Kevin Durant ha confermato che nel febbraio scorso prima della trade deadline del mercato NBA, i Golden State Warriors erano fortemente interessati a una reunion e che la trattativa sia stata concreta per qualche giorno. Prima che il suo agente e socio in affari Rich Kleiman chiudesse di fatto la porta.
I Phoenix Suns avevano deciso di tentare di cedere già a febbraio Durant via trade per accelerare il processo ora in corso di rifondazione del roster. Golden State era emersa come la squadra più interessata e bisognosa di un cambio ma dopo aver accarezzato l’idea, KD ha scelto di non tornare agli Warriors dove ha vinto due titoli NBA. Durant ha quindi indicato la sua volontà a Kleiman, “che grazie al rapporto di fiducia che abbiamo costruito negli anni nei vari posti in cui ho giocato, compreso Golden State, ha potuto dir loro di stare fuori dalla questione“.
Gli Warriors hanno poi virato come noto su Jimmy Butler, una trade che ha rivitalizzato la squadra nella seconda parte della stagione. Kevin Durant è invece rimasto a Phoenix con l’accordo che la trade sarebbe avvenuta a fine anno, come è stato con KD spedito agli Houston Rockets in cambio di Jalen Green e Dillon Brooks, e della decima scelta assoluta al draft NBA 2025, Khaman Maluach da Duke.
“Quando ho saputo che ero sul mercato ci sono rimasto un po’ male perché pensavo che avessimo costruito a Phoenix un rapporto solido: ma è qualcosa che ho superato in fretta, so come queste cose fanno parte dei gioco e ho iniziato a pensare al prossimo passo da fare“.
“Con i Rockets sapevamo che ne avremmo potuto riparlare a stagione finita e così è stato. Da lì è accaduto tutto abbastanza in fretta” ha aggiunto KD, ospite nei giorni scorsi al Game Plan Sports Business Summit 2025 di Los Angeles.

