Perdere contro una squadra che per tutta la serie non ha di fatto potuto disporre del suo miglior giocatore, Anthony Edwards, e che in gara 6 giocava senza tre titolari non potrà non avere conseguenze per i Denver Nuggets, eliminati in 6 partite dai Minnesota Timberwolves al primo turno dei playoffs con un KO al Target Center per 110-98.
I Twolves hanno vinto con merito, e con 32 punti di Jaden McDaniels una partita in cui, senza Edwards, Donte DiVincenzo e persino Ayo Dosunmu, il vecchio Mike Conley ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, e in cui il roster profondo di coach Chris Finch s’è rivelato cruciale. Terrence Shannon Jr, alla sua prima partenza in quintetto base in carriera ai playoffs, s’è inventato una prova da 24 punti, Naz Reid dalla panchina ha segnato 15 punti con 7 rimbalzi e 4 assist facendo meglio di un Julius Randle da 6 su 17 dal campo, e Rudy Gobert che come sempre ha marcato Nikola Jokic per tutta la partita, ha sfiorato una tripla doppia che avrebbe avuto del clamoroso: 10 punti, 13 rimbalzi e 8 assist con 2 stoppate.
Sopra a tutti la prova entusiasmante per freddezza e efficacia di Jaden McDaniels, 32 punti con 10 rimbalzi e 13 su 25 dal campo, “alla” Anthony Edwards. Minnesota ha vinto pur tirando con 7 su 29 da tre limitando a sole 7 le palle perse, e soprattutto con una prova difensiva di prim’ordine. Annullato il pick and roll “a due vie” tra Jamal Murray e Jokic, contenuto a un disastroso 4 su 17 dal campo Murray, i Twolves pur in una partita equilibrata hanno sempre tenuto quei due possessi di vantaggio cruciali.
Denver era senza Aaron Gordon e Peyton Watson, e ha avuto le sue occasioni per forzare gara 7 in casa. Sull’88-85 Minnesota a 3′ dalla fine, Cam Johnson e Spencer Jones hanno fallito la tripla del potenziale aggancio e dall’altra parte Randle e McDaniels hanno chiuso il discorso, e la stagione dei Nuggets. Per Jokic partita da 28 punti con 9 rimbalzi e 10 assist, tante sportellate con Gobert e un accenno di rissa quando si prende a spintoni con Jaylen Clark. Il Joker ci ha provato a dominare, soprattutto nel secondo tempo ma il piano difensivo di Minnesota in tutta la serie, e Rudy Gobert, sono stati da applausi. Il tutto mentre Denver si perdeva in troppi errori difensivi e di letture tra Spencer Jones, un Christian Braun pessimo e esitante e il cui rinnovo a 129 milioni di dollari per 5 anni oggi pare un tremendo passo falso, un Bruce Brown che non è più quello del 2023 e persino un Jonas Valanciunas non più proponibile nella NBA del 2026.
“Queste sono partite che non puoi insegnare a giocare, si tratta di forza di volontà, cuore e di come affronterai la sfida” dice Rudy Gobert che ora, dopo aver affrontato Nikola Jokic, dovrà vedersela contro il connazionale Victor Wembanyama. “Sono contento sia finita, sono volate parole e noi siamo stati in grado di fare seguire i fatti, vincere e andare avanti” così Jaden McDaniels che aveva acceso la serie dopo gara 1 chiamando in causa “i cattivi difensori” dei Nuggets. Gli sia dato atto di aver sostenuto coi fatti le sue parole.
Minnesota non avrà ora molto tempo per recuperare, i San Antonio Spurs aspettano gara 1 già da qualche giorno e i Timberwolves sanno già che né Donte DiVincenzo – out a lungo – né Anthony Edwards saranno della serie. Su Ant si mantiene viva una per ora vaga speranza di un rientro a serie in corso ma di certezze non ce ne sono, molto dipenderà da quanto durerà la serie e come s’evolverà. Per Ayo Dosunmu, fondamentale a questo punto, si vedrà invece giorno per giorno.
Per i Denver Nuggets inizia invece una off-season con tante questioni sul tavolo. La posizione di coach David Adelman che rischia di pagare, la free agency di Peyton Watson e le considerazioni di mercato su Jamal Murray e Aaron Gordon, difficilmente cedibili visti i contratti lunghi e impegnativi.
