che negli anni hanno prestato volto e voce per promuovere l’azienda, non avrebbe mai preso parte a alcuna attività e campagna nonostante risultasse pagato per una cifra pari a 28 milioni di dollari totali. Di cui circa 7 ancora dovuti in sede di bancarotta di Aspiration.

E non solo, Torre ha quindi individuato e intervistato alcuni ex dipendenti dell’azienda fallita per chiedere loro conto delle attività, o meglio dell’assenza totale di attività di promozione di Kawhi Leonard per Aspiration nonostante il ricco contratto. E alcuni degli ex dipendenti hanno confermato che di fatto Leonard è stato pagato “per non fare nulla di nulla”. Aspiration inoltre risulta fondata con un investimento di circa 50 milioni di dollari da Steve Ballmer, il proprietario degli LA Clippers.

Da qui i sospetti che Ballmer e i Clippers avessero procurato a Kawhi Leonard un contratto con Aspiration per pagare il giocatore una cifra extra rispetto a quella del suo contratto NBA. Un metodo che potrebbe significare che i Clippers abbiano voluto aggirare le regole salariali e la luxury tax NBA compensando un proprio giocatore con una sorta di triangolazione. Il contratto di Leonard con Aspiration è naturalmente legale, se si toglie la peculiarità che Kawhi non abbia di fatto mai fatto nulla per giustificarlo. Gli LA Clippers hanno diramato un comunicato in cui sostengono che “né la franchigia né Mr Ballmer abbiano mai tentato di aggirare il salary cap NBA né abbiano mai avuto a che fare con la malagestione di Aspiration. Ogni dichiarazione che attesta il contrario è falsa e dimostrabile come tale“.

Kawhi Leonard firmò con gli LA Clippers nel 2019, e prolungò il suo contratto nel 2021, l’anno in cui risalirebbe il suo contratto “fantasma” con aspiration.

Resta ora da vedere se a seguito delle rivelazioni di Torre, la NBA deciderà di aprire una verifica per un sospetto aggiramento delle regole salariali. E in tal caso, i Clippers rischierebbero pesanti sanzioni in termini di multe e penalizzazioni al draft, nella lega negli ultimi 30 anni è celebre il caso di Joe Smith, ex prima scelta assoluta nel 1996 dei Golden State Warriors. Nel 1999 i Minnesota Timberwolves aggirarono le regole salariali convincendo Smith a firmare con la squadra dei contratti di anno in anno a un importo più basso rispetto al valore stimato del giocatore con la promessa “sottobanco” di un futuro ricco contratto di compensazione. Mossa architettata e di cui furono riconosciuti colpevoli l’allora proprietario dela squadra Glen Taylor e l’allora GM Kevin McHale, poi sospesi, e giustificata con l’intento di risparmiare per costruire un roster più forte con altri giocatori attorno a Kevin Garnett e lo stesso Smith.

Nella stagione 1999-2000 emerse lo scandalo e al termine delle indagini la NBA, allora presieduta da David Stern, punì i Twolves in maniera esemplare con la revoca di ben 5 future prime scelte al draft a partire dal 2001.

Sempre come rivelato dall’inchiesta di Torre, nel contratto di Kawhi Leonard con Aspiration vi sarebbe stata una clausola che avrebbe garantito a Kawhi di essere pagato “solo finché fosse stato un giocatore dei Clippers“, un altro elemento che andrà approfondito, se veritiero. Già nel 2019 all’epoca della firma di Kawhi Leonard coi Clippers ci furono delle verifiche circa l’operato della squadra, per possibili tentativi di tampering e persino promesse di commissioni sottobanco all’agente e entourage del giocatore. Verifiche che non dimostrarono alcun illecito.

Ballmer e nomi come Leonardo DiCaprio, Robert Downey Jr e Drake figuravano tra i sostenitori e investitori nell’azienda, per la quale hanno anche prestato il volto e la propria immagine oltre al capitale. In sede di bancarotta, l’ex CEO di Aspiration Joseph Sandberg si è dichiarato colpevole di un tentativo di truffa agli investitori lo scorso 21 agosto, un illecito da quasi 250 milioni di dollari totali secondo il dipartimento di giustizia USA.

Dopo una lunga campagna di manipolazione del mercato che ha truffato non solo Steve (Ballmer, ndr) ma anche altri investitori anche nel mondo dello sport, Aspiration ha dichiarato fallimento” hanno specificato gli LA Clippers ancora “E non c’è nulla di inusuale né illecito se uno sponsor di una squadra sigla al contempo un contratto di partnership con un singolo atleta. Nè i Clippers né Steve Ballmer sapevano del contratto che Kawhi Leonard aveva indipendentemente siglato con Aspiration e sostenere il contrario è una falsità assoluta“.

La NBA ha annunciato che inizierà delle verifiche sulle rivelazioni giornalistiche di Pablo Torre, per attestare o meno una condotta irregolare dei Clippers. La squadra s’è detta “pronta a collaborare in ogni sede” e ha appreso “in maniera positiva” la scelta della lega di indagare sulla questione.

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