Perdere contro gli Charlotte Hornets è grave a priori, e per i Cleveland Cavs è stata una conferma d’uno stato di salute tutt’altro che buono come ha certificato anche Donovan Mitchell dopo la partita.
In casa, i Cavs hanno ceduto per 119-111 dopo un tempo supplementare in cui non hanno segnato neppure un punto. Charlotte era senza LaMelo Ball – il che aumenta le chance di vittoria per loro, in realtà – e Cleveland era priva di Evan Mobley oltre che del lungodegente Max Strus. Rientrava però Jarrett Allen ma a sbagliare partita è stato proprio Mitchell che 48 ore prima aveva salvato già i suoi contro gli Wizards (altra squadraccia). Per Spida prova da 17 punti e 6 su 24 dal campo e 1 su 11 da tre, all’altra parte Charlotte continua perlomeno a mostrare la mano da tre e il talento offensivo di Kon Knueppel che ha chiuso con 29 punti in 44 minuti.
I Cavs hanno rimontato 17 punti di scarto per guadagnarsi i supplementari ma lì hanno sbagliato tutto, 0 su 11 dal campo per zero punti. Dalla Rocket Mortgage Fieldhouse di casa sono piovuti i fischi alla squadra, che Donovan Mitchell comprende: “Ce li meritiamo, anche io sono un tifoso e pure io avrei fischiato stasera. Io? Una di quelle controprestazioni che non mi posso permettere, se avessi giocato un po’ meglio avremmo vinto questa partita. Colpa mia. Ciò che dobbiamo fare è non commiserarci ma restare uniti come gruppo, e andrà meglio“.
I Cavs sono 15-12 a Est, lontani dai risultati dello scorso anno quando rivaleggiarono a distanza con gli Oklahoma City Thunder per tutta la regular season. Gli infortuni hanno giocato un ruolo, con gli stop per Max Strus, Darius Garland, Allen e ora Mobley e Sam Merrill ma non possono essere una scusante totale. Garland non è ancora al 100% per i consueti problemi al piede sinistro, e sta giocando sopra a un infortunio che non si risolve, un altro problema che potrebbe trascinarsi per Cleveland.

