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Grizzlies, Waiters non rientra nei piani futuri, possibile buyout in arrivo

di Gabriele Melina

I Memphis Grizzlies hanno comunicato di non voler mantenere a roster Dion Waiters, recentemente acquisito nello scambio che ha portato Andre Iguodala a Miami. La guardia verrà esonerata dalla squadra o raggiungendo un accordo di buyout con la franchigia del Tennessee, oppure il suo contratto verrà direttamente tagliato.

Waiters ha preso parte a soli tre incontri in questa stagione, ed è stato coinvolto in una serie di controversie che hanno costretto gli Heat a sospenderlo ben tre volte per un totale di diciassette partite.

Al momento, sotto contratto nel reparto guardie di Memphis sono presenti Dillon Brooks, De’Anthony Melton e Grayson Allen, un trio abbastanza completo che non ha necessariamente il bisogno di aggiungere l’ennesimo giocatore dello stesso ruolo.

Il primo, Brooks, è alla sua terza stagione nella lega, e nella giornata di ieri ha firmato un’estensione contrattuale che lo legherà per altri tre anni alla squadra capitana da Ja Morant, un giocatore che la franchigia ritiene una componente importante per i suoi successi futuri. In questa stagione NBA 2019\20, il prodotto di Oregon sta viaggiando ad una media di 16.1 punti, 3.4 rimbalzi e 2.1 assist, il 42.2% dal campo ed un efficiente 39.9% dalla lunga distanza, il tutto in 28.4 minuti di presenza sul parquet.

Al contrario, Melton sta vivendo il secondo anno della sua carriera da professionista, di cui la prima annata vissuta in maglia Phoenix Suns. Il ventiduenne ha dimostrato di avere una solida visione di gioco, e di essere disponibile a condividere il pallone per alimentare la circolazione di squadra, inoltre, nella metà campo difensiva può essere il giocatore capace di fare la differenza, essendo un buon lettore del gioco con grandi doti atletiche.

Nelle trentotto gare disputate fino ad ora, Melton sta producendo 8.0 punti a serata, 3.7 rimbalzi, 3.0 assist ed 1.3 palle rubate.

Infine, anche Grayson Allen è al secondo anno in NBA, dopo aver disputato la sua stagione da matricola balzando tra la prima lega a la G League con gli Utah Jazz. L’ex Duke University è stato scelto con la ventunesima scelta al draft del 2018, ed ha faticato sin qui a ritagliarsi uno spazio stabile e concreto in rotazione, ma, all’interno di un sistema in crescita come quello di coach Taylor Jenkins potrà ritornare utile in un futuro non molto lontano.

Le sue medie odierne recitano 7.4 punti ad incontro totalizzati con il 44.9% dal campo ed il 36.3% da oltre l’arco dei tre punti.

In una situazione come questa, è comprensibile che la dirigenza Grizzlies abbia preferito rinunciare a Waiters per lasciare tutto lo spazio disponibile allo svilupparsi dei giovani talenti. Se si dovesse raggiungere un accordo per un eventuale buyout, allora l’ex Heat dovrà attendere quarantotto ore, entro le quali ciascuna squadra può avanzare un’offerta per accollarsi il contratto attuale del giocatore, prima di essere libero di poter firmare con una qualsiasi altra società.

Quella di Waiters una stagione piena di controversie

La stagione 2019\20 potrebbe risultare per Dion Waiters una delle peggiori, dal punto di vista della condotta comportamentale, di tutta la sua carriera, lanciata nel 2012 con i Cleveland Cavaliers, poi con gli Oklahoma City Thunder, ed infine con i Miami Heat.

Il ventottenne è stato sospeso dalla franchigia della Florida per ben tre volte, di cui: la prima dopo un litigio con coach Erik Spoelstra al termine di una partita di pre-season. La seconda, in seguito all’incidente dello scorso novembre, in cui il prodotto di Syracuse aveva accusato un malore in volo durante un trasferimento di squadra a Los Angeles. Il malore, risultato poi un un attacco di panico, era dovuto all’assunzione non autorizzata di un farmaco a base di cannabis.

La terza sospensione è arrivata il tredici di dicembre scorso, quando attraverso un comunicato gli Heat hanno riportato:”Waiters è stato sospeso per un reiterato fallimento nell’aderire al regolamento interno della squadra, per violazione delle regole e per insubordinazione”.

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