L’avventura di Giannis Antetokounmpo ai Miami Heat è iniziata con grandi annunci, e con una gaffe legata al suo numero di maglia che indosserà con la sua nuova squadra.
Dopo l’annuncio della trade coi Milwaukee Bucks, ufficializzata come tutte le altre dal 6 luglio, i Miami Heat hanno messo in commercio le maglie numero 34 della loro nuova superstar. E sole poche ore dopo, Giannis ha annunciato che avrebbe invece cambiato numero e optato per il 7 a simboleggiare il più classico dei “nuovi inizi”. Poco tempismo o cambio di idea repentino che fosse, ormai il danno era fatto e tante persone aveva già acquistato e ordinato una maglia – la numero 34 – che non sarebbe stata quella desiderata.
Gli Heat hanno annunciato che provvederanno al cambio per coloro che hanno già acquistato una delle maglie numero 34. Che potrebbe peraltro diventare un piccolo pezzo da collezione in futuro qualora qualcuno volesse conservarla anziché cambiarla. Miami non ha iniziato al meglio per quanto riguarda i numeri di maglia dei nuovi acquisti: Tim Hardaway Jr, arrivato da Denver nella squadra che fu di papà Tim senior negli anni ’90, ha dovuto aspettare giorni prima di avere il via libera paterno a indossare la maglia numero 10, che era stata ritirata nel 2009. Chris Bosh, Dwyane Wade, Hardaway, la numero 23 di Michael Jordan, Shaquille O’Neal, Alonzo Mourning e Udonis Haslem sono gli unici giocatori nella storia degli Heat – Jordan a parte – ad aver avuto la maglia ritirata a oggi.
Sempre a proposito di numeri di maglia, Tyler Herro che dalla prossima stagione giocherà a Milwaukee assieme ai suoi ex compagni a Miami Kel’el Ware, Jaime Jaquez Jr e Kaspar Jakucionis, ha scelto il numero 42 in onore di papà Chris che aveva lo stesso numero quando giocava, e di Charlie Bell, ex guardia dei Bucks tra 2005 e 2010 e visto a lungo anche in Italia tra Treviso, Virtus Bologna e Livorno, e Caserta nel 2012.
